La storia della Repubblica italiana è costellata di misteri dalla sua nascita. Forse la più antica riguarda proprio i retroscena sul referendum che sancì la sua nascita tuttavia di piccoli e grandi se ne sono succeduti con drammatica frequenza.
Primo tra tutti quelli sulle stragi irrisolte o frettolosamente catalogate attraverso controverse ‘verità giudiziarie’ comode per mantenere stabili gli equilibri di potere, ma anche i tanti ‘omicidi mirati’ come quello di Enrico Mattei, Aldo Moro o Mino Pecorelli in epoche diverse a vario titolo ritenuti pericolosi per il potere politico ed economico.
Per ogni fatto di cronaca s’è vista la nascita provvidenziale di ‘pentiti’ (ovvero informatori) che lasciavano immancabilmente trapelare ‘da dentro’ informazioni e confidenze su retroscena (reali o presunti) riguardanti elementi che servivano a costruire teoremi e sentenze.
Tuttavia al ruolo di questi ‘pentiti’ che definirei più correttamente ‘infamoni’ (dediti all’infamia del tradimento di quelli che un tempo erano loro sodali) affiancherei la figura degli ‘infamini’ concentrati più a propalare maligne allusioni più che fatti penalmente rilevanti.
In questo quadro si inseriscono a pieno titolo le indiscrezioni anonime su presunti retroscena che coinvolgerebbero i maggiorenti della vita pubblica.
L’infamino non brilla, infatti, mai di luce propria, esiste solo in funzione della visibilità che ricava dallo sparlare di altri.
Un esempio lampante è quello della chat in cui circa 300 simpatizzanti di Vannacci e di Futuro Nazionale avrebbero espresso tesi politicamente scorrette rimbalzate (vendute?) lunedì 17 agosto addirittura nella cronaca nazionale di un quotidiano.
A parte che, come insegnano i manuali di giornalismo un fatto è un uomo che morde un cane e non il suo contrario, presentare come fosse una notizia l’esistenza della stupidità umana è abbastanza ridicolo, resta la consapevolezza che tra i ‘300’ si celi almeno un ‘infamino’ che ha diffuso capziosamente (magari anche dopo averle provocate) alcune affermazioni decisamente sopra le righe ed altri come lui le ripropongono.
Del resto tante posso essere le motivazioni di certi personaggi: dall’interesse economico, al rancore personale, alla gelosia per i successi altrui.
Conoscere le esatte ragioni dell’agire di un infame, one o ino che sia, in fondo è poco importante, l’importante è riconoscerlo e tenersene lontano.






