Ogni tanto mi capita di guardare, incuriosito, ai commenti presenti sotto gli articoli di un noto quotidiano molto vicino al governo e in particolare al M5S. I lettori di detto giornale sono veramente una fauna umana interessante.
In particolare, poco fa, leggevo i commenti a un articolo che riportava le dichiarazioni dell’onnipresente Crisanti, in cui l’esperto in accoppiamento delle zanzare, impropriamente definito virologo, sosteneva che “parlare di sci con seicento morti al giorno non è da paese normale”.
A parte la solita bieca propaganda del “paese normale”, si potrebbe tranquillamente ribadire al Crisanti che la sua è un’affermazione doppiamente stupida. Primo perchè non si parla di sci come sollazzo individuale ma di centinaia di migliaia di posti di lavoro e di un giro d’affari da 10 miliardi di euro e se non altro rendersene conto, indipendentemente dalle decisioni che poi si prendono, è almeno sintomo di intelligenza. Secondariamente si potrebbe ribadire che saremo l’unico paese dell’arco alpino a non aprire le piste da sci, quindi se non siamo un “paese normale” è proprio perchè siamo gli unici che seguiremo i suoi consigli. Purtroppo.
Tuttavia il post non era riferito a Crisanti, che non merita di essere commentato poichè ormai ha assunto il ruolo del caratterista dei film. Quando i media vogliono scrivere una notizia negativa e buttarla sull’allarmismo o intervistano lui o Galli, tanto tutti sanno che prediranno disgrazie, morte, distruzione e disperazione. Un po’ come quando nelle commedie degli anni 80 avevano bisogno del milanese ricco e sbruffone cercavano Guido Nicheli detto il Dogui.
Il post era riferito, dicevo, ai commentatori del quotidiano. Essi non si pongono domande, passano le giornate a indignarsi. Contro gli italiani. I commenti viaggiano tra “l’ho sempre detto io che non siamo un paese normale” “l’Italia è un paese abitato da gente di merda, con tutto il rispetto per la merda” “l’italiano medio” che fa questo e quello, “siamo un popolo che merita l’estinzione” “non siamo manco da terzo mondo” “paese in evidente disfacimento” e così via.
In sunto, una valanga di odiatori dell’Italia, degli italiani, di moralizzatori da quattro soldi, di giudicatori e di egotici misantropi.