Il golpe tentato da alcuni reparti militari nella notte tra il 28 ed il 29 agosto, con scontri a fuoco in diverse aree della capitale Niamey, è stato sventato nel giro di 24 ore. Determinante l’intervento della guardia presidenziale, tra le unità meglio armate ed addestrate delle forze armate nigerine.
Non va dimenticato, poi, il contributo russo: è lo stesso ambasciatore di Mosca in Niger a confermare che le autorità nigerine hanno richiesto il sostegno del Corpo Africano (l’ex Wagner). Non è chiaro se i russi abbiano partecipato direttamente agli scontri o si siano limitati a sostenere l’azione della guardia presidenziale con droni e intelligence.
Niamey ha potuto contare, inoltre, sul sostegno di un altro alleato: l’Algeria. Nella giornata di ieri sono arrivati nell’aeroporto della capitale quattro aerei da combattimento Su-30MKA ed un aerorifornitore Il-78 algerini. Gli aerei hanno il compito di sostenere l’esercito nigerino impegnato “nell’affrontare un tentativo di destabilizzare lo stato fraterno del Niger”, come recita la nota del ministro della Difesa di Algeri.
Il tentato golpe in Niger evidenzia il funzionamento della rete di alleanze – anche informali – che nel corso degli ultimi anni ha profondamente modificato gli equilibri della regione, grazie anche al nuovo protagonismo della Russia. Quanto all’Algeria, non è da escludere che la missione nigerina sia anche un segnale al Marocco, vicino e rivale di Algeri.





