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Luca Gallesi/ Per Mary de Rachewiltz, poetessa figlia di poeta…

di Redazione
26 Luglio 2026
in Rassegna Stampa
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Luca Gallesi/ Per Mary de Rachewiltz, poetessa figlia di poeta…
       

“Vi può essere onestà mentale senza talento eccessivo”: con queste parole Mary de Rachewiltz, nel 1985, consegnava al lettore italiano la prima traduzione completa dei Cantos, il poema epico scritto da suo padre Ezra Pound. Mary è morta ieri, all’età di 101 anni compiuti lo scorso 9 luglio, e l’onestà mentale, in realtà accoppiata a un grande talento, è la cifra più significativa della sua lunga e faticosa esistenza. Figlia di due americani, il poeta Pound (sposato a Dorothy Shakespear) e la violinista Olga Rudge, nacque a Bressanone e passò l’infanzia e la prima adolescenza in Val Pusteria, cresciuta da due contadini che la trattarono come una figlia. Dalle montagne tirolesi si trasferiva spesso nella laguna, per lunghi fine-settimana trascorsi nella casa veneziana della madre, dove la raggiungeva il padre, affettuosissimo anche se continuamente indaffarato a scrivere o a organizzare mille progetti. Da Venezia venne mandata a studiare a Firenze, nel collegio delle Suore della Quiete, ma la guerra interruppe i suoi studi, inaugurando un lungo periodo doloroso, culminato nel 1945 con l’arresto e la detenzione del padre nel lager americano di Pisa, e parzialmente chiuso nel 1958 con la sua liberazione e il ritorno in Italia. Nel frattempo, Mary ha cominciato a occuparsi dei Cantos, battendo a macchina i versi scritti a mano dal padre prima nella gabbia di Pisa e poi nella cella del manicomio criminale americano St.Elizabeths, dove era stato imprigionato senza processo. 

Sin dal campo di concentramento pisano, Ezra Pound, invece di preoccuparsi della propria sorte, insegnava a Mary, per via epistolare, l’arte della traduzione: “Carissima figliola, le tue lettere sono un gran conforto, hai dattiloscritto molto bene i Canti… Mi piacciono le due poesie. Non posso mandarti una ars poetica in questo poco spazio, la rima è un buon ESERCIZIO, come pratica di diteggiatura sul violino. Non invertire l’ordine delle parole, la rima ci sarà egualmente nell’ordine naturale della frase…”

È l’inizio dell’impegno di tutta una vita, di traduttrice, custode, organizzatrice e supporter dei progetti poundiani in tutto il mondo, spesso a scapito della propria attività poetica e letteraria, senza comunque mai trascurare i doveri di figlia, di madre e di moglie. Nel 1946 ha sposato l’egittologo Boris de Rachewiltz, da cui ha avuto due figli: Siegfried (1947) e Patrizia (1950), nati e cresciuti in due castelli tirolesi, il secondo dei quali, Brunnenburg (in italiano Castelfontana, poco sopra Merano) è stato la residenza di Mary dal 1955, conosciuto e apprezzato da tutti gli studiosi poundiani, qui accolti nel pomeriggio dalla padrona di casa con un’immancabile tazza di tè. Alle 17, magari non sempre in punto, ogni impegno di studio veniva interrotto per ritrovarsi sulla terrazza a condividere sia dotte riflessioni poundiane sia lunghi e profondi silenzi, favoriti dallo spettacolare paesaggio alpino, ancora più suggestivo nell’imbrunire. Custode della “fonte del castello”, Mary de Rachewiltz ha saputo tenere sempre limpida l’acqua sorgiva, che distribuiva con generosità ai tantissimi che in questi settantacinque anni si sono fermati, anche magari solo per un saluto, e che non si sono mai visti rifiutare una calda accoglienza, secondo l’ammonimento di Pound: “plain living and high thinking”, vivi semplicemente e pensa nobilmente.

Brunnenburg è casa, archivio, biblioteca, museo, ma soprattutto “feudo” poundiano: qui, sempre incoraggiati da Mary, figli, nipoti e pronipoti hanno messo in pratica l’autosufficienza (qualcuno direbbe l’autarchia) consigliata da Pound, coltivando la terra per produrre ciò che serve per vivere. Le stanze di Mary sono nella torre, e nel pomeriggio sono invase dalla luce del sole che illumina le tre vallate sottostanti, distraendo lo studioso venuto a consultare la biblioteca poundiana qui custodita, speriamo ancora per poco, visto l’impegno del Ministero della Cultura ad acquistarla per destinarla alla Biblioteca Marciana di Venezia.

Nonostante il tempo, l’energia e l’intelligenza dedicata all’opera del padre, Mary è riuscita a farsi apprezzare come traduttrice, scrittrice e poetessa, seppur molto meno di quello che avrebbe meritato, e ancora merita. È grazie a lei che possiamo leggere in italiano autori come Cummings, Robinson Jeffers, Marianne Moore e molti altri, ed è sempre suo il delicatissimo Discrezioni, autobiografia recentemente ristampata da Lindau. Sua, in collaborazione con David e Joanna Moody è anche la curatela del voluminoso epistolario di Pound coi genitori, Ezra Pound to His Parents, 1895-1929, (Oxford University Press, 2011), ma, soprattutto, è davvero degna di nota la sua produzione poetica, dispersa in numerosi volumetti e finalmente raccolta –almeno quella in lingua italiana- da Massimo Bacigalupo, curatore di Processo in verso (Bertoni 2025) e caro amico della famiglia Pound. 

Bacigalupo sottolinea come la poesia di Mary de Rachewiltz si lasci leggere e ammirare per schiettezza, nitore “e magari scaltrezza”; una poesia sicuramente influenzata dalla sua natura di “poetessa figlia di Poeta”, in grado comunque di trovare la propria, autentica voce, magari legata all’infanzia tirolese, ai viaggi esotici o ai tanti amici letterati e artisti frequentati, come Vanni Scheiwiller, Bobi Bazlen e Mimmo Palladino.

“Non ho messaggi da proporre. Appartengo a nessuna scuderia. La mia vigna si chiama Tradurre, Queste non sono che alcune gocce che hanno fatto traboccare il vaso”. Così, la poetessa si presentava ai suoi lettori, in assoluta  semplicità e senza falsa modestia. 

Chi l’ha conosciuta, o anche incontrata per poco, di tanti ricordi, ne conserverà sicuramente uno in particolare, il suo invito, immancabile e dolcemente insistente a “leggere Pound. Nei Cantos c’è tutto”, e, nel Meridiano Mondadori da lei curato, troviamo anche molto, se non tutto, anche di lei, principessa Mary de Rachewiltz, nata Maria Rudge.

Luca Gallesi, Il Giornale, 25 luglio 2026

Tags: Ezra PoundLuca GallesiMary de Rachewiltzpoesia
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