In ordine all’esito (scontato) delle elezioni regionali in Campania l’elettore di destra (preciso: non di centrodestra) può solo ribadire i soliti concetti.
1. Nel Meridione la Lega come alleato è una palla al piede, in quanto formato da “riciclati” da altri partiti e paga le politiche nazionali non proprio compatibili con tale area geografica.
2. Il Centro (che si schiera dove gli pare e a convenienza) non apporta nulla in termini di contenuti politici, sociali ed economici.
3. La Destra sociale (ossia quella che non prende le parti di una parte specifica dello Stivale e che rifiuta il “miscuglio” con il “nulla” propinato da “surrogati” della vecchia DC che ha ormai esaurito il ruolo di partito della “ricostruzione post bellica”) si è trasformata in un gigante di argilla che ha deciso una politica estera da “sudditi”.
Il Mezzogiorno ha bisogno di gente affamata e rivoluzionaria che si impegni a formare non solo una nuova classe dirigente ma una dignità che deve riguardare anche la concezione del lavoratore come contribuente alla crescita del territorio e non solo carne da macello o portavoti. Mi giro e vedo solo un tirare a campare frutto di “pagnottismo” e assistenzialismo.





