La caccia agli alleati è aperta. I partiti sovranisti, Lega e Cinque Stelle, sono consapevoli che per avere peso in Europa e per cambiarla sono necessari i numeri e la comunità di vedute.

Il voto per le europee è alle porte, maggio non è poi così lontano, e così i due vicepremier e leader di partito hanno ingranato la quarta e cominciato a tessere una rete di alleanze. Matteo Salvini, che ha ben chiaro dove vuole arrivare e con chi, è volato in Polonia per incontrare ministri e leader di Diritto e Giustizia (Pis), il partito nazionalista al governo del Paese. Dopo i colloqui è emerso che l’asse fra la Lega e i Paesi del gruppo di Visegrad è saldo. Roma e le capitali dell’Europa orientale sono diventate la vera spina nel fianco di Bruxelles. «La nuova Europa che nascerà a giugno avrà un passo diverso rispetto a quella che è stata gestita dai burocrati ha detto Salvini a Varsavia – Italia e Polonia saranno protagoniste di una nuova primavera europea, di una rinascita dei valori veri della Ue: meno finanza e burocrazia, più lavoro e sicurezza». Entrambi i partiti condividono l’euroscetticismo e la lotta all’immigrazione e all’islamizzazione dell’Europa. La nuova alleanza ha subito creato il panico. Il quotidiano tedesco Die Welt ha sottolineato con preoccupazione che dopo il voto Italia e Polonia potrebbero mandare a Bruxelles «commissari euroscettici nella Commissione Ue, influenzando in modo significativo» le iniziative legislative dell’Unione.

La mappa delle alleanze della Lega appare chiara. Oltre alla Polonia, è saldissimo il rapporto con il francese Rassemblement National di Marine Le Pen, di nuovo in auge dopo il crollo di consensi del presidente Macron. C’è poi la destra svedese di Jimmie Akesson, che alle ultime elezioni ha conquistato un pesante 17,6%, e il Partito della Libertà olandese di Geert Wilders. Stretti i rapporti anche con la destra nazionalista di Viktor Orban, che governa l’Ungheria, anche se il leader di Budapest non intende lasciare il Ppe perché vuole convertirlo a posizioni sovraniste. Un occhio di riguardo pure alla destra austriaca del Partito popolare e a quella tedesca di Alternative fur Deutscheland. Naturalmente ognuno si presenterà col suo simbolo.

Per i grillini la strada delle alleanze è meno spianata, ma non restano a guardare. Il vicepremier Luigi Di Maio ha incontrato a Bruxelles «nuove forze politiche che ci possono dare una grande mano ha detto nel corso di una diretta su Facebook per costituire un nuovo gruppo europeo che vada oltre destra e sinistra e sia un ago della bilancia». Di chi si parla? Lo spiega il senatore M5S Ettore Licheri. «L’avvio di un dialogo con i Gilet Gialli, con il movimento polacco di Kukiz, con i croati di Blocco Umano e gli svedesi di Movimento Adesso è solo l’inizio di un percorso per la formazione di un’internazionale europea della democrazia diretta, guidata dal Movimento 5 Stelle, che riunirà tutte le forze politiche europee nuove, fresche e giovani che si oppongono alle vecchie e fallimentari classi dirigenti e lottano a difesa degli interessi e dei diritti dei cittadini». Insomma, le nuove e diverse alleanze sovraniste potrebbero cambiare l’Europa imprimendole una svolta mai vista in passato. E Bruxelles comincia a sentirsi circondata.