L’impopolarità di Trump in Europa occidentale, ed in Italia in particolare, ha raggiunto nuove vette. Questa demonizzazione del presidente americano (cosa non nuova per chi ricorda i tempi di Nixon, Reagan, e W. Bush) viene spesso chiamata TDS: Trump Derangement Syndrome, e cioè uno squilibrio emotivo che porta molte persone a vedere il presidente Trump come il male assoluto, in maniera dogmatica e indiscutibile.
Questo squilibrio, almeno in Italia, fa perno sulle due principali componenti culturali della nazione: il marxismo, che ha sempre visto l’America come il baluardo del capitalismo e la nazione leader che ha contrastato e fermato l’espansione comunista in tutto il mondo; ed il cattolicesimo, ancora legato a sentimentalismi pauperistici, che ha sempre visto con imbarazzo i successi del protestantismo anglosassone di cui l’America è il miglior rappresentante. Queste due antipatie ideologiche, con l’avvento di Trump, sono esplose, soprattutto nel suo secondo mandato presidenziale.
C’è una cura per questo squilibrio? Certo che c’è. Si chiama VERITÀ. Se non proprio la verità assoluta, che spesso non esiste, almeno la ricerca della verità ed il confronto di fatti ed opinioni. C’è un articolo recente di Andrea B. Nardi che andrebbe letto da tutti. Copre velocemente con grande chiarezza i temi più importanti del Trumpismo negli ultimi mesi. Il titolo spiega tutto: “Trump un disastro dopo l’altro? Non è come vogliono farvi credere”.
Aggiungiamo qui sotto solo alcuni dati per corroborare l’articolo di Nardi. Quante volte ci hanno detto che Trump, con i suoi dazi, avrebbe causato inflazione. Ma ecco qui sotto i numeri sull’inflazione negli USA negli ultimi 10 anni.

Certo, negli ultimi mesi c’è stato un leggero aumento, soprattutto per via del costo della benzina. Ma nulla in confronto ai 4 anni 2021-24 di Biden.
Ed il costo della benzina? Se aggiustiamo i dati per tener conto dell’inflazione (cosa che sempre si deve fare), ecco i dati per la media nazionale del costo alla pompa di 1 gallone (3,8 litri):

Certo, negli ultimi mesi c’è stato un aumento del costo della benzina a causa delle azioni militari nel Golfo Persico, ma il picco di Trump non ha superato quello di Biden. E poi, almeno con Trump sappiamo le ragioni dell’aumento (lo scontro con l’Iran), mentre con Biden era solo inefficienza e malgoverno. E comunque, in Europa, la benzina costa molto di più (e sono tutte tasse…).
Ed il costo di un barile di petrolio? Quante volte ci hanno detto che le azioni militari di Trump e il conseguente blocco marittimo nel Golfo Persico avrebbero fatto salire alle stelle il prezzo del petrolio, creando una grande crisi internazionale? Ma ecco qui il costo di un barile di greggio negli ultimi 10 anni:

Certo, c’è stato un aumento del costo del greggio nel 2026, ma nel 2025 il prezzo era diminuito con Trump grazie alle nuove estrazioni da lui autorizzate. Il prezzo corrente rimane abbastanza in linea con i prezzi medi degli ultimi 10 anni, con l’eccezione, naturalmente, di un breve ma forte calo nel 2020 dovuto al COVID.
Ed infine, quante volte ci hanno detto che le politiche di Trump (dazi, azioni militari, dichiarazioni in rete, insulti a destra e a manca) avrebbero creato caos nella finanza e forti crisi nei mercati? Ma ecco qui il grafico dello S&P 500 (il miglior indice della borsa azionaria negli USA) negli ultimi 5 anni:

Dal giorno dell’elezione di Trump nel Novembre 2024 il valore del S&P 500 è aumentato di quasi il 30%. Un 30% in appena un anno e mezzo del suo secondo mandato presidenziale! C’è, naturalmente, chi sostiene che l’America si arricchisca a scapito degli alleati. È vero? Guardiamo, per esempio, qui sotto il FTSE MIB, l’indice di riferimento principale dei mercati azionari italiani.

Dal giorno dell’elezione di Trump, il FTSE MIB è aumentato di quasi il 50%!
Le opinioni sono opinioni, ma i numeri non si discutono. Al lettore ricordiamo che la verità è una timida gentildonna, troppo sofisticata per buttarti a terra e trascinarti nella sua caverna. Lei ti aspetta lì, ma devi volerla e cercarla.




