{"id":37610,"date":"2024-01-04T15:51:26","date_gmt":"2024-01-04T14:51:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.destra.it\/home\/?p=37610"},"modified":"2024-01-04T15:51:28","modified_gmt":"2024-01-04T14:51:28","slug":"lettera-dagli-usa-pandemia-e-dintorni-i-numeri-non-mentono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.destra.it\/home\/lettera-dagli-usa-pandemia-e-dintorni-i-numeri-non-mentono\/","title":{"rendered":"Lettera dagli USA\/ Pandemia e dintorni: i numeri non mentono"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei vantaggi di uno stato federale, con ampie autonomie regionali, \u00e8 quello di poter trasformare i vari stati federati in laboratori di sperimentazione politica ed amministrativa. Infatti, ogni regione pu\u00f2 applicare politiche diverse e rispondere a situazioni e crisi con modalit\u00e0 differenti. Quindi, a posteriori, possiamo cercare di valutare le diverse azioni condotte dalle varie autorit\u00e0 di ogni stato federato e capire chi in una crisi ha agito in maniera soddisfacente, e chi no. Queste valutazioni sono poi essenziali per dare una guida agli elettori, ricordando loro quali politiche hanno funzionato meglio di altre; ed anche per indicare ai cittadini gli stati federati che funzionano meglio di altri, incoraggiando per alcuni un potenziale trasloco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 \u00e8 avvenuto, per generazioni, negli Stati Uniti, in origine creati come una Unione di Stati Indipendenti, anche se, con il passare degli anni, il governo federale si \u00e8 appropriato sempre di pi\u00f9 di potere e risorse. Gli USA rimangono comunque a tutt\u2019oggi un vero stato federale dove leggi e tassazioni cambiano da stato a stato e da contea a contea, specialmente tra zone rurali ed urbane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019infezione del virus cinese \u2013 il COVID-19 \u2013 ha creato una pandemia mondiale. Oggi, a pandemia praticamente finita, abbiamo la possibilit\u00e0 \u2013 anzi, il dovere \u2013 di esaminare i dati disponibili, i fatti, le azioni, le dichiarazioni ed i provvedimenti applicati durante questa emergenza. \u00c8 importante identificare chi ha fornito opinioni corrette, e chi no. Chi ha operato in buona fede, e chi no. Chi ha implementato politiche sane, e chi ha improvvisato misure controproducenti. \u00c8 necessario ripensare e rivedere, alla luce di dati oggettivi e non ideologici, cosa \u00e8 successo e cosa si sarebbe potuto fare meglio, anche alla luce di una necessaria preparazione per una nuova simile emergenza in un immediato futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che dati usare? Statistiche su morti ed ospedalizzazioni, per esempio, sono disponibili in molti paesi. Ma certamente non hanno tutte la stessa affidabilit\u00e0. Possiamo forse confrontare i dati degli Stati Uniti con quelli, per esempio, della Cina o di altri paesi con governi autoritari o dittatoriali che ovviamente controllano e manipolano le informazioni? Certamente no. Inoltre, uno dei numeri critici nella valutazione degli effetti del COVID-19 \u00e8 la mortalit\u00e0; in altre parole, se un milione di persone (N) sono contagiate e mille (M) muoiono, la mortalit\u00e0 \u00e8 M\/N, e cio\u00e8 lo 0.1%. Ma, con un numero enorme di persone contagiate a loro insaputa senza sintomi, e quindi senza essere propriamente contate, il calcolo pu\u00f2 dare risultati fasulli, e cio\u00e8 sottostimare il denominatore N e conseguentemente sovrastimare la mortalit\u00e0. E poi sappiamo che molti sono morti con il COVID-19, ma non di COVID-19. Di nuovo, il calcolo pu\u00f2 sovrastimare la mortalit\u00e0. E di molto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi i vaccini. Come valutare la loro efficacia? Quante vite hanno salvato? Sono stati veramente efficaci o sono stati distribuiti quando il virus stava gi\u00e0 perdendo potenza? Andavano iniettati solo alle persone vulnerabili od a tutta la popolazione, compresi i bambini? Possiamo quantificare i loro benefici ed i loro danni? Quali sono stati i costi di sviluppo, produzione, e distribuzione? Chi ha pagato? Chi ci ha guadagnato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E le misure draconiane applicate da tanti governi sono servite? Mascherine, restrizioni di movimento, coprifuochi, quarantene, distanze di sicurezza, chiusure di scuole e di uffici; possiamo calcolare costi, benefici, e magari anche i danni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A molte di queste domande \u2013 non tutte \u2013 si possono oggi dare risposte oggettive, basate su dati disponibili, raccolti specialmente negli Stati Uniti, dove abbiamo avuto forti differenze di regolamentazione COVID-19 da stato a stato, e dove la raccolta dati \u00e8 tra le pi\u00f9 complete ed affidabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Prima del COVID-19<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominciamo con qualche considerazione su quello che sapevamo prima del COVID-19. Come ci ricorda il Prof. Scott Atlas dell\u2019Universit\u00e0 di Stanford, prima del Marzo 2020 la comunit\u00e0 scientifica in genere, e l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (WHO) in particolare, si opponevano ai lockdown come misura contro le malattie infettive. Infatti, vari studi avevano mostrato la loro inefficienza. Per esempio, l\u2019esperto di storia della medicina, John Barry, aveva preparato un riassunto dettagliato dell\u2019epidemia spagnola del 1918 concludendo che i dati mostravano l\u2019inefficienza della quarantena. Per esempio, confrontando la mortalit\u00e0 nelle varie basi militari dove la quarantena venne imposta con quelle che non lo fecero, le differenze erano minime. Lo stesso vale per un rapporto della WHO, che nel 2006 raggiunse le stesse conclusioni sull\u2019inefficacia della quarantena, specialmente in aree urbane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa successe allora all\u2019inizio del 2020, quando di colpo la comunit\u00e0 scientifica cominci\u00f2 a raccomandare, spesso con toni apocalittici, misure estremamente restrittive in contraddizione con dati ed opinioni del passato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Panico del 2020<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il panico inizi\u00f2 con la pubblicazione dei risultati dei modelli epidemiologici ed il martellamento allarmistico della stampa. Le previsioni pi\u00f9 gravi vennero dal team scientifico dell\u2019Imperial College di Londra capitanato dal Prof. Neil Ferguson. Il loro modello matematico-epidemiologico proiettava risultati catastrofici, che secondo loro potevano essere mitigati solo con cancellazioni di eventi pubblici, chiusure di scuole ed uffici, restrizioni ferree sul movimento delle persone, ed interventi drastici per fermare i contagi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avremmo forse dovuto riflettere, prima di dar buon credito al modello numerico del Prof. Ferguson, sui risultati dei suoi passati studi. Egli aveva predetto nel 2001 che 138 mila persone in UK sarebbero morte per la encefalopatia spongiforme bovina, ovvero il morbo della mucca pazza. Il conto dei morti fino al 2018 fu 178. Altre sue previsioni catastrofiche, per esempio per il morbo della pecora pazza, l\u2019influenza aviaria, e l\u2019influenza suina, furono pure smentite dai dati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 sorpresa nel notare, oggigiorno, che tutte le previsioni allarmistiche sul COVID-19 dell\u2019Imperial College si sono rivelate errate ed esagerate. Basti pensare che il loro modello aveva previsto tra 40 mila e 80 mila morti in Svezia \u2013 un paese che coraggiosamente rifiut\u00f2 di autorizzare rigidi e generalizzati lockdown \u2013 mentre i morti furono 13 mila. Il team del Prof. Ferguson pubblic\u00f2 nel Giugno del 2020 uno studio che stimava che 3 milioni di vite umane erano state \u201csalvate\u201d dai vari lockdown imposti nei diversi paesi. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo scoppio delle ostilit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un inizio in sordina nel febbraio 2020, in cui chi esprimeva preoccupazioni per il \u201cvirus cinese\u201d veniva accusato di razzismo, a Marzo si era entrati in un panico generale. In Italia, l\u2019esercito era stato mobilitato a Bergamo per il trasporto delle bare \u2013 unico caso al mondo, mi pare. Gli organi di informazione parlavano di mortalit\u00e0 anche del 10% tra coloro che erano stati infettati. Insomma, prendersi il COVID era una roulette russa, con un revolver a 10 colpi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno cerc\u00f2 di estrarre dati significativi e credibili. Nell\u2019Aprile del 2020, un gruppo di esperti dell\u2019universit\u00e0 di Stanford, capitanati dai professori John Ioannidis e Jay Bhattacharya esaminarono qualche migliaio di persone nella contea di Santa Clara in California, e trovarono che molti di coloro che erano gi\u00e0 stati infettati dal COVID-19 non se ne erano accorti, perch\u00e9 asintomatici. Calcolarono che la mortalit\u00e0 del COVID-19 era solo lo 0.2%, circa il doppio della normale influenza. Avvertirono per\u00f2 che la mortalit\u00e0 avrebbe potuto essere pi\u00f9 alta in comunit\u00e0 di anziani e di persone malate, ospedali e case di riposo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo studio suscit\u00f2 un vespaio. Seguirono accuse, insulti, denunce, minacce, ritorsioni, censure, ed isolamenti professionali \u2013 veri linciaggi mediatici. Non si doveva contraddire la lobby del panico e dell\u2019allarmismo \u2013 una lobby che aveva intuito subito i vantaggi economici, politici, e personali che il COVID aveva creato. Questa lobby comprendeva naturalmente i media ed il mondo dei servizi internet che cominciarono ad operare censure e rimozioni di informazioni sgradite, spesso in combutta con agenti governativi, come provato recentemente in USA dove l\u2019amministrazione Biden fece pressioni su Facebook per rimuovere opinioni scomode sul COVID-19. Le pressioni ottennero l\u2019effetto voluto e molti scienziati anche di alto livello furono imbavagliati per anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti eminenti ricercatori scientifici non si lasciarono intimidire e firmarono nell\u2019Ottobre del 2020 la Great Barrington Declaration (<a href=\"https:\/\/gbdeclaration.org\/\">https:\/\/gbdeclaration.org\/<\/a>, disponibile anche in italiano). In essa, vennero espresse forti critiche verso le politiche di lockdown ed i conseguenti danni fisici e mentali da loro causati. In particolare, venne criticata la chiusura di scuole e universit\u00e0, e la mancanza di misure flessibili che proteggessero i pi\u00f9 vulnerabili, lasciando vivere una vita normale al resto della popolazione, specialmente i giovani che erano quasi completamente immuni al rischio COVID. Sotto i 50 anni il rischio di mortalit\u00e0 era circa 10 volte inferiore a quello per le persone al di sopra; e sotto i 30 anni statisticamente inesistente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I dati negli Stati Uniti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019analisi dei dati di mortalit\u00e0 nei 50 stati USA \u2013 dove le statistiche sono in genere attendibili \u2013 mostrano una totale mancanza di correlazione tra lockdown, uso di mascherine, e mortalit\u00e0. La scienza sembra essere molto chiara su questo punto. Stati come la Florida e nazioni come la Svezia, che non hanno sottoposto la loro popolazione a misure draconiane di isolamento \u2013 con tutti i danni fisici, psicologici, ed economici che ci\u00f2 ha comportato \u2013 non hanno avuto un percepibile aumento della mortalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati USA possono essere esaminati qui: <a href=\"https:\/\/www.worldometers.info\/coronavirus\/country\/us\/\">https:\/\/www.worldometers.info\/coronavirus\/country\/us\/<\/a>, cliccando sulla cella Deaths\/1M pop in modo da visualizzare i dati ordinando in sequenza i numeri di morti per milione in ogni stato USA nel periodo Marzo 2020 \u2013 Novembre 2023. Primo: si nota che questo rapporto (morti per milione) varia solo di un fattore 2 tra stato e stato, per esempio 4.5 per il Mississippi e 2.4 per il Maine. Secondo: non si riesce a ricondurre la variazione di questo rapporto a nessuna misura applicata dai vari stati (lockdown, mascherine, ecc.). Terzo: la famosa Florida, tanto criticata specialmente dalla Sinistra per la sua \u201cpermissivit\u00e0\u201d durante la pandemia, mostra un rapporto simile a tanti altri stati, nonostante l\u2019alto numero di anziani vulnerabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso della Florida \u00e8 particolarmente indicativo, perch\u00e9 fu l\u2019unico tra i grandi stati USA che cerc\u00f2 di rispettare le libert\u00e0 costituzionali della popolazione. Per parecchi mesi il business negli Stati Uniti fu frenato da stringenti misure protettive, molte assurde ed inutili. In molti stati, incontri di lavoro, viaggi e conferenze non erano permessi, per cui la Florida, offrendo piena libert\u00e0 di movimento, si trov\u00f2 ad attirare ed ospitare tutte queste attivit\u00e0 professionali e sociali. Per esempio, il parco di Disneyland in California rimase chiuso per pi\u00f9 di un anno, mentre quello di Disneyworld in Florida solo per 4 mesi.&nbsp; Nonostante tutte le critiche degli allarmisti al governatore repubblicano della Florida \u2013 Ron DeSantis \u2013 la mortalit\u00e0 COVID in Florida rimase nella media, sebbene avesse una popolazione pi\u00f9 anziana e vulnerabile, essendo uno stato che attira molti pensionati per il clima mite ed un fisco meno accaparratore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Idem per le mascherine. Ci sono state enormi differenze in USA, tra stato e stato e tra contea e contea, sull\u2019uso delle mascherine. Non si \u00e8 trovata alcuna correlazione tra frequenza d\u2019uso delle mascherine e mortalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa sappiamo oggi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lockdown hanno limitato e spesso completamente interrotto l\u2019assistenza sanitaria, aumentato l\u2019uso di droghe illegali, aumentato i suicidi, fatto danni psicologici enormi specie ai pi\u00f9 giovani, aumentato gli abusi sui bambini ed i danni di auto-lesione fatti dai ragazzi. Si \u00e8 stimato che almeno un terzo della mortalit\u00e0 durante la pandemia va attribuita ai lockdown e non al COVID. Insomma, non c\u2019\u00e8 nessuna evidenza che i lockdown abbiano salvato vite in maniera statisticamente misurabile, ma c\u2019\u00e8 piena evidenza del contrario. Per esempio, in USA, i suicidi dei bambini tra i 5 ed 11 anni triplicarono durante i lockdown.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, l\u2019emergenza COVID e gli errori fatti, sia in buona che in mala fede, fanno parte di una nuova realt\u00e0 moderna: quella di trasformare tutto in crisi, in un incessante stato di allarme fomentato da giornalisti e politici. Infatti, abbiamo avuto negli ultimi decenni la crisi dell\u2019aumento della popolazione, la crisi dell\u2019esaurimento delle risorse, la crisi energetica, la crisi dell\u2019AIDS, e la crisi climatica. Tutte crisi contaminate da allarmismo ed esagerazioni, che per\u00f2 hanno permesso a politici, burocrati, attivisti, accademici, ed \u201cesperti\u201d di ottenere prestigio, finanziamenti, potere, e visibilit\u00e0 mediatica. Ed hanno permesso un aumento esponenziale della governance a tutti i livelli, da quello locale a quello globale. Ma la governance ha un costo! In realt\u00e0, oggi i numeri sono chiari. Per esempio. In America per una persona sotto i 70 anni la probabilit\u00e0 di sopravvivere all\u2019infezione COVID \u00e8 stata del 99.9%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardiamo ora i numeri da un altro punto di vista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qualche numero sull\u2019Italia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Italia ha circa 60 milioni di persone. Ogni anno muore circa l\u20191%, e cio\u00e8 600 mila persone, circa 1600 al giorno. Ammettiamo che in un anno la met\u00e0 della popolazione sia infettata dal COVID-19 con una mortalit\u00e0 del 0.2%. Questo scenario aggiungerebbe 60 mila morti. Per\u00f2 la grande maggioranza dei morti di COVID sono persone gi\u00e0 anziane e malate, diciamo in media con 5 anni di aspettativa di vita. Quindi si perdono: 60 mila x 5 = 300 mila anni vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non per minimizzare, ma solo per confrontare, in Italia muoiono 3400 persone all\u2019anno (dati del 2017) in incidenti automobilistici. Se la aspettativa di vita per costoro \u00e8 di 45 anni, abbiamo: 3400 x 45 = 153 mila anni vita persi. Per il tabagismo in Italia muoiono 96 mila persone l\u2019anno (dati del 2019). Se stimiamo per loro una aspettativa di vita di 20 anni, otteniamo 96 mila x 20 = quasi 2 milioni di anni vita persi. Insomma, se proprio vogliamo ottimizzare sforzi e risorse per il bene della popolazione, ci sarebbero interventi molto pi\u00f9 utili da fare, per esempio contro il tabagismo e per la sicurezza stradale, invece di spendere milioni per banchi a rotelle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il COVID-19, in Italia e in quasi tutto il mondo, non hanno vinto scienza e razionalit\u00e0. Hanno vinto allarmismo, emotivit\u00e0, paura, ignoranza, e gli interessi di potenti gruppi politici ed economici. Il principio precauzionale in questo caso ha fallito. C\u2019\u00e8 solo da sperare che, a chi ha raccolto denaro e potere da questa emergenza, non venga permesso di escogitarne di nuove.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei vantaggi di uno stato federale, con ampie autonomie regionali, \u00e8 quello di poter trasformare i vari stati federati in laboratori di sperimentazione politica ed amministrativa. Infatti, ogni regione pu\u00f2 applicare politiche diverse e rispondere a situazioni e crisi con modalit\u00e0 differenti. 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