• Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci
mercoledì 7 Ottobre 2026
  • Login
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Newsletter
Destra.it
SOSTIENICI
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Destra.it
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Appunti di viaggio

Viaggi gustosi/ Cacio e pepe, il piatto dei pastori divenuto simbolo della romanità culinaria

di Babette
17 Gennaio 2026
in Appunti di viaggio
0
Viaggi gustosi/ Cacio e pepe, il piatto dei pastori divenuto simbolo della romanità culinaria
       

I sonetti del Belli, di Pascarella o le poesie di Trilussa celebrano la grandezza di Roma: il Colosseo, la terrazza del Pincio, Piazza di Spagna, il lungotevere. Ma non solo. Nei loro versi c’è l’anima popolare delle borgate, la semplicità dei rioni e la cucina romana come arte culinaria povera, simbolo di miseria popolare in cui si valorizza la semplicità dei pasti fatta di pane, aglio, formaggio, il pepe e la pasta, che rappresenta un desiderio di festa e di ricchezza.

E l’essenza della vera cucina romana è sicuramente un piatto povero ma ricco di tradizioni e sapori: la pasta “Cacio e pepe”. Piatto umile fatto con formaggio (cacio), pepe e pasta, preferibilmente spaghetti. La ricetta della “Cacio e pepe” viene da molto lontano. È legata alla transumanza, quando i contadini in estate portavano il loro gregge in montagna verso luoghi più freschi. Nelle loro bisacce non mancavano mai, oltre ai pomodori secchi e il guanciale di maiale, il cacio pecorino, un sacchetto di pepe nero in grani e abbondanti spaghetti essiccati e preparati a mano con acqua, sale e farina. Questi ultimi tre ingredienti erano essenziali perché il pepe nero , un recettore del calore, aiutava i pastori a proteggersi dal freddo, il pecorino, grazie al sale per la stagionatura, è a lunga conservazione e gli spaghetti davano calorie e carboidrati in giusta quantità.

Col tempo da piatto semplice della transumanza, la cacio e pepe divenne il pasto tradizionale delle osterie romane che inizialmente la servivano secca – doveva allappare – per far ordinare più vino ai clienti. Oggi viene servita cremosa, il che da piatto semplice composto da pochi ingredienti la rende un piatto complesso perché la riuscita sta nell’ amalgamare la pasta con una crema di pecorino e acqua di cottura, morbida, densa e allo stesso tempo non secca ma vellutata. L’errore più comune è quello di far rapprendere la crema formando così dei grumi. L’arte sta nel mescolare in modo energico e costante la pasta e la crema aggiungendo acqua di cottura in piccole dosi.

Viene fatta non solo con gli spaghetti ma anche con altri tipi di pasta: tonnarelli, rigatoni, mezze maniche e qualsiasi altro formato. Naturalmente sono versioni rivisitate. La vera cacio e pepe è fatta con gli spaghetti. Ma a Roma, non potendo mancare di gustarla, in qualsiasi ristorante la si ordini garantiscono che è l’originale e tutte hanno una caratteristica: “è la meglio de Roma”.

Ecco la ricetta.

Buon appetito

CACIO E PEPE

Ingredienti per 4 persone

350 gr. di spaghetti grossi

200 gr. di pecorino romano stagionato grattugiato

pepe nero in grani

un pizzico di sale fino

Olio evo

Mettere a bollire acqua salata (ma non molto perché il formaggio è già salato di per sé)  per metà della pentola in modo che ci sia una concentrazione di amido maggiore per un risultato più cremoso.

In una padella coprire il fondo con l’olio e, a fiamma moderata, far tostare leggermente un po’ del pepe appena macinato. Spengere la fiamma.

Quando l’acqua raggiunge il bollore aggiungere gli spaghetti e, a metà cottura, con una pinza versarli nella padella col pepe. Continuare aggiungendo poco alla volta l’acqua di cottura per avere una prima cremosità data dall’amido presente nella pentola.

Versare il pecorino grattugiato finemente e continuando a mescolare aggiungere altro pepe a piacere e lentamente altra acqua di cottura fino ad ottenere la cremosità desiderata.

Deve essere gustata appena fatta e ancora calda.

Tags: cibocucinacucina italiana
Articolo precedente

Elogio della tracotanza, la provocazione letteraria di Giuseppe Leonelli

Prossimo articolo

Le culture della destra. Plurali, diffuse e vincenti

Babette

Correlati Articoli

Viaggi gustosi/ Le braciolette alla messinese, una ricetta dalla lunga storia
Appunti di viaggio

Viaggi gustosi/ Le braciolette alla messinese, una ricetta dalla lunga storia

di Babette
1 Giugno 2026
0

Nel XVI secolo la Regina Giovanna di Spagna, detta anche “la pazza”, chiamò al suo servizio ben 10 cuochi per...

Leggi tuttoDetails
Follie europee/ L’odio eco-sinistro per la buona tavola

Follie europee/ L’odio eco-sinistro per la buona tavola

27 Aprile 2026
Viaggi gustosi/ La “Caprese”. Una torta sbagliata, nata a corte e gustata a Chicago. Dalla Regina ad Al Capone

Viaggi gustosi/ La “Caprese”. Una torta sbagliata, nata a corte e gustata a Chicago. Dalla Regina ad Al Capone

24 Febbraio 2026
La buona cucina 3/ La rivoluzione gastronomica di Pellegrino Artusi

La buona cucina 3/ La rivoluzione gastronomica di Pellegrino Artusi

21 Gennaio 2026
Carica altro
Prossimo articolo
Le culture della destra. Plurali, diffuse e vincenti

Le culture della destra. Plurali, diffuse e vincenti

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag

Africa antifascismo Berlusconi Chiesa cattolica Cina cinema coronavirus Donald Trump economia elezioni Europa fascismo forze armate Francia Fratelli d'Italia geopolitica Germania Giorgia Meloni Gran Bretagna guerre immigrazione clandestina ISIS Islam lavoro Libia Mare Marine Le Pen Matteo Renzi Matteo Salvini Mediterraneo Milano Partito Democratico petrolio Roma Russia Siria sovranità nazionale storia terrorismo trasporti Turchia Ucraina Unione Europea USA Vladimir Putin
Facebook Twitter

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Destra.it per restare continuamente aggiornato.
Ti segnaleremo novità, eventi ed accadimenti più interessanti!

Menu

  • Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci

Destra.it

Un giornale telematico che raccoglie le idee, i contenuti, i confronti della comunità umana e intellettuale della destra europea, moderna, nazionale e sociale. Rappresenta l’accesso alla rete e la piattaforma di dibattito di chiunque, provenendo o aderendo a un lungo percorso storico, si riconosca in quei valori culturali e ideali su cui si è sedimentato nei secoli il pensiero di destra.

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Chi siamo
  • La Redazione di Destra.it
  • Newsletter
  • Contattaci
  • Categorie
    • Pòlis
    • Il punto
    • Europae
    • Mondi
    • Estera
    • Guerre e pace
    • Economia
    • Levante
    • Libri&LIBERI
    • Arte&Artisti
    • Multimedia
    • Facite Ammuina
    • Al Muro del Tempo
    • Appunti di viaggio
    • Rassegna Stampa

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.