Chissà cosa pensa se esiste (in verità, ne dubitiamo fortemente) il Grande Architetto dell’Universo del suo devoto Giancarlo Galan, di professione ex doge del Veneto, attualmente imputato in non simpatiche faccende lagunari. Già, il venale Giancarlo è dal lontano 1987 dedito a grembiulini, compassi e altre minchiate tipiche dell’armamentario massonico. In quell’anno lontano il defenestrato presidente di Regione Veneto (oltre che ex ministro) aderì al Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, l’ordine iniziatico più importante (e invasivo) del patrio Stivale, forte di 22mila adepti ufficiali (i nominativi di quelli “coperti” rimangono un mistero).
Il “fratello” Galan, il 6 giugno, proprio due giorni dopo gli arresti della procura di Venezia per lo scandalo Mose, ha chiesto alla propria loggia di appartenenza, quella di Padova, di «entrare in sonno ». Cioè di allontanarsi dall’obbedienza (nella massoneria, che è un ordine iniziatico, non si parla mai di dimissioni, perché dopo la «solenne promessa sul libro della legge» si resta massoni a vita; ma la scelta più grave e suprema che un affiliato può prendere è appunto quella di «mettersi in sonno », ossia di abbandonare anche temporaneamente i riti e le riunioni). Galan, insomma, prima ancora di valutare la propria posizione negli incarichi pubblichi (in primis quello di parlamentare), ha dovuto fare i conti con la propria «fratellanza» e sottoporsi al giudizio del “tribunale delle luci”, la giustizia massonica.
Un comportamento che conferma il ruolo centrale del Galan nell’opaca struttura al punto che il Corriere del Veneto, citando fonti di Palazzo Giustiniani, indica il disinvolto Giancarlo come «il punto di riferimento riconosciuto per i “fratelli” massoni, una grande lobby, capace ancora di gestire molti centri di potere». In attesa di notizie dal Grande Architetto, consigliamo a Galan prudenza e, soprattutto, di evitare passeggiate attorno ai ponti. Soprattutto a quelli londinesi. Quello dei frati neri non portò molta fortuna ad un altro “fratello” birichino, il defunto ragionier Calvi di Milano.






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