Berlusconi calpesta la logica mentre la sua settima, ottava o millesima zampa Cesa calpesta la storia.

Sulla caduta di consensi del PD si tenta, senza riuscirvi, una analisi circoscritta limitata agli ultimi mesi e agli eventi più freschi mentre essa inizia , irrefrenabile, con il voto del 4 dicembre 2016, in cui le italiane e gli italiani, a dispetto delle gerarchie e di Berlusconi (quello delle ultime fasi aveva fiutato l’aria e cambiato campo) e soprattutto delle sue reti, schierate servilmente, respingono il progetto di Renzi, ne rifiutano i metodi e lo cancellano senza rimedio dalla scena politica.

Sballata ed illogica è l’analisi de “Il Giornale” sul movimento grillino, al quale ha giovato, come era scontato fosse, la predicazione esasperata, fino all’esagerazione psicologica, di Berlusconi: il coacervo grillino conserva anzi incrementa la leadership nazionale come singolo partito. Si continua a non comprendere che nonostante i fallimenti amministrativi di Roma e di Torino e la linea propositiva sterile ed utopistica, la crescita è dovuto, in modo qualunquistico, dal fastidio immodificabile sui comportamenti e sugli atteggiamenti dei partiti tradizionali. Lasciamo perdere la posizione di disprezzo assunta nei confronti degli astensionisti, contestatori ancora più severi dei minestroni “padri e padroni” come PD e FI.

La supponenza dei giornalisti del foglio berlusconiano non conosce limiti: la scelta anticipata del candidato premier “potrebbe rivelarsi un handicap”, perché è indirizzo preferibile l’attesa della … sentenza fatidica, come “una campagna elettorale troppo personalizzata” “potrebbe rivelarsi un boomerang”, al pari di quella di FI, astratta e di certo, il passaggio è fin troppo sarcastico, lontana da uno specifico quanto vincolante quanto soffocante egocentrismo.

Apparentemente asettico è il credito goduto della coalizione, asservita ai progetti di Berlusconi. In essa FI si pone come “primo soggetto” con gli altri raggruppamenti o in calo o stabili. “Sic dixit”.

Di un aspetto si può essere certi in maniera non proprio fiduciosa: Berlusconi, prosegue in forma spasmodica nella sua ricerca delle personalità della società, incurante della loro identità politica, insostituibile guida nell’attività pubblica, diretta all’interesse della collettività.

Anche il sodale toscano si è lanciato in una analoga contemporanea “campagna acquisti” e questa insidiosa interscambiabilità dovrebbe portare ad invocare la rinascita della logica e della correttezza e la pericolosità, principalmente in proiezione futura, di questo “mercato delle vacche”.

Le famose e tanto reclamizzate zampe , delle quali nessuno conosce il numero e il peso e nessuno può garantire, come in passato, il loro apporto ideale nel tempo, stentano a nascere e meno ancora a coagularsi. Una delle ultime, acquisite con una forza (autostimata!) del 1,5% – 2%, è quella di Cesa, forte di un travagliato e articolato passato. L’esponente dell’ UDC rivendica l’appartenenza al Partito Popolare Europeo, tanto – come sappiamo da comprovata esperienza – vicino e tanto sensibile agli interessi italiani e raggiunge il culmine dell’ignoranza storica con l’interrogativo retorico: “non si stava meglio, con la DC?”. E’ davvero superflua qualsiasi risposta, evidente nelle condizioni in piena involuzione della società e innanzitutto della scuola, in cui per decenni ha spadroneggiato la Scudo Crociato,

Ma perché da destra non si rilanciano orgogliosamente le antitetiche radici ideali?

Non ci curiamo dei leghisti, perché il loro è un semplice e superficiale camuffamento elettoralistico.

Una rapidissima considerazione sulla “falsa” data di nascita del presidente del Senato Grasso, dal momento che la polemica vale ed incide solo se è intelligente. La scoperta fatta dal geniale Calderoli è ridicola, dal momento che non solo nei periodi bellici ma in quelli precedenti ed in quelli successivi, in cui i parti erano nella massima parte dei casi domestici, con una piccola furbizia italiana la registrazione delle nascite maschili, avvenute nel tardo dicembre, erano fatte slittare presso gli uffici comunali al gennaio, così da posticipare di un anno l’adempimento degli obblighi di leva.