Nell’arco di pochi anni il c.d Stato Islamico ha distrutto totalmente o parzialmente più di 900 monumenti e siti archeologici mediorientali. La follia continua con ritmi crescenti: domenica i terroristi dell’ISIS hanno raso al suolo a Palmira  lo splendido Arco di trionfo romano, un capolavoro della classicità. Duemila anni di storia in polvere. Nel segno del califfo.

Il professore Mamoun Abdelkerim, responsabile del patrimonio archeologico siriano, ha dichiarato «sappiamo da fonti certe, che i terroristi hanno minato l’intero complesso e annunciato la distruzione dell’anfiteatro e del colonnato». Per il docente non si tratta di ormai più di follia religiosa o ideologica, ma pura vendetta «dopo i primi rovesci gli islamisti stanno distruggendo ogni cosa, senza più alcun riferimento religioso. Non a caso, l’Arco era un monumento civile».

Una riflessione: mentre la pazzia iconoclasta dell’ISIS prosegue, l’Occidente continua a dissertare su formule sempre più vuote. Solo la Russia e l’Iran  si oppongono e combattono il califfo. Ormai siamo ridotti a sperare nelle armi di Mosca e  Teheran. L’Occidente tramonta nella vergogna.