Gli investimenti sulla “Via della seta” (Middle Corridor) e le possibili ricadute per il sistema logistico europeo sono al centro dell’ultimo numero della newsletter dell’Agenzia Imprenditoriale Operatori Marittimi (AIOM). La newsletter dedica il dossier principale alla direttrice di trasporto transcaspica che collega Cina ed Europa attraverso Kazakistan, Azerbaigian, Georgia e Turchia, presentata come alternativa alle rotte tradizionali in un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche e dalla necessità di diversificare i collegamenti tra Asia ed Europa.
L’approfondimento passa in rassegna i principali investimenti in corso lungo il corridoio. Tra questi figurano il programma europeo da 2 miliardi di euro per il rafforzamento della connettività con l’Asia Centrale, gli investimenti ferroviari e logistici in Kazakistan, il potenziamento della linea ferroviaria Baku-Tbilisi-Kars, l’ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie e portuali dell’Azerbaigian, compreso il porto di Baku, e le iniziative della Turchia per aumentare la capacità del corridoio e migliorare i collegamenti regionali.
Il Middle Corridor continua a registrare una crescita dei traffici, ma resta condizionato da colli di bottiglia infrastrutturali e regolatori. La piena competitività della rotta dipenderà dalla realizzazione degli investimenti previsti, dalla digitalizzazione delle procedure e da un maggiore coordinamento tra i Paesi coinvolti.
Per quanto riguarda l’Italia, il dossier richiama anche gli esiti del V Maritime Summit di Istanbul, dove Italia e Turchia hanno discusso il rafforzamento dell’asse logistico del Middle Corridor. In questo contesto la newsletter indica i porti italiani come possibili terminali mediterranei della direttrice e cita il porto di Trieste come uno dei principali hub europei nei traffici con la Turchia, evidenziando le opportunità che potrebbero derivare dall’evoluzione del corridoio.





