Ricci e “Striscia la notizia” hanno smascherato il “buon” Flavio Insinnia. Bene. Bravi. Ma, soprattutto, ottimo il Flavio nostro, incazzoso e professionale, il Flavio che si arrabbia con lo staff, con la regia, con i dementi che mandano in onda, in prima serata sulla Rai, “sette dementi” e una “nana della Valle d’Aosta” (con tutto il rispetto per gli aostani). Ogni show  — ed Affari tuoi è solo uno show, una formula ripresa da un fortunato format olandese — ha tempi, regole e una piccola dignità. È lavoro, fatica. Soldi.

E allora, viva Insinnia il cattivo che pretende dai suoi collaboratori serietà e capacità e se ne sbatte dei sindacati, dei sindacalisti e non ha pietà per gli sfigati (nana alpestre compresa) imposti da un regista svogliato che si crede un Fellini incompreso. Meglio lui che il Flavietto, l’attore mammone e depresso, che davanti a Bianca Berlinguer sparava (non credendoci…) cazzate buoniste e sciocchezze assortite. Meglio Insinnia, il capo crudele, il conduttore sboccato che il Flavietto boldriniano e (terribilmente) finto.

La vita, quella vera, è dura. E sono sempre affari nostri.