La propaganda governativa ci ha detto che l’UE creerà un comparto da 500 miliardi da dare “a fondo perduto” agli stati più colpiti e un comparto da 250 miliardi di prestiti. La quota dell’Italia, nella prima ipotesi di trattativa, quella come già annunciato e scritto più favorevole all’Italia, sarebbe al massimo di 173 miliardi, divisi in 91 miliardi di prestiti e 82 miliardi di trasferimenti “a fondo perduto”. Messa così si potrebbe dire: che bella cosa!
E invece no, non è così. Vediamo perchè.
1) i 500 miliardi “a fondo perduto” verranno finanziati pro quota dagli stati membri con i loro bilanci. Quindi non sono a fondo perduto. E dato che l’Italia ha una quota del 12% del bilancio UE la sua quota sarà di 60 miliardi. Comunque si dirà: ci sono 22 miliardi in più (82 miliardi che riceverebbe l’Italia mettendone 60). Premettiamo che questa è la fase iniziale della trattiva nella verisione più favorevole all’Italia e come ha ben spiegato la Merkel adesso ci sarà il negoziato con gli stati contrari (Austria, Olanda, Svezia ecc.ecc.). In un negoziato si cede da entrambe le parti un poco. Quindi se la versione migliore è che arrivino 22 miliardi (divisi in 3 anni, quindi 7,5 miliardi all’anno, che sono un’inezia sul bilancio italiano di 1.600 miliardi) dopo la trattativa è logico pensare che o si ridurranno di molto o spariranno o l’Italia riceverà di meno di quel che verserà. Ma questo lo vedremo tra qualche mese.
2) ma questi soldi che l’Italia dovrà restituire integralmente o quasi o più di quel che riceverà, non sono nemmeno liberi. Sono vincolatissimi: l’UE ha già detto che saranno legati a determinati capitoli di bilancio, tipo la green economy e l’innovazione, non saranno spendibili dall’Italia in base alle proprie necessità.
3) Oltre a non poterli spendere come vogliamo, dobbiamo promettere di fare “riforme strutturali” come ben spiegato sempre dalla Merkel. In pratica riforme lacrime e sangue come ha sempre chiesto l’Unione Europea.
Ricapitolando: l’Unione Europea ci dà dei soldi che dobbiamo tornare e ce li presta in cambio di decidere lei come dobbiamo spenderli e per di più ci obbliga a riforme lacrime e sangue per averli. A tutti gli effetti un è prestito a strozzo con commissariamento della politica italiana per i prossimi decenni.
Ma non abbiamo altra strada? Certo che ce l’abbiamo: i BTP 30ennali nell’ultima asta avevano una richiesta di 48 miliardi a fronte di 6 miliardi offerti dall’Italia. Il che significa che l’Italia è in grado di finanziarsi per centinaia di miliardi da sola. Senza chiedere prestiti a strozzo, ma semplicemente chiedendo prestiti liberi ai propri cittadini. Ma tra avere soldi liberi, freschi, puliti e soprattutto italiani e avere prestiti a strozzo con vincoli assurdi dall’Unione Europea il governo vuole percorrere la seconda strada.
Una vergogna assoluta.