Shock energetico in arrivo? Il prezzo del petrolio corre rapidamente verso i 90 dollari al barile: il greggio statunitense oggi è aumentato di un altro 5%, raggiungendo quota 86.22 dollari al barile, record dall’aprile 2024. Ancora peggiore la situazione per quel che riguarda il greggio Brent, anche questo ai massimi da due anni a questa parte: 89.48 dollari al barile. Per avere un termine di paragone basti pensare che solo una decina di giorni fa, il 25 febbraio, il prezzo di un barile di petrolio Brent era di 71.14 dollari ovvero 18.34 dollari in meno.
Quasi certamente i costi continueranno a salire: nelle ultime 24 ore nessuna petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz, mentre nuovi attacchi sono stati condotti contro le infrastrutture petrolifere – raffinerie e depositi – di diversi Paesi del Golfo Persico. A peggiorare ulteriormente il quadro, le dichiarazioni del ministro dell’Energia del Qatar secondo cui entro poche settimane tutti i Paesi del Golfo interromperanno le esportazioni di gas e petrolio. Il Qatar, del resto, ha annunciato la sospensione della produzione di Gnl già due giorni fa. Secondo le stime del Financial Times una simile ipotesi potrebbe portare rapidamente il prezzo del petrolio a 150 dollari al barile. Una quotazioni tra i 100 ed 120 dollari al barile viene già considerata critica.





