Quando si ammira una persona, i suoi scritti, la sua carriera, il suo umorismo, le sue dichiarazioni provocatorie, il suo linguaggio colorito e sciolto, il suo coraggio nell’affrontare le difficoltà della vita – insomma, quando una persona proprio ci piace, è doloroso prendere atto di una sua pur rara caduta di classe, di stile, e di conoscenze.
Le recenti dichiarazioni di Vittorio Feltri (“Gli Stati Uniti non sono un paradiso”) sono scioccanti. Purtroppo VF non si è limitato a sviluppare il tema del titolo, su cui tutti siamo d’accordo – gli USA non sono un paese perfetto, come del resto tutti i paesi del mondo (anche nella civilissima Svizzera accadono eventi molto criticabili; per esempio, se dei genitori fanno obiezioni alle recenti mode trans, la polizia ti bussa alla porta ed il minore ti viene tolto). Ma VF è andato oltre.
Gli europei hanno troppo spesso criticato l’America ingiustamente. Specialmente gli intellettuali italiani, che hanno gravitato per generazioni attorno alla cultura marxista – che ha sempre visto l’America come il baluardo del capitalismo ed il combattente più tenace, dal 1945 in poi, contro tutte le forme di leninismo nel mondo – od a quella cattolica – che ha spesso visto con rancore ed invidia l’evidente successo dei valori della cultura protestante nel mondo anglosassone, specie quando confrontati con gli insuccessi di tante culture cattolico-latine in centro e sud America.
Ancora oggi ci troviamo ad ascoltare persone intelligenti che ci propinano vecchie bufale, per esempio “In America se sei malato e non hai soldi ti lasciano morire in strada”, oppure “Le Brigate Rosse hanno smesso di operare quando la CIA ha smesso di finanziarle”. Invece, cosa ci propina VF per le critiche agli USA?
VF, che nonostante l’età mantiene un fisico impeccabile ed invidiabile (beato lui…) comincia con “Un popolo di grassoni, che mangiano male e crepano presto, ammalandosi pure di più”. Certo, la maggiore obesità degli americani in confronto agli europei esiste, ma la causa non è chiara. Genetica o stile di vita? Forse sono solo più avanti di noi rispetto ad una tendenza inesorabile che, col benessere, fa sì che si cucini sempre di meno a casa. Noi italiani però dovremmo stare attenti a criticare, visto che alcuni studi mostrano forte obesità nei bambini, anche 2 o 3 volte superiore a quella degli altri paesi europei.
Crepano presto? La vita media in Italia è di 81 anni per gli uomini e 85 per le donne. Per gli USA è 75 e 80, meno dell’Italia, ma meglio di Polonia, Slovacchia, Argentina, Ungheria, Lituania, e Serbia. Bisogna poi chiarire che gli USA hanno una popolazione molto diversificata, con alcune minoranze affette da fattori genetici ed uno stile di vita meno salubre di altre (fumo, droghe, cibi grassi). I neri hanno una vita media di 73 anni, i bianchi 78, gli ispanici 80 e gli asiatici 85.
VR continua (e peggiora): “… gente pigra che se ne va in giro armata e pronta a sparare per un nonnulla, come accadeva secoli addietro nel Far West, una società dove si può finire facilmente ammazzati durante le ore di lezione al liceo, perché le armi vengono vendute a chiunque e sono disponibili come da noi le caramelle.” Per quanto riguarda l’inattività fisica degli adulti, Stati Uniti, Argentina, Spagna, Portogallo, ed Italia sono nello stesso range di 30-40%. I loro vicini (Canada, Brasile, Francia) sono più attivi. Per l’inattività fisica degli adolescenti invece, l’America è tra i migliori al mondo e l’Italia tra i peggiori, assieme a Venezuela, Sudan, e Corea del Sud.
VF ripete l’errore – purtroppo frequente – di associare il possesso di un’arma da fuoco con il suo possibile uso illegale. Le statistiche USA invece sono chiare: più armi ci sono in giro, naturalmente acquistate e possedute legalmente, e meno crimine c’è. Alcuni studi parlano di 2 milioni e mezzo di crimini che NON AVVENGONO ogni anno in USA per il fatto che molti cittadini sono armati. La cosa è comprensibile perché il criminale medio ha più paura del cittadino onesto ed armato che della polizia. Possiamo guardare per esempio due stati, uno di destra (Wyoming) ed uno di sinistra (Vermont) dove le armi sono facilmente alla portata di tutti coloro che hanno una fedina penale pulita. In questi due stati il crimine è molto basso. Nelle città dove invece la Sinistra ha disarmato la gente onesta, il crimine armato è rampante.
Il riferimento poi ai ragazzi “facilmente ammazzati” al liceo è semplicemente ridicolo. Sono casi tragici ed impressionanti, ma minuzie statistiche rispetto agli incidenti stradali ed alle morti per overdose di stupefacenti. Le statistiche poi vanno verificate con attenzione. Molti suicidi in USA vengono fatti con le armi da fuoco, solo perché sono accessibili. In altri paesi si buttano da un ponte. Le morti per suicidio non vanno contate come se fossero causate dalle armi; chi lo fa bara (e sono in tanti…). C’è poi chi ci ricorda che in USA, negli anni ’50 era normale per i ragazzi portarsi il fucile calibro .22 a scuola; c’erano corsi di tiro a segno che facevano parte delle lezioni; e finita la scuola i ragazzi andavano in campagna a sparare a scoiattoli e conigli. E non c’erano allora mattanze di ragazzi al liceo, nonostante la forte presenza di armi e munizioni. Purtroppo, non sono le armi il problema, ma la società che è cambiata, con tanti sbandati in giro e le galere svuotate.
È facile dare la colpa ad oggetti inanimati – le armi – invece di fare lo sforzo di capire la realtà del mondo che ci circonda. Solo per il fentanyl, che Cina e Messico ci importano illegalmente, abbiamo avuto nel 2022 74 mila morti in USA per overdose. E tanti ragazzi tra loro. Più morti in un anno che nell’intera guerra del Vietnam.
Il crescendo di VF continua. Ci dice che gli USA si fondano su fatti criminali, la tratta degli schiavi, il genocidio delle popolazioni native e, dulcis in fondo, “Sono stati gli americani gli unici a fare ricorso all’arma atomica, gettando due bombe sul Giappone, quando non ce ne sarebbe stato alcun motivo.” Come si fa ad ignorare che lo schiavismo nella storia, in forme ben peggiori di quelle in USA, è stato praticato in tutto il mondo per millenni? E che l’America è l’unica nazione che ha sacrificato centinaia di migliaia di vite in una guerra civile fatta proprio per eliminarlo? E che dopo averlo eliminato, ha dedicato enormi sforzi e risorse, assieme alla Gran Bretagna, per estirparlo da tutto il mondo, nella completa indifferenza e spesso ostilità di tante nazioni africane, islamiche, arabe, ed asiatiche che volevano invece mantenerlo?
Sul tema delle bombe atomiche sul Giappone, si può perdonare ad un trinariciuto abbonato all’Unità di dire queste cose, ma non ad una persona di cultura e di stampo liberale come VF. Cosa doveva fare Truman nel ’45? Chiedere un armistizio? Gli USA avevano i piani pronti per l’invasione del Giappone (Operation Downfall). La stima delle perdite americane era di 220 mila uomini (minimo; probabilmente un milione), con perdite giapponesi tra 1 milione e 10 milioni. Questa mattanza non avrebbe nemmeno assicurato la vittoria e la pace. Fino al Febbraio del ’45 Tokyo era intoccabile e l’industria giapponese in piena attività. Il Giappone aveva costruito un impero da cui estraeva enormi risorse. Nel giorno della resa avevano circa 3.4 milioni di soldati che occupavano un vasto territorio (Manciuria, Isole Salomone, Sud Ovest del Pacifico. Non si sarebbero mai arresi. Anche dopo le esplosioni delle due bombe atomiche, e addirittura senza sapere che gli USA non ne avevano altre immediatamente disponibili, ci fu una rivolta militare per tentare di fermare la resa (il cosiddetto incidente Kyūjō). Per fortuna l’imperatore e le sue milizie tennero duro. Per fortuna per noi e per loro.
È solo grazie alle due bombe atomiche, ed al coraggio di Truman, che la pace fu raggiunta. E con la pace la liberazione dalla schiavitù e dai genocidi giapponesi in Asia, tipo il massacro di 200 mila civili a Nanchino. E con la pace, la ricostruzione e l’enorme benessere odierno di tanti paesi asiatici.






Viva Feltri. Questa volta VF ha addirittura più ragione del solito.
Viva Feltri ! Non ha detto nulla di sbagliato. Viaggio spesso per lavoro in Nord America e non posso che avere un’opinione molto simile a quella di Feltri.