Da almeno un secolo ingegneri e governi si interrogano sul punto migliore per aprire un nuovo varco dove far congiungere Pacifico e Atlantico, o per realizzare una via marittima alternativa per il trasporto merci e passeggeri da un oceano all’altro. Ora è il turno del Messico, che ha deciso di accelerare i lavori per rendere efficiente e competitivo il Corridoio Interoceanico dell’Istmo di Tehuantepec (CIIT), un passaggio ferroviario di circa 300 chilometri sul quale il governo messicano ha annunciato di voler investire 7,5 miliardi di dollari per inserirsi a pieno titolo nel turbolento gioco delle spedizioni globali. L’infrastruttura ferroviaria messicana intende strizzare l’occhio alle compagnie marittime e ai grandi centri distributivi in cerca di un “Piano B” di fronte a eventuali interruzioni dell’operatività del Canale di Panama.
La prima linea ferroviaria risale al lontano 1907, inaugurata per il trasporto di merci dal Pacifico alla costa orientale americana, per essere poi utilizzata dalle forze armate nel corso della rivoluzione messicana. Con l’inaugurazione del Canale di Panama, la linea fu abbandonata e oggi deve essere interamente ricostruita.





