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Il caso Ranucci- Lavitola puzza di massoneria? Ecco qualche domandina…

di Carlo Maria Persano
13 Luglio 2026
in Pòlis
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Il caso Ranucci- Lavitola puzza di massoneria? Ecco qualche domandina…
       

Molti quotidiani e molte reti televisive si guardano dal fare domande irriverenti, forse per non urtare i fratelli del Grand’Oriente, nazionale e internazionale. Ma quelle domande sono più che legittime di fronte a un osannato giornalista d’inchiesta e il dubbio che la finta bomba servisse per lanciare la candidatura di Ranucci a elemento di congiunzione tra il M5S e il PD. Vediamo lo scenario dal quale sorgono e innanzi tutto delineiamo i vari personaggi coinvolti.

SIGFRIDO RANUCCI

Giornalista d’inchiesta di punta della sinistra che attacca solo la destra, ovviamente. Recentemente, casca malamente in un’accusa al ministro Nordio indicandolo come frequentatore del ranch di Cipriani in Uruguay, nell’ambito della grazia concessa da Mattarella alla Minetti. Non era vero niente. Più grave ma meno conosciuto il suo silenzio nei confronti dell’ex giudice Scarpinato per quanto riguarda il trattamento riservato a Paolo Borsellino quattro giorni prima che fosse assassinato con la scorta. La procura di Caltanisetta scrive che a Borsellino fu tenuta nascosta la notizia dell’archiviazione dell’indagine mafia-appalti da lui seguita (e prima da Falcone). Ci fu una riunione di giudici, appunto quattro giorni prima della bomba contro Borsellino, con Scarpinato e Patronaggio presenti, e a Borsellino non fu detto niente circa il blocco della sua indagine. Borsellino prelevò lo stesso un fascicolo su quell’indagine e il giorno dopo saltò in aria. Silenzio totale da parte di Ranucci, è un caso? Casualmente, Scarpinato la butta in caciara sugli attentati di Palermo invece di rispondere su Borsellino, accusando Delle Chiaie quale esecutore e Ranucci si allinea mediaticamente con Scarpinato. Peccato che i giudici di Caltanisetta, titolari delle indagini su Falcone e Borsellino, affermino che le accuse contro Delle Chiaie valgano come uno “zero tagliato”. Ranucci si salva dalle sue affermazioni poiché qualche tribunale stabilisce che le sue accuse non devono essere “né rigorose né attendibili”. Non si ricordano invece attacchi importanti di Ranucci contro la massoneria.

VALTER LAVITOLA

Lavitola è un massone dichiarato, grande amico di Ranucci. Lavitola ha anche grandi rapporti con Marcello Dell’Utri il quale invece dovrebbe, a chiacchiere, essere un nemico di Ranucci quale ex braccio destro di Berlusconi. Lavitola effettua tramite l’internazionale socialista un sondaggio per capire se Ranucci possa essere la persona giusta per ricevere i voti sia del M5S che del PD, e il sondaggio direbbe di sì. Ma quelli di questa presunta internazionale socialista, non è che per caso sono i massoni ampiamente sostenitori dell’Ordine Mondiale Liberale? Restava solo da pompare un po’ mediaticamente il personaggio Ranucci e l’attentatino è cascato a fagiolo.

Lavitola è stato bloccato mentre stava per raggiungere il suo braccio operativo, Gomes Clesio Tavares, rifugiatosi in Camerun. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione a casa sua aveva pronto il biglietto per il Camerun e le valige.

GOMES CLESIO TAVARES

Tavares è l’uomo di fiducia di Lavitola è un cittadino camerunense ed è stato fotografato con gli attentatori di Ranucci ai quali avrebbe detto, in caso fossero stati arrestati, che dovevano dichiarare un mandante albanese. E riuscito a defilarsi in Camerun poco prima che venisse fermato. Indovinate? Col Camerun non esiste un trattato di estradizione e anche Lavitola stava per defilarsi lì.

LE DOMANDE CHE NESSUNO HA ANCORA FATTO

  1. Sono massoni i contatti della presunta internazionale socialista attivata da Lavitola?
  2. Nei tribunali investiti del caso Ranucci-Lavitola sono presenti elementi della massoneria?
  3. Chi ha avvertito Tavares e Lavitola di defilarsi (scappare?) in un paese senza l’estradizione?
  4. Chi ha fornito il telecomando per l’attentato degli avellinesi amici di Tavares?
  5. Ranucci è un massone di una loggia coperta?
Tags: MassoneriaSigfrido RanucciValter Lavitola
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