Ci mancava solo Berlusconi ad ingarbugliare il quadro politico. La proposta, presentata sul foglio di proprietà, da tenore incontrastato e incontrastabile, di una intesa con il governo giallorosso “sotto la specie” demagogica quanto inutilmente magica della collaborazione nel momento di gravità, è insostenibile, inaccettabile ed incredibile.

E’ insostenibile dal momento che l’esecutivo non merita appoggio di sorta, mostrando caparbiamente e presuntuosamente l’intenzione di proseguire il suo cammino, insofferente ed ostile a qualsiasi modifica politica, nonostante la crescita esponenziale quotidiana del virus, i cui veri numeri  – come sanno tutti i cittadini lucidi – sono tenuti celati, e la parallela, conseguente dimostrazione dell’inutilità delle misure adottate ed imposte.

E’ inaccettabile con le sue riserve da eterno “unto del Signore” sul “modo di fare opposizione a Roma come nelle Regioni, un modo sguaiato, strumentale, funzionale solo a raccogliere consenso speculando sulle paure delle persone”. Con questa critica Berlusconi meriterebbe di essere isolato con le sue sempre più esigue ed esangui truppe.  Si mostra e si dimostra, o meglio conferma, un sabotatore della politica lineare e seria del centrodestra. La soluzione, consunta, estratta da un vecchio armamentario dialettico, dell’”interesse nazionale preminente che deve portare ad unire gli sforzi” sfocia unicamente in un assemblearismo utopico e inconcludente,

E’ infine incredibile, per la sua valutazione dell’operato di Conte, traboccante ridicole scusanti ed una profferta ridicola: “ha un compito molto difficile e una maggioranza composita e conflittuale da tenere insieme. Forse per questo ha evidenti difficoltà nel coinvolgere l’opposizione. Noi abbiamo chiesto che non sia solo formale. Non abbiamo bisogno di atti di cortesia, vogliamo collaborare concretamente a far uscire il Paese da una situazione drammatica”, Il “conte Tacchia della Capitanata” non vuole collaborazione, nemmeno ad essere onesti richiesta, e coltiva mire egemoniche da futuro “despota”, non avvertite nell’orbe terracqueo dal solo  Berlusconi.

La dimostrazione, direi definitiva, dell’errore compiuto dall’autocrate lombardo, è  costituita dall’apprezzamento espresso dal capogruppo dei renziani al Senato e dal plauso sul “senso di responsabilità”, tributato dal’ex presidente del Consiglio toscano, vecchio amico, mai rinnegato, del brianzolo.  Identiche parole di consenso sono giunte dal capogruppo dem al Senato mentre Zingaretti, dal canto suo, ha chiesto alla maggioranza “di coinvolgere le opposizioni nelle scelte di governo”.

La Meloni ed il sedicente leader dell’opposizione di centrodestra, invece di ricorrere a plateali e pericolose manifestazioni di piazza, al riparo dagli immancabili e scontati agenti provocatori, mobilitino i loro parlamentari ed occupino in maniera ordinata e composta le aule di Palazzo Madama e di Montecitorio.