Circola da qualche ora un appello, diffuso attraverso “Magnete”, il blog di Gioventù Nazionale, per riottenere l’emblema dei movimenti della destra giovanile italiana: l’avambraccio che regge una fiaccola tricolore, portato dai gruppi giovanili del MSI (Giovane Italia prima, Fronte della Gioventù poi) fino alla transizione verso AN (quando ancora la fiaccola era portata da Azione Giovani). Ai propri ragazzi, Gioventù Nazionale appunto, il partito di Fratelli d’Italia ha affidato un più pacifico drappo, anch’esso tricolore, sempre portato dalla mano serrata a pugno.

Dopo lo slogan “siamo i ragazzi di via Mancini” con il quale, a Milano, si pretendeva di porre sullo stesso livello i reduci degli Anni di Piombo e i cuccioli della Meloni, un altro paragone improponibile tra dei ragazzi che hanno gettato via la propria adolescenza in una stagione violenta, difficile, atroce, e quelli che fanno la claque per la destra all’acqua di rose di Fratelli d’Italia.

Il Fronte della Gioventù era composto da ragazzi che, nelle assemblee, contraddicevano i notabili di partito e li mettevano in minoranza. I ragazzini che ne rivendicano la fiaccola hanno per regola “non si critica il segretario nazionale”, pena la sospensione per un mese. Altri tempi, altri personaggi, altri elementi, altre lotte, altra politica.