Strane cose succedono a Roma. Gianni Alemanno ha visto confermata in appello la condanna a sei anni già inflittagli in primo grado per corruzione. Un reato per il quale è stato processato solo l’ex sindaco di Roma. Già, per il capo di imputazione contestatogli, sono stati assolti tutti gli altri imputati. Non a caso, dopo il giudizio della Corte d’Appello, Alemanno ha commentato: “Corrotto da solo e senza corruttore?”.

Un verdetto amaro, dunque, che non convince. Pietro Sansonetti su Il Riformista ha scritto, giustamente, di “sentenza politica”. Nell’assenza, invero stramba, di commenti da parte del centrodestra, una pattuglia di “liberi battitori” — Viviana Beccalossi, Massimo Corsaro, Mario Landolfi, Gennaro Malgieri, Marco Martinelli, Silvano Moffa, Marco Valle e Pasquale Viespoli — è intervenuta con un comunicato:

«Con Gianni Alemanno abbiamo in comune decenni di militanza e di passione politica. Ed è soprattutto questo il motivo che ci spinge ad esprimergli la nostra vicinanza per la sorprendente sentenza odierna. La conoscenza che abbiamo di lui ci autorizza a ritenere che la Cassazione ribalterà il verdetto di oggi restituendogli onore e serenità. Nel frattempo, stupisce l’assordante silenzio del centrodestra capitolino, da cui pure era lecito attendersi un’espressione di pubblica solidarietà nei confronti del suo ex-sindaco».