Adesso Berlu cerca di rimettere insieme i cocci del centro destra. Le elezioni si avvicinano e i sondaggi, quelli che per Berlu sono Vangelo, non sono proprio incoraggianti per Forza Italia. Dunque nessuna fiducia a Cottarelli e ampi sorrisi a Salvini.

Nel frattempo, però, il partito Mediaset continua ad attaccare la Lega e Fdi, tanto per chiarire il livello di lealtà che possono aspettarsi in futuro Salvini e Meloni. Tralasciando anche le pesanti offese rivolte ai leghisti da alcuni esponenti di Forza Italia che adesso vorrebbero essere rieletti con il sostegno dell’intero centro destra. Ancora questa mattina il Tg5 ha presentato Cottarelli non con una normale biografia ma con una agiografia semplicemente ridicola o vergognosa.

Forse, prima di provare a ricreare l’alleanza, sarebbe il caso di cominciare a dimostrare un briciolo di correttezza, di lealtà. E non è che il Giornale diretto da Sallusti abbia avuto atteggiamenti particolarmente simpatici nei confronti di chi dovrebbe ora tornare a stipulare una alleanza elettorale.

Su quali basi, poi? Sulla base della manifestazione di stima e fiducia nei confronti di Mattarella? Sul servilismo nei confronti del capitalismo speculativo? Le giustificazioni di Berlu e del partito Mediaset sono ormai ridicole: il sant’uomo di Arcore sarebbe costretto a questi comportamenti indecenti per salvare il lavoro delle migliaia di famiglie che lavorano nel suo gruppo. Peccato che in Italia esistano decine di migliaia di imprenditori che occupano milioni di lavoratori ma non per questo devono prostituirsi politicamente per salvare le aziende.

Mediaset è sotto attacco e le altre imprese no? È vero, ma perché mai gli alleati dovrebbero difendere la proprietà di Berlu se il sant’uomo di Arcore la utilizza contro gli alleati? Se si tratta delle famiglie dei lavoratori, la proprietà non è determinante. Se si tratta di tutelare la proprietà, allora diventa determinante quella lealtà che sino ad ora Mediaset ha sempre evitato di dimostrare.