• Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci
giovedì 15 Ottobre 2026
  • Login
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Newsletter
Destra.it
SOSTIENICI
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Destra.it
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Arte&Artisti

Con Peppino se ne va una parte della nostra giovinezza

di Nicola Silenti
12 Luglio 2026
in Arte&Artisti
0
Con Peppino se ne va una parte della nostra giovinezza
       

La notizia della scomparsa di Peppino di Capri ha suscitato commozione in tutta Italia. Se ne va uno degli interpreti più amati della nostra musica leggera, protagonista di una carriera straordinaria che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia italiana.

Ma per chi, come me, è nato e cresciuto a Procida, Peppino di Capri rappresentava qualcosa di ancora più profondo. Con lui se ne va una parte della nostra giovinezza, dei nostri sogni, delle nostre estati vissute tra il mare e la speranza.

Erano i primi anni Sessanta. Eravamo ragazzi con in tasca i primi soldi guadagnati onestamente negli imbarchi. Erano il frutto del nostro lavoro sul mare e ci sembravano una fortuna. Con una semplice banconota da mille lire potevamo partire da Procida, trascorrere una serata al Rancio Fellone ascoltando Peppino di Capri e rientrare all’alba, felici e soddisfatti. Erano i primi frutti del nostro lavoro sul mare e ci sembrava di avere il mondo davanti.

Sul palco c’era lui, un giovane Peppino di Capri. Accanto a lui, spesso, un altro grande artista come Ugo Calise. Le loro canzoni riempivano la notte d’estate, accompagnate dal rumore del mare e da quell’atmosfera che oggi sembra appartenere a un’altra epoca.

Noi non andavamo semplicemente ad ascoltare un cantante famoso. Andavamo a vivere una serata speciale, a condividere emozioni, a incontrare amici, a guardare il futuro con ottimismo. Ogni traversata in mare aveva il sapore di una piccola avventura. Ogni ritorno all’alba riportava con sé la soddisfazione di aver vissuto qualche ora che sarebbe rimasta nella memoria per tutta la vita.

Negli anni successivi Peppino di Capri sarebbe diventato uno dei simboli della canzone italiana. Avrebbe conquistato il pubblico, vinto Festival di Sanremo, inciso successi destinati a entrare nella storia della nostra musica. Ma noi conservavamo il privilegio di ricordarlo quando era ancora il giovane artista che faceva ballare e sognare le due isole del Golfo.

La sua storia artistica, del resto, è legata anche a Ischia. Proprio al Rancio Fellone ebbe uno degli incontri decisivi della sua carriera, quello con Ugo Calise, che intuì immediatamente il talento di quel ragazzo destinato a diventare una delle grandi voci italiane.

Ripensandoci oggi, ci accorgiamo che non erano soltanto le canzoni a renderci felici. Era un modo di vivere. Bastava poco: un traghetto, qualche amico, mille lire, una serata d’estate e la musica che sembrava non finire mai.

Erano anni nei quali il denaro aveva certamente il suo valore, ma il divertimento non era misurato dal lusso. Nessuno cercava l’eccesso. Ci bastava stare insieme, respirare l’aria del mare, ascoltare una voce che ci faceva sognare e tornare a casa prima che il sole illuminasse nuovamente il Golfo di Napoli.

Oggi il mondo è profondamente cambiato. I giovani hanno strumenti che noi non potevamo nemmeno immaginare, ma forse faticano a provare quella semplicità che rendeva straordinaria una normale serata d’estate. Noi avevamo poco, ma quel poco ci sembrava immenso.

La scomparsa di Peppino di Capri ci ricorda proprio questo. Non soltanto un artista che ha scritto pagine importanti della musica italiana, ma anche un pezzo della nostra vita. Ogni sua canzone riporta alla memoria volti, sorrisi, amici che non ci sono più, amori giovanili, speranze e progetti.

Per noi procidani, e più in generale per chi è cresciuto nelle isole del Golfo, Peppino di Capri non è stato soltanto un cantante. È stato la colonna sonora di una stagione irripetibile della nostra esistenza.

Ecco perché oggi il ricordo è accompagnato da una sottile malinconia. Non piangiamo soltanto un grande artista. Salutiamo una parte della nostra giovinezza, quella che credeva che mille lire potessero bastare per essere felici.

Forse era davvero così. Perché la felicità non dipendeva da ciò che possedevamo, ma da ciò che sapevamo vivere.

Grazie, Peppino, per aver accompagnato con la tua musica una generazione che non ti dimenticherà mai.

Tags: musica italianaPeppino di Capri
Articolo precedente

Mare & lavoro/ Fincantieri investe nella subacquea con quattro importanti acquisizioni

Prossimo articolo

Prosegue la guerra di Trump contro la “storia woke”. Con qualche amnesia….

Nicola Silenti

Correlati Articoli

Il Francesco Guccini che a noi piaceva….
Società&Tendenze

Il Francesco Guccini che a noi piaceva….

di Eugenio Pasquinucci
9 Agosto 2026
0

Avevo 14 anni e i miei primi approcci con la musica avevano poche occasioni di contatto; una di queste era...

Leggi tuttoDetails
Addii/ Per Francesco Guccini, cantastorie del tempo

Addii/ Per Francesco Guccini, cantastorie del tempo

6 Agosto 2026
Addii/ Peppino di Capri, l’eleganza che resta canzone

Addii/ Peppino di Capri, l’eleganza che resta canzone

11 Luglio 2026
Musica stonata/ Le “strane” suore di Annalisa e il pensiero critico

Musica stonata/ Le “strane” suore di Annalisa e il pensiero critico

13 Maggio 2026
Carica altro
Prossimo articolo
Prosegue la guerra di Trump contro la “storia woke”. Con qualche amnesia….

Prosegue la guerra di Trump contro la "storia woke". Con qualche amnesia....

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag

Africa antifascismo Berlusconi Chiesa cattolica Cina cinema coronavirus Donald Trump economia elezioni Europa fascismo forze armate Francia Fratelli d'Italia geopolitica Germania Giorgia Meloni Gran Bretagna guerre immigrazione clandestina ISIS Islam lavoro Libia Mare Marine Le Pen Matteo Renzi Matteo Salvini Mediterraneo Milano Partito Democratico petrolio Roma Russia Siria sovranità nazionale storia terrorismo trasporti Turchia Ucraina Unione Europea USA Vladimir Putin
Facebook Twitter

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Destra.it per restare continuamente aggiornato.
Ti segnaleremo novità, eventi ed accadimenti più interessanti!

Menu

  • Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci

Destra.it

Un giornale telematico che raccoglie le idee, i contenuti, i confronti della comunità umana e intellettuale della destra europea, moderna, nazionale e sociale. Rappresenta l’accesso alla rete e la piattaforma di dibattito di chiunque, provenendo o aderendo a un lungo percorso storico, si riconosca in quei valori culturali e ideali su cui si è sedimentato nei secoli il pensiero di destra.

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Chi siamo
  • La Redazione di Destra.it
  • Newsletter
  • Contattaci
  • Categorie
    • Pòlis
    • Il punto
    • Europae
    • Mondi
    • Estera
    • Guerre e pace
    • Economia
    • Levante
    • Libri&LIBERI
    • Arte&Artisti
    • Multimedia
    • Facite Ammuina
    • Al Muro del Tempo
    • Appunti di viaggio
    • Rassegna Stampa

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.