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Home L'Editoriale

La piccola e povera Sassonia spaventa il “mondo di sopra”

di Maurizio Bianconi
12 Settembre 2026
in L'Editoriale
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La piccola e povera Sassonia spaventa il “mondo di sopra”
       

Lei è una lesbica impegnata, sta da tempo con una signora immigrata da bambina dallo Sri Lanka, con la quale ha due figli. Plurilaureata, mezzaetà molto piacente con una moglie produttrice cinematografica piacente anch’essa, hanno scelto di vivere in Svizzera, la residenza della moglie.

Il soggetto di questa breve descrizione non è altri che la presidente del partito tedesco AFD. Quello neonazista, illiberale, nazionalista, omofobo. È la prova vivente che il ritratto allarmato del movimento vincente nella piccola regione della Sassonia Anhalt è un’immagine quanto meno fuori misura. Difatti la narrazione ha avuto esito modesto se si sta manifestando la disponibilità di altre forze a governare il land in coalizione con i pretesi neonazi.

Dal suo punto di vista, di ‘comunista senza partito’ la situazione l’ha sintetizzata Luciano Canfora. AFD – dice – è semplicemente una ‘destra popolare contemporanea’ che fa quello che deve fare la destra popolare: rappresentare lo scontento e la protesta. Sono le ‘sinistre’ che non fanno il suo. Per non parlare dell’UE, delle sue politiche di guerra e a favore della speculazione che hanno ingigantito il problema e sacrificato oltre modo i meno abbienti. Questo in sostanza il pensiero del professor Canfora.

Più tranchant il professor Cacciari “Ma smettetela con queste ideologie! I voti vanno a AfD e Vannacci perché la gente in Europa non ne può più. È un’Europa in briciole. La gente protesta contro questa politica sciagurata.” La complessità, le idee economiche liberiste e libere da vincoli esterni dei tedeschi non è neppur paragonabile alla politica acerba e agli slogan discutibili che il generale talvolta sforna. Poi per le sciocchezze nostalgiche o peggio potrebbero stare nella stessa barca.

Quello che viene avanti chiaro e invero prima un po’ stupisce, è che un risultato che ha interessato appena 2 milioni di persone circa su 450 milioni di abitanti UE, abbia gettato nel panico l’intero estabilishment non soltanto tedesco. Colpisce la scomposta intemerata nel dibattito generale al Bundestag ( non al bar o fra amici o in un talk show) del cancelliere tedesco. Più che un duro attacco frontale si è trattato di contumelie rabbiose contro l’AfD definito una «forza distruttiva», accusata di voler unicamente «destabilizzare il Paese». Ha definito tout court la remigrazione, tema che tiene occupate le cancellerie europee e americane, ‘pulizia etnica’, assimilandola di fatto a vicende che ancor oggi gravano sulla coscienza tedesca. Ha poi accusato Afd di essere dei ‘traditori al servizio di Putin’, ignorando le gravi problematiche che affliggono Germania e gli altri paesi europei per l’ostilità conclamata verso la Russia. Ultima melodrammatica sciocchezza del Cancelliere infuriato è che «le forze democratiche non permetteranno a AFD di distruggere la Germania con le loro parole».

Mentre verrebbe da dire a lui è concesso di distruggerla coi fatti, cioè le politiche che hanno portato la Germania a una recessione che come quella di tutti i paesi UE, pare irreversibile.

La fragilità dell’UE la testimonia uno dei maggiori responsabili di questa situazione. L’allievo prediletto di Nino Andreatta, Romano Prodi. Costui non ridimensiona il fenomeno ai suoi numeri, ma forse ben cosciente dell’estrema fragilità del castello di carta che ha contribuito a creare, comprende la onnivalenza del microscopico evento elettorale e dichiara in aperta contraddizione con le sue dimensioni quantitative, che quello che è accaduto è ‘un fatto di dimensioni colossali’, che mette in pericolo l’Europa. Di fronte a queste prese di posizione la domanda è non se, ma quando verrà tutto giù.

In mezzo a tanta seriețà d’obbligo la battuta ‘ Dottore ho male parecchio lì..bisogna tagliare? “ il dottore guarda, tocca, soppesa e “No. Non c’è bisogno…Cade da solo.” Specialmente se la cura è quella suggerita da tutti loro, Mattarella e Gentiloni in testa: più Europa, anzi più UE, più ostilità alla Russia, più transizione verde, meno sovranità, meno autonomia, più armi, nessuna agevolazione settoriale sui carburanti e investimenti per un domani armato bellicoso ma verde.

Poi tanto, sostiene Gentiloni “In Sassonia Anhalt sono tutti vecchi e poveri…”. Il rimanente implicito è nella cultura di questa razza padrona, pseudosinistra che vuole tutti ricchi e giovani e superiori. Adesso toccherebbe agli altri paesi far capire che non c’è destra nostalgica e centro sinistra progressista ma popolo e tecnocrati con cortigiani.

Cioè come ha ben descritto Domenico De Masi, sociologo purtroppo scomparso, esiste una società sempre più neofeudale, con i signori degli algoritmi e dei forzieri e i servi della gleba destinati a un ben mesto vivere. E non c’è nè Robin Hood, nè Superman a salvare il Mondo di Sotto. Ecco perchè diventa un caso europeo la piccolissima povera e vecchia Sassonia Anhalt.

Tags: Alternative für DeutschlandGermania
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