Vienna. Per il rotto della cuffia, i socialdemocratici perdono voti ma tengono e  l’Fpo, al termine di una campagna elettorale — inusualmente per gli standard austriaci, molto combattuta —  pur aumentando i propri consensi nelle elezioni comunali, non sfondano. Il Partito della libertà austriaco (Fpo) avrebbe ottenuto il 30,5% dei voti, con un aumento di 5 punti abbondanti rispetto alle precedenti consultazioni. Nonostante l’arretramento di almeno cinque punti, la Spoe si conferma prima forza nella capitale con un 39,5%. I verdi con un 11,6% scavalcano il Partito popolare (Oevp, cristiano-conservatore in calo del 4,5% al 9,5%) mentre i liberal-conservatori di NEOS — una costola  del FPO — raggiungono un insperato 5,9 per cento, in gran parte sottratto al partito di Strache.
Per i nazionalisti eurocritici del FPO una battuta d’arresto dopo i notevoli successi nelle recenti consultazioni provinciali in Burgeland, Stiria e Alta Austria (sempre a spese dei socialdemocratici e dei centristi) che impone sicuramente una riflessione sulla comunicazione politica (buona in provincia ma ancora troppo ruvida per i sofisticati viennesi) e sui rapporti con i “fratelli coltelli” di NEOS. Il risultato dei socialdemocratici è, in ogni caso, il peggiore del dopoguerra a Vienna e suona come un campanello di allarme per la Grosse Koalition messa in piedi con i Popolari della Oevp dal dicembre 2008 sotto l’attuale cancelliere Werner Faymann. Staremo a vedere.