L’attentato di Alessandria d’Egitto con la strage dei cristiani copti è solo l’ultimo drammatico episodio di una dilagante cristianofobia che si sta diffondendo in tutto il mondo e che ha visto nell’anno 2010 quali fatti salienti la sistematica persecuzione dei cristiani in Orissa, gli attentati nelle chiese cattoliche in Nigeria e nelle Filippine, la strage di Ognissanti nella cattedrale di Baghdad, la condanna a morte di Asia Bibi in Pakistan per aver affermato la propria fede religiosa, l’omicidio del vescovo milanese in Turchia mons. Padovese, la persecuzione dei cristiani in Indonesia, Laos, Vietnam, Myammar, la discriminazione dei cristiani in Algeria e Iran.
La libertà religiosa è un diritto di ogni persona umana che attiene alla sua stessa dignità e che in quanto tale deve essere riconosciuto e sancito come diritto civile nell’ordinamento giuridico della società. L’intolleranza e la discriminazione religiosa sono comportamenti intrinsecamente disumani che non possono essere accettati, permessi o consentiti dalla comunità internazionale. In particolare la cristianofobia, è una inaccettabile forma di razzismo che sta montando nel mondo intero ed anche in Europa e che deve essere estirpato immediatamente con atteggiamenti fermi e risoluti.
Il modo più efficace per debellare la violenza anticristiana nei Paesi musulmani consiste nel limitare l’immigrazione in Europa, e segnatamente in Italia, di lavoratori islamici provenienti da nazioni dove si sono verificate simili violenze anticristiane fino a quando governi e popolazioni non dimostreranno un totale rispetto della libertà religiosa.