Il governatore di Helmand, Yasin Khan, ha espresso preoccupazione poichè Al-Qaeda e altri combattenti stranieri hanno allestito campi di addestramento nei territori che confinano con il Pakistan e l’Iran. Il governatore ha sottolineato che i talebani non hanno interrotto i legami con Al-Qaeda, come previsto dagli accordi con gli Stati Uniti, firmati a Doha, in Qatar, lo scorso 29 febbraio. Secondo i funzionari locali, i terroristi sono attivi in aree che vanno dal distretto Disho di Helmand verso Herat, attraverso una zona che si estende per centinaia di chilometri.
Secondo il governo la rete di Al-Qaeda: “Collabora con i talebani e li rifornisce. In tutti gli scontri, c’è il suo contributo”.

“Nel processo di pace, noi stiamo parlando solo con i talebani, non con gli stranieri e chiediamo anche ai talebani di metterli da parte”, ha affermato Attaullah Afghan, capo del consiglio provinciale di Helmand. Per il Dipartimento della Difesa degli USA, in un rapporto reso noto nel giugno scorso, Al-Qaeda sostiene e coopera regolarmente con i talebani. L’obiettivo è quello di “minacciare la stabilità del governo afghano e il gruppo ha un interesse a lungo termine per quanto riguarda gli attacchi contro le forze statunitensi e contro gli obiettivi occidentali nella regione”. Il Pentagono sostiene che il pericolo maggiore è rappresentato dalla fazione indiana dell’organizzazione terroristica, evidenziata come al-Qaeda nel Subcontinente Indiano (AQIS). La sezione centrale di Al-Qaeda, invece, si concentra sulla sopravvivenza e nell’assicurarsi che i propri rifugi rimangano praticabili.