• Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci
mercoledì 7 Ottobre 2026
  • Login
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Newsletter
Destra.it
SOSTIENICI
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Destra.it
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Il punto

Sorpresa, il Golfo Persico chiude i rubinetti e Mosca aumenta le vendite di gas e petrolio

di Clemente Ultimo
7 Marzo 2026
in Il punto
0
Sorpresa, il Golfo Persico chiude i rubinetti e Mosca aumenta le vendite di gas e petrolio
       

Ad una settimana dall’inizio della guerra nel Golfo Persico, mentre i violenti bombardamenti statunitensi ed israeliani non sono riusciti né a far implodere la Repubblica Islamica né ad impedire la sua reazione militare, lo spettro di uno shock energetico si fa sempre più concreto. A fine giornata viene superata la soglia simbolica dei 90 dollari a barile: il Brent, infatti, raggiunge quota 91,05. Solo una decina di giorni fa – il 25 febbraio – il prezzo di un barile di petrolio Brent era di 71,14: 20 dollari in meno. Anche il prezzo del petrolio Wti veleggia ormai verso i 90 dollari al barile.

La soglia dei 100 dollari al barile si avvicina rapidamente, mentre diversi analisti ipotizzano che si potrebbe arrivare anche ad un costo di 120/130 dollari al barile in caso di blocco prolungato dello stretto di Hormuz. Blocco che sta già facendo sentire i suoi effetti: il traffico marittimo in quel tratto di mare, dove transita circa il 20% del gas e del petrolio destinato ai mercati mondiali, si è ridotto praticamente a zero. A rendere il quadro ancora più fosco l’annuncio arrivato nel corso della giornata di ieri: il Kuwait ha iniziato a ridurre la produzione di petrolio, vista l’impossibilità di esportarlo. Tre giorni fa il Qatar aveva comunicato la propria decisione di bloccare la produzione di Gnl.

Notizie che alimentano le tensioni sui mercati e lasciano intravedere la concreta possibilità di una stangata sulla bolletta energetica dei Paesi europei, alle prese con un’economia già in crisi. Del resto i primi effetti sono già ben visibili alle stazioni di rifornimento, con i prezzi di benzina e diesel in costante aumento.

In questo quadro caratterizzato da tensioni e preoccupazioni c’è anche chi ha motivo per rallegrarsi: la riduzione delle esportazioni dai Paesi del Golfo Persico ha consentito alla Russia non solo di aumentare le vendite di petrolio e gas, ma anche di aumentare i prezzi. Se prima Mosca era costretta a vendere ad un prezzo inferiore a quello del Brent a causa delle sanzioni, ieri per la prima volta il petrolio russo ha spuntato un prezzo pari o, in qualche caso, addirittura superiore. Una vera manna dal cielo per le casse russe alle prese con i costi della guerra in Ucraina.

Vantaggio economico, ma anche politico perché Mosca si conferma fornitore affidabile e pronto a rispondere alle mutevoli esigenze del mercato. E in grado di mettere seriamente in difficoltà i propri avversari: ad inizio settimana il presidente Putin ha detto che Mosca potrebbe reindirizzare verso l’Asia i flussi di gas ancora diretti in Europa, anticipando di fatto il piano europeo che punta a eliminare completamente il gas russo entro il 2027.

È di tutta evidenza che se realmente la Federazione Russa dirottasse subito verso altri mercati le proprie forniture di gas l’Unione Europea si troverebbe in grande difficoltà, considerato che uno dei fornitori alternativi individuati – il Qatar – in questo momento non è in grado di soddisfare la domanda europea. Certo, si potrebbero aumentare le forniture statunitensi, ma a quali costi? Il Gnl che arriva da oltre Atlantico è già più caro di quello reperibile su altri mercati. Ancora una volta, dunque, l’Unione Europea si trova a recitare la parte del vaso di coccio tra vasi di ferro.

Tags: gasguerrepetrolioRussia
Articolo precedente

Scandalo MPS/ Dopo 13 anni la verità. David Rossi è stato assassinato

Prossimo articolo

Ad Assisi, cercando Francesco con Tommaso e Bonaventura. Un viaggio nel tempo e nello spirito

Clemente Ultimo

Correlati Articoli

L’Arabia Saudita chiude l’oleodotto Est-Ovest. Il prezzo del greggio vola oltre i 100 dollari
Mondi

L’Arabia Saudita chiude l’oleodotto Est-Ovest. Il prezzo del greggio vola oltre i 100 dollari

di Clemente Ultimo
13 Settembre 2026
0

E' arrivata ieri la decisione di Riyad di chiudere l'oleodotto Est-Ovest, linea che collega i campi petroliferi delle regioni orientali...

Leggi tuttoDetails
Golfo Persico/ Colpite petroliere iraniane, missili sulla Giordania. E intanto i Patriot scarseggiano…

Golfo Persico/ Colpite petroliere iraniane, missili sulla Giordania. E intanto i Patriot scarseggiano…

9 Settembre 2026
Dall’Ucraina ad Hormuz c’è chi crepa e chi guadagna

Dall’Ucraina ad Hormuz c’è chi crepa e chi guadagna

6 Settembre 2026
G. Gaiani/ Mamma lì russi…. ovvero la “democrazia” dei guerrafondai

G. Gaiani/ Mamma lì russi…. ovvero la “democrazia” dei guerrafondai

5 Settembre 2026
Carica altro
Prossimo articolo
Ad Assisi, cercando Francesco con Tommaso e Bonaventura. Un viaggio nel tempo e nello spirito

Ad Assisi, cercando Francesco con Tommaso e Bonaventura. Un viaggio nel tempo e nello spirito

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag

Africa antifascismo Berlusconi Chiesa cattolica Cina cinema coronavirus Donald Trump economia elezioni Europa fascismo forze armate Francia Fratelli d'Italia geopolitica Germania Giorgia Meloni Gran Bretagna guerre immigrazione clandestina ISIS Islam lavoro Libia Mare Marine Le Pen Matteo Renzi Matteo Salvini Mediterraneo Milano Partito Democratico petrolio Roma Russia Siria sovranità nazionale storia terrorismo trasporti Turchia Ucraina Unione Europea USA Vladimir Putin
Facebook Twitter

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Destra.it per restare continuamente aggiornato.
Ti segnaleremo novità, eventi ed accadimenti più interessanti!

Menu

  • Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci

Destra.it

Un giornale telematico che raccoglie le idee, i contenuti, i confronti della comunità umana e intellettuale della destra europea, moderna, nazionale e sociale. Rappresenta l’accesso alla rete e la piattaforma di dibattito di chiunque, provenendo o aderendo a un lungo percorso storico, si riconosca in quei valori culturali e ideali su cui si è sedimentato nei secoli il pensiero di destra.

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Chi siamo
  • La Redazione di Destra.it
  • Newsletter
  • Contattaci
  • Categorie
    • Pòlis
    • Il punto
    • Europae
    • Mondi
    • Estera
    • Guerre e pace
    • Economia
    • Levante
    • Libri&LIBERI
    • Arte&Artisti
    • Multimedia
    • Facite Ammuina
    • Al Muro del Tempo
    • Appunti di viaggio
    • Rassegna Stampa

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.