Ero appena sceso in strada dallo studio del senatore Gastone Nencioni, a pochi passi dal Palazzo di Giustizia, quando un boato squassò l’aria. Pensai subito ad un attentato e mi precipitai verso la vicina sede della Giovane Italia in Corso Monforte, spesso bersaglio di assalti dell’ultrasinistra. Trovai porte spalancate e stanze deserte. Erano tutti corsi  — mi dissero quelli del bar sottostante — verso Piazza Fontana, dove stavano convenendo mezzi di soccorso e polizia. Mi avviai per recuperare impiegati e attivisti, per prevenire le rituali strumentalizzazioni giornalistiche, se fossero stati notati nei luoghi dell’esplosione.
Non sapevo ancora, nessuno sapeva della strage.
Sono passati quarantasette anni, decine di governi democratici e antifascisti, di inchieste e di processi, svolti da procuratori e giudici notoriamente di sinistra, da D’Ambrosio ad Occorsio, invano: nessun colpevole accertato, soltanto la stantia rituale litania della “strage fascista”.
Eppure, la collocazione in contemporanea di cinque bombe, tre a Roma e due a Milano, una inesplosa alla Banca Commerciale, ha certamente implicato il concorso di molte persone e d’ingenti mezzi, che non possono non lasciare tracce a servizi di sicurezza e di polizia, che non siano volutamente distratti, se non complici.
Governi, giudici, servizi segreti, polizia avrebbero coperto “i fascisti”?
Ma non siamo da settanta anni una Repubblica democratica e antifascista, nata dalla Resistenza?
Con ogni evidenza la strage di Piazza Fontana, e tutte quelle che purtroppo seguirono, hanno avuto ispiratori, registi e attori di ben altro peso politico che non pochi, emarginati neofascisti!
L’omertà del potere si spiega, se non altro con la sudditanza dell’Italia alle potenze straniere, in specie all’epoca dei democristiani agli Stati Uniti, dei comunisti alla Russia, veri padroni di casa nostra.
Si spiega meno, anzi, per niente, perché mai il tanto santificato Almirante, accolse in testa alle liste elettorali del MSI-DN i capi dei Servizi segreti italiani, che certamente avevano peccato quanto meno di omissioni e avevano trescato per coinvolgere negli orrendi eccidi giovani di destra, magari sprovveduti, ma innocenti.