• Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci
sabato 5 Settembre 2026
  • Login
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Newsletter
Destra.it
SOSTIENICI
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Destra.it
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Multimedia

“Longlegs”: se un travestito non può essere cattivo…

di Tommaso de Brabant
5 Novembre 2024
in Multimedia
0
“Longlegs”: se un travestito non può essere cattivo…
       

Oregon, anni ’70: una bambina, Lee, che vive con la madre, Ruth (Alicia Witt), in una casetta tra i boschi, incontra fra la neve un uomo dall’atteggiamento bizzarro e dall’aspetto inquietante (Nicolas Cage).

Anni ’90: la bambina è diventata un agente speciale (Maika Monroe) del FBI, e sembra avere doti di preveggenza (che usa poco e nemmeno troppo bene). Il suo superiore, l’agente Carter (Blair Underwood), le assegna le indagini su di un serial killer satanista che lascia dei messaggi cifrati, firmandosi Longlegs (“gambe lunghe”), salvo poi restare perplesso di fronte a un possibile collegamento fra Lee, Ruth e “l’uomo del piano di sotto”.

Enorme successo di pubblico e critica negli Stati Uniti, grazie anche a una campagna pubblicitaria feroce (più pacata l’accoglienza in Europa). Scritto e diretto da Oz Perkins, musicato da Elvis Perkins in arte Zilgi: i figli di Anthony Perkins (il Norman Bates di Psyco, protagonista anche di Verdi dimore con Audrey Hepburn, Le piace Brahms? con Ingrid Bergman e, per Orson Welles, del Processo di Kafka); prodotto dallo stesso Nicolas Cage, reso irriconoscibile dal trucco.

Longlegs è facilone, zeppo di buchi nella sceneggiatura (gli agenti del FBI mandati, dopo il prologo, allo sbaraglio a cercare porta a porta un sospettato pericolosissimo; Lee e Carter hanno sin dall’inizio la soluzione, e se la dicono pure: ma alla fine cadono dalle nubi; tanto sbandierata nella prima parte del film, la preveggenza di Lee poi sparisce dalla sceneggiatura), e soprattutto derivativo: è quasi un remake di Il silenzio degli innocenti (Lee è la versione tonta – molto tonta – di Clarice Starling, Longlegs/Kobble è un Hannibal Lecter più folle e meno antipatico, e un “Buffalo Bill” più complesso e intelligente), ma ha anche debiti molto pesanti con Carrie – Lo sguardo di Satana (il rapporto di amore/odio tra la protagonista e la madre fanatica – in entrambi i film vestita da suora senza esserlo), una citazione da Seven (il letto coi corpi decomposti), insieme a suggestioni da Shining (la preveggenza), Il tocco del male e Smile (il contagio demoniaco).

Pesa su Longlegs anche la caratterizzazione della protagonista (interpretata senza carisma dall’attonita Dillon Monroe Buckley in arte Maika), che dovrebbe essere una genialoide con un tocco magico, ma sembra la versione horror di Frank Drebin (lo sbirro imbecillissimo inventato dal geniale Leslie Nielsen per Una pallottola spuntata): apatica e, come le dice Carrie Ann, smorfiosa, resta sempre diversi passi indietro rispetto agli altri e squaderna allo spettatore alcune assurdità della sceneggiatura – perché una ragazza così disturbata lavora per l’FBI e addirittura riceve incarichi delicati? per di più considerando che di qualsiasi cosa lei stessa dice “mi terrorizza”? se ha avuto un’infanzia tanto traumatica perché va a vivere in una casetta tra i boschi così simile a quella in cui è cresciuta? – sino al clamoroso momento in cui il Maligno deve telefonarle per spiegarle quello che lei e Carter avrebbero dovuto capire al principio del film.

Longlegs si fa però perdonare con un “villain” da antologia dell’orrore (Dale Kobble alias “gambe lunghe”, il satanista devoto al glam rock, vestito male e pettinato peggio, sfigurato da operazioni di chirurgia plastica, interpretato superbamente da Nicolas Cage nascosto dietro chili di trucco prostetico), con l’ottima interpretazione di Alicia Witt (bellissima attrice e cantautrice che recentemente è sopravvissuta sia al cancro che all’inquietante morte dei genitori), con l’atmosfera, con l’affascinante espediente delle bambole, con alcune inquadrature (spesso incentrate su Ruth, che nel finale si appropria della scena) e battute (soprattutto quelle di Kobble) a effetto. Se il tutto è più della somma delle sue parti, Longlegs è un momento notevole di cinema dell’orrore: lo è per il fascino visivo, per le trovate spaventose, per la vicenda ammaliante, per l’inquietudine che sovrasta tutta la visione del film, e che rimane ben oltre il terrificante finale.

Passiamo adesso alle questioni serie, ossia: alle polemiche. Osgood “Oz” Perkins, già regista dell’affascinante Gretel & Hansel, ha dichiarato che i protagonisti di Longlegs sono ispirati ai suoi genitori: Ruth, che nasconde alla figlia Lee un orrore sotterraneo che sa bene di non poterle celare per sempre, sarebbe un riflesso della moglie di Anthony Perkins, che avrebbe provato a nascondere ai figli i vizi del padre sapendo che, essendo di dominio pubblico, prima o poi li avrebbero scoperti. Tra i quali vizi andrebbe compresa l’omosessualità del protagonista di Psyco. Si aggiunga che Nicolas Cage ha detto di essersi ispirato, per i vestiti di Kobble/Longlegs, alla sua stessa madre: nonostante in effetti lui stesso si riferisca a sé come a un uomo (“del piano di sotto”, la medesima frase con cui si riferisce al Diavolo – “un amico di un amico”), Kobble ha tratti androgini: la voce acuta, i capelli lunghi, il naso finto all’insù, la giacca che indossa quando incontra la piccola Lee; ossessionato dalle “tette” che cita spesso nei suoi messaggi cifrati, non chiarisce un orientamento sessuale; è poi un ammiratore del glam rock (Get It On dei T-Rex è protagonista dei titoli sia di testa che di coda; nel laboratorio di Kobble campeggiano i poster di Lou Reed e Marc Bolan – la piccola Lee preferiva i Duran Duran, nella sua cameretta spunta il poster di Rio), la corrente musicale degli anni ’70 che dell’androginia ha fatto una bandiera.

I cattivi, lo dice la propaganda mainstream da anni, possono essere solo “maschi bianchi eterosessuali”: i fautori del tanto odiato “patriarcato” (che è come l’Araba Fenice, che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa). Siamo nella Fattoria degli animali del fin troppo citato Orwell: tutti gli animali sono uguali fra loro, ma alcuni animali sono più uguali degli altri: ad alcune (sempre le stesse) categorie si possono imputare tutti i mali del mondo, le altre possono essere raffigurate solo positivamente.

Quando il dottor No, l’arcinemico di 007, accarezza il suo gatto non fa pensare a nessuno che i gattari siano cattivi e megalomani. Così come nessun asmatico si è offeso perché Darth Vader respira affannosamente nei film di Guerre stellari, i sindacati delle infermiere non hanno chiesto che Qualcuno volò sul nido del cuculo sia censurato; Laurence Olivier in Il maratoneta ha fatto diventare più pauroso andare dal dentista, ma la categoria non si è risentita, né i tassisti si sono indignati perché De Niro è un Taxi Driver psicopatico. Tutto questo perché si capisce benissimo che i cattivi sopracitati non sono tali per le caratteristiche in questione. Blofeld non è cattivo perché è gattaro, ma perché ha manie di grandezza; Darth Vader non è cattivo perché ha problemi di respirazione, ma perché ha scelto il Male; Miltred Ratched non è cattiva in quanto infermiera, ma perché odia i pazienti; il dottor Szell non è cattivo perché è un dentista, ma perché è un nazista bramoso di diamanti; Travis Bickle non è folle perché fa il tassista, ma perché è un disadattato traumatizzato dal Vietnam. Sono balbuziente, ma quando ho visto il terzo film di Die Hard non mi sono offeso perché Simon Gruber, il cattivo interpretato da Jeremy Irons, balbetta. Francamente non me la sono presa nemmeno quando Willis/McClane lo provoca puntando su questa sua debolezza.

Kobble/Longlegs non è cattivo perché ha tratti e atteggiamenti per cui può sembrare (forse nemmeno lo è) un travestito, ma perché è un maniaco religioso, un fanatico che stermina famiglie per rendersi caro a Satana (così come Buffalo Bill, in Il silenzio degli innocenti – che provocò infatti scandalo – è cattivo perché uccide la gente, non perché balla vestito da donna e nascondendosi il membro).

L’articolista della CNN, Noah Bertansky, che ha lanciato l’allarme secondo cui Longlegs ha rilanciato un fantomatico astio del cinema horror contro le “persone queer” (questo sì che è complottismo), e la rivista LGBT “Them” che ha lanciato addirittura un’inchiesta su “Nicolas Cage queerfobico” un po’ non lo hanno capito (eppure il concetto è elementare), un po’ hanno lanciato una spedizione punitiva contro gli ennesimi malcapitati, Perkins jr. e Cage, che hanno offeso (loro malgrado) il conformismo politicamente corretto, e uno dei suoi tanti dogmi: un travestito non può essere una persona cattiva. Nessuno si permetta di raffigurare una persona transgender come il cattivo di un film, o il cattivo di un film come una persona transgender, insomma: i transgender sono tutti buoni.

Kobble/Longlegs è descritto nel film anche come “un uomo alto e pallido”. Il bel signore che mi ha accompagnato al cinema è molto alto e, in questa stagione, tende al pallore. Non si è offeso.

Tags: cinemaLonglegs filmNicolas Cage
Articolo precedente

Evasione fiscale: un male endemico e molto italiano

Prossimo articolo

The Donald è tornato (più forte di prima)

Tommaso de Brabant

Correlati Articoli

John Travolta si racconta bimbo in “Volo notturno per Los Angeles”
Multimedia

John Travolta si racconta bimbo in “Volo notturno per Los Angeles”

di bandolo della matassa
2 Agosto 2026
0

https://youtu.be/AfychRCkw_4?si=-AStlPJnwVB7tlAy Da sempre innamorato del volo e dagli aerei, John Travolta ci regala Volo notturno per Los Angeles, un film...

Leggi tuttoDetails
L’Odissea di Omero e l’Odissea di Nolan. Trovate le differenze….

L’Odissea di Omero e l’Odissea di Nolan. Trovate le differenze….

30 Luglio 2026
Rodolfo Valentino a cent’anni dalla morte. Quando la seduzione è tutto

Rodolfo Valentino a cent’anni dalla morte. Quando la seduzione è tutto

26 Luglio 2026
Don Giovanni, de Sade, Casanova (e Delon). Il mito del seduttore sullo schermo

Don Giovanni, de Sade, Casanova (e Delon). Il mito del seduttore sullo schermo

16 Maggio 2026
Carica altro
Prossimo articolo
The Donald è tornato (più forte di prima)

The Donald è tornato (più forte di prima)

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag

Africa antifascismo Berlusconi Chiesa cattolica Cina cinema coronavirus Donald Trump economia elezioni Europa fascismo forze armate Francia Fratelli d'Italia geopolitica Germania Giorgia Meloni Gran Bretagna guerre immigrazione clandestina ISIS Islam lavoro Libia Mare Marine Le Pen Matteo Renzi Matteo Salvini Mediterraneo Milano Partito Democratico petrolio Roma Russia Siria sovranità nazionale storia terrorismo trasporti Turchia Ucraina Unione Europea USA Vladimir Putin
Facebook Twitter

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Destra.it per restare continuamente aggiornato.
Ti segnaleremo novità, eventi ed accadimenti più interessanti!

Menu

  • Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci

Destra.it

Un giornale telematico che raccoglie le idee, i contenuti, i confronti della comunità umana e intellettuale della destra europea, moderna, nazionale e sociale. Rappresenta l’accesso alla rete e la piattaforma di dibattito di chiunque, provenendo o aderendo a un lungo percorso storico, si riconosca in quei valori culturali e ideali su cui si è sedimentato nei secoli il pensiero di destra.

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Chi siamo
  • La Redazione di Destra.it
  • Newsletter
  • Contattaci
  • Categorie
    • Pòlis
    • Il punto
    • Europae
    • Mondi
    • Estera
    • Guerre e pace
    • Economia
    • Levante
    • Libri&LIBERI
    • Arte&Artisti
    • Multimedia
    • Facite Ammuina
    • Al Muro del Tempo
    • Appunti di viaggio
    • Rassegna Stampa

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.