Il “panta rhei” di Eraclito, a Modena, non vale un soldo bucato. O, quanto meno, nei palazzi comunali la filosofia è vista come il classico cane in chiesa. Infatti, immobili come il massiccio del K2 nella tradizione socialcomunista di premiare alcuni ed ignorare altri, secondo alchimie vecchie, collaudate e ritrite, la Giunta ha scelto la nuova comandante della Polizia Locale. Nella persona di Valeria Meloncelli. Una brava poliziotta, certo. Un’investigatrice di prim’ordine di sicuro, degna della fama di Miss Marple. Nessun dubbio.
Ma il punto non è questo. Non si tratta di mettere in discussione le indiscusse capacità professionali della Meloncelli. Tanto meno di ventilare illegittimità di sorta (o peggio) per la sua nomina.
Si tratta, invece, di capire i motivi per i quali sia stata preferita una professionista di talento, ma non un unicum sul globo terracqueo, che costa parecchio all’amministrazione al posto di un altro noto professionista… a costo zero.
Infatti, come ha sostenuto Valentina Mazzacurati, coordinatrice di Forza Italia a Modena, il costo di un decennio di prodezze amministrative della nuova comandante (peraltro moglie del presidente della Fondazione Scuola interregionale Polizia Locale) costerà circa 1.6 milioni di Euro. Invece, Claudio Malavasi, altro candidato supertitolato in materia ed ex comandante di Polizia Locale, essendo già a carico della Pubblica Amministrazione statale, sarebbe andato ad occupare quella delicata posizione… rimanendo a carico della Pubblica Amministrazione statale. Ovvero lavorando, appunto, a costo zero per il Comune di Modena.
Ma, allora, da che cosa deriva la scelta. I titoli ai due non mancano. Ma i costi sono ben diversi. Forse, e qui scomodiamo il grande emiliano Giovannino Guareschi, con il suo arcinoto duetto:
“Visto da sinistra”, Malavasi è notoriamente un “duro”, inflessibile e poco propenso agli ordini di scuderia impartiti a scapito delle norme. Il che cozzerebbe contro la visione bucolica della sinistra.
“Visto da destra”, dell’altra poco sappiamo. Che sia più “tenera”? Più in linea col buonismo d’accatto della sinistra? A questo punto, dati i risultati ellettorali di queste tesi, meglio così. I voti del centrodestra non potranno che aumentare!
Ora, il Comune di Modena, evidentemente poco propenso alle critiche e (troppo) certo dell’inossidabilità della proprie scelte, minaccia querele contro la dirigente politica che si è permessa di segnalare la vicenda.
Ma è diritto di chicchessia querelare, ci mancherebbe. Anzi, fanno bene! Solo così potranno dimostrare ai cittadini, quelli che nelle ultime politiche hanno preso a calci nel sedere la sinistra emiliana, quanto sono “diversi”, democratici ed antifascisti. Un’arte che ha le proprie regole, prima fra tutte l’immobilismo monolitico su vecchi ed usurati schemi partitocratici.
Arte che, insieme a quella di progettare i dodici cilindri, evidentemente a Modena non manca!

 

Catone il Censore