{"id":44335,"date":"2025-08-20T12:34:12","date_gmt":"2025-08-20T10:34:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.destra.it\/home\/?p=44335"},"modified":"2025-08-20T12:34:13","modified_gmt":"2025-08-20T10:34:13","slug":"il-racconto-quellestate-del-1944-nella-toscana-spezzata-dalla-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.destra.it\/home\/il-racconto-quellestate-del-1944-nella-toscana-spezzata-dalla-guerra\/","title":{"rendered":"Il racconto\/ Quell&#8217;estate del 1944 nella Toscana spezzata dalla guerra"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una delle ultime puntate di Freedom su Rete 4, Roberto Giacobbo, il brillante artefice della trasmissione, raccontava una vicenda del 1944 in Italia, quando le truppe alleate risalivano verso la Linea Gotica, costringendo i tedeschi a ripiegare sempre pi\u00f9 a nord.<br \/>L\u2019avanzata inesorabile fu tutta dovuta allo spiegamento di forze alleate, in gran parte anglo-americane, anche se la vulgata antifascista fa credere ad un contributo militare delle forze partigiane, che sul piano militare fu irrilevante.<br \/>In quella puntata si \u00e8 narrato di un soldato americano che riusc\u00ec ad impedire il bombardamento della citt\u00e0 di Sansepolcro, ormai inutile perch\u00e9 gi\u00e0 evacuata dalle truppe tedesche. Il militare yankee si impegn\u00f2 in questa opera di persuasione, perch\u00e9 innamorato delle opere di Piero Della Francesca, che erano custodite in citt\u00e0 e sarebbero andate distrutte.<br \/>Mio padre che in guerra si trov\u00f2 al seguito delle truppe Usa, narra in un suo libro di memorie di un fatto simile con lui stesso come protagonista. Non so se ci\u00f2 che \u00e8 narrato sia veritiero, perch\u00e9 mai se ne vant\u00f2 in vita, certamente di fatti come questi se ne verificarono diversi, e mi piace pensare che forse il racconto che vi riporto non sia del tutto inventato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLasciate le artiglierie lungo l\u2019argine di un fiume, il colonnello Herzog si era appostato con gli ufficiali subalterni in una casa colonica da cui scrutava col binocolo la collina antistante.<br \/>Il colonnello Herzog aveva l\u2019artiglieria facile. Gi\u00e0 nella piana di Volterra aveva preso sotto tiro alcune case coloniche col sospetto che fossero presidio di soldati tedeschi: s\u2019era divertito a vederle sbriciolare sotto i tiri ben calibrati dei suoi cannoni. Per lui la scomparsa di qualche casa colonica non era un grande danno, se ne sarebbero fatte di migliori a guerra finita. Che ora volesse cannoneggiare il paese di M., arroccato sulla collina con le sue mura medioevali, il castello del tredicesimo secolo e i palazzotti antichi dalle finestre bifore e dalle mura bugnate, era una calamit\u00e0 che bisognava evitare ad ogni costo. Rivestita dal verde degli ulivi, la collina mostrava le mura del paese come una architrave antica. Il campanile della chiesa, la massiccia mole del castello e tutte le case sembravano luccicare sotto la luce abbagliante del sole. Ed io guardavo come si guarda un animale morente: tutto poteva cancellarsi nel giro di pochi minuti per volont\u00e0 di una persona venuta da lontano a cui queste pietre non potevano suggerire o ricordare nulla. Che ne sapeva lui del tempo, del lavoro e dei sudori che erano occorsi per mettere insieme queste mura ? Che ne sapeva della storia raccontata da queste pietre scure, testimoni foderati di muschio e attraversati da tralci di edera come da venature vive e vitali. Pietre che avevano visto tanta gente nascere e morire e anche battagliare per sopravvivere. Vedevo gi\u00e0 le mura sbriciolarsi in una nuvola bianca di polvere e rovinando a valle devastare case e cipressi. Erano ormai uno spettacolo consueto.<br \/>Tutta l\u2019Italia si stava riducendo ad un cumulo di macerie: non avrebbe destato sorpresa la devastazione di un piccolo paese. Ad un tratto vidi correre trafelato tra gli ulivi un ragazzino. Gli andai incontro per infondergli fiducia. \u201cSe ne sono andati\u201d mi fece affannato \u201c se ne sono andati\u2026potete venire liberamente\u2026non c\u2019\u00e8 pericolo..\u201d<br \/>Raggiunsi subito il colonnello Herzog : \u201cColonnello, mi riferiscono che il paese \u00e8 stato evacuato dai tedeschi. La popolazione non aspetta altro che lei lo faccia occupare dalle sue truppe.\u201d<br \/>\u201cLei \u00e8 male informato . A me risulta che i tedeschi presidino ancora il castello da cui possono spararci come vogliono. A me sono stati affidati questi ragazzi che voglio riportare sani e salvi in America. Non voglio perderne qualcuno per la falsa informazione di un ragazzo. A mezzogiorno in punto io do inizio al bombardamento. Se vuole evitarlo mi assicuri la resa dei tedeschi. Voglio qui il loro comandante in persona. Chiaro ?\u201d<br \/>Era una pretesa assurda. Non c\u2019era altro da fare che andare di persona a vedere, anche se sapevo in anticipo che il mio parere non avrebbe modificato la risoluzione del colonnello Herzog.<br \/>Tenendo dietro il ragazzo e zigzagando da un albero all\u2019altro , m\u2019inerpicai lungo la scarpata. Cercavo di evitare i sentieri, dov\u2019era pi\u00f9 probabile l\u2019impianto di mine e incoraggiavo il ragazzo a seguire le orme di quand\u2019era venuto. Finalmente arrivammo in paese. Il ragazzo mi port\u00f2 nella canonica della chiesa. Qui si era radunato un piccolo consiglio di paese : il parroco, un certo Bironci che doveva essere il notabile del luogo, e la sora Assunta, una donnetta effervescente che si dava un gran da fare e sembrava la pi\u00f9 sveglia e la pi\u00f9 pronta di tutti. La mia entrata in canonica venne accolta con un gran sospiro di sollievo , parve significare la fine di ogni trepidazione. Fu mio compito ingrato deluderli e spiegar loro come stavano le cose : gli americani erano convinti che il paese fosse ancora presidiato dai tedeschi e stavano per iniziare il bombardamento.<br \/>\u201cI tedeschi sono andati via un\u2019ora fa \u201c disse la sora Assunta \u201cdevono aver ricevuto l\u2019ordine di ritirarsi per radiotelefono perch\u00e9 sono spariti in un attimo. Pensi che il colonnello nemico m\u2019aveva lasciato la sua uniforme da smacchiare : non ha avuto neanche il tempo di venire a riprendersela. S\u2019\u00e8 imbarcato sulla macchina e non s\u2019\u00e8 pi\u00f9 visto!E non mi ha neppure pagata! E\u2019 vero che mi \u00e8 rimasta la sua uniforme, ma che me ne faccio ?\u201d<br \/>\u201cSe la metta lei per andare a messa la domenica mattina \u201c disse il Bironci ridendo.<br \/>\u201cMa via , le sembra questo il momento di scherzare?\u201d<br \/>\u201cMa lei non pu\u00f2 garantire che il paese \u00e8 libero ?\u201d mi disse il parroco costernato.<br \/>\u201cDi me si fidano, ma non oltre un certo limite. Bisogna trovare una soluzione e bisogna far presto perch\u00e9 i minuti passano veloci e non possiamo perdere altro tempo.\u201d<br \/>Cos\u00ec dicendo mi affacciai sulla porta della chiesa : la piazza del paese era deserta, spazzata da un leggero vento di collina che sollevava polvere a mulinello. Sulla destra vidi la mole del castello appena occultata da una fila di cipressi. Mi parve una costruzione solida, ancora in ottimo stato : svettava sulla sommit\u00e0 della collina con le sue mura merlate dominando una .valle di ulivi. Aveva un mastio quadrangolare al centro e una possente torre di guardia rivestita d\u2019edera. Le mura era chiazzate di ciuffi di capperi selvatici ; la porta di ingresso ingentilita di gerani rossi. Mentre lo sguardo vagava sulle altre case prospicienti la piazza, mi venne in mente l\u2019uniforme dimenticata dal colonnello tedesco e questo particolare mi fece nascere un\u2019idea che inizialmente mi parve assurda, ma che poi, maturando e perfezionandosi nella mente, assunse contorni sempre pi\u00f9 precisi. Era un\u2019idea che poteva realizzarsi. Ritornai di corsa in canonica e chiesi al curato se c\u2019erano tedeschi civili o disertori in paese.<br \/>\u201cCh\u2019io sappia no.\u201d rispose il curato.<br \/>\u201c o almeno qualcuno che abbia le sembianze di un tedesco e che parli bene il tedesco.\u201d aggiunsi io.<br \/>\u201cCi sarebbe quel bischero del Luciani, quello \u00e8 pi\u00f9 tedesco dei tedeschi \u201c fece il Bironci \u201c \u00e8 biondo, alto, allampanato. E\u2019 nato in Norvegia ! E spiccica qualche parola di tedesco\u2026\u201d<br \/>\u201c e dov\u2019\u00e8 adesso ?\u201d<br \/>\u201cAl fondo , insieme agli altri. Si sono riparati nelle cave di porfido.\u201d<br \/>\u201c se vole glielo riporto qui subito \u201c fece il ragazzino che mi aveva accompagnato e che aveva ascoltato il mio discorso.<br \/>\u201cVai ! Anzi vola ! Perch\u00e9 ce n\u2019\u00e8 bisogno urgente!\u201d<br \/>Mentre il ragazzo correva lungo il sentiero che portava a valle, io esposi il mio piano al curato e agli altri due interlocutori: intendevo trasformare questo Luciani in comandante di reggimento tedesco e portarmelo al comando americano quale rappresentante dell\u2019unit\u00e0 nemica che si arrendeva.<br \/>\u201cLa cosa potrebbe anche andare \u201c fece il curato \u201c il guaio \u00e8 che lei non conosce questo Luciani\u2026Per dirla in parole povere \u00e8 un mezzo grullo\u2026 Come si fa ad affidare una missione cos\u00ec importante ad un grullo come lui ?\u201d disse la sora Assunta \u201c Piuttosto si tratta di vedere se \u00e8 grullo fino al punto di accettare\u2026\u201d<br \/>Intanto che aspettavamo, la sora Assunta mi raccont\u00f2 la storia del Luciani.<br \/>I suoi genitori trent\u2019anni fa si trasferirono in Norvegia per seguire un commercio di merluzzi. Dopo due anni rientrarono in Italia perch\u00e9 lei aspettava un figlio e voleva che nascesse nel suo paese d\u2019origine. Ma nacque biondo chiaro, rosso di carnagione e con un po\u2019 di lentiggini sul viso\u2026 Insomma in quel ragazzo c\u2019era molto poco di toscano e tanto di norvegese..\u201d<br \/>\u201cSono cose che succedono agli emigranti\u201d disse il parroco\u201d prendono le caratteristiche del posto \u201c<br \/>\u201csar\u00e0 , ma io credo che abbiano preso altre cose del posto, non solo le caratteristiche \u201c disse la donna con fare malizioso.<br \/>Una risata sguaiata del Bironci accompagn\u00f2 la sortita dell\u2019Assunta.<br \/>\u201cI genitori \u201c continu\u00f2 quest\u2019ultima\u201d sono morti tutti e due. Prima lui d\u2019infarto, poi, qualche anno dopo , la moglie d\u2019un brutto male\u2026 E\u2019 rimasto questo ragazzo solo.. un po\u2019 sbandato e senza un vero mestiere in mano. Insomma un ragazzo difficile, sballottato tra casa e campagna\u2026\u201d<br \/>Proprio in quel momento si spalanc\u00f2 la porta della canonica e comparve il Luciani in persona. Lo guardai bene : dimostrava molti pi\u00f9 dei 26 anni che aveva, forse perch\u00e9 l\u2019esser senza famiglia l\u2019aveva attempato prima del tempo.<br \/>Venne agguantato dal Bironci che me lo mostr\u00f2 con orgoglio, come si mostra un capolavoro : effettivamente il giovane aveva un aspetto decisamente teutonico. Che fosse un po\u2019 citrullo ci volle poco a capirlo, soprattutto dall\u2019entusiasmo con cui accett\u00f2 di truccarsi da ufficiale tedesco.<br \/>Sospinto in sacrestia, venne sottoposto ad una vera e propria vestizione. Gli erano intorno in tre ; chi gli metteva addosso una cosa,chi un\u2019altra,chi gli provava una camicia, chi una cravatta ; cos\u00ec doveva essere la famosa lev\u00e8e di Luigi XIV.<br \/>Il Bironci gli dette i suoi stivali neri da caccia,il marito dell\u2019Assunta si precipit\u00f2 a portare un paio di pantaloni color cinerino che potevano benissimo esser scambiati per calzoni da uniforme, ma il tocco finale si ebbe quando la sora Assunta port\u00f2 la giacca del colonnello tedesco. Come gliela infilarono tutti rimasero di stucco : cos\u00ec vestito era un vero ufficiale della Wermacht, un autentico deutsch Oberstleutnant. Il Bironci lo guardava ammirato con lo stesso amore e con lo stesso orgoglio con cui Michelangelo si contempl\u00f2 il suo Mos\u00e8 ma , mentre il Michelangelo si rammaricava che il suo Mos\u00e8 non parlasse, qui c\u2019era da augurarsi il contrario : che parlasse il meno possibile, altrimenti gli americani avrebbero capito il trucco. Intanto s\u2019era fatte le undici e venti. Non c\u2019era altro tempo da perdere. Mi presi a rimorchio il Luciani e gi\u00f9 di corsa verso il nostro destino. Mentre scendevamo a valle, ripercorrendo a ritroso il percorso fatto all\u2019andata, mi accorsi che il Luciani tremava un poco. L\u2019esultanza iniziale stava esaurendosi per far posto a un timor panico crescente : forse solo adesso il ragazzo si rendeva conto di recitare una parte troppo impegnativa. Cercai di rassicurarlo :<br \/>\u201c Ricordati, tu ti chiami Andreas Muller. Ripeti : Andreas Muller.\u201d<br \/>\u201cTu devi dire solo : Ich kann nicht sprechen\u2026 Ripeti : Ich kann nicht sprechen.\u201d<br \/>Saltando l\u2019ultimo fosso che ci separava dai campi di erba medica, sentivo gli occhi addosso del colonnello Herzog. Senz\u2019altro ci aveva gi\u00e0 individuato con il suo binocolo: ne pregustavo la sorpresa pi\u00f9 che temerne la reazione. Herzog era un uomo mediocre, sostenuto da una vanit\u00e0 sfrenata : era capace di accettare qualunque situazione purch\u00e9 fosse suscettibile di accrescere il suo prestigio. Ne ebbi la prova quando, davanti al Luciani travestito da colonnello tedesco, non ebbe altra preoccupazione che quella di precipitarsi al radiotelefono per annunciare la cattura di un general furher e l\u2019imminente conquista del paese di M.<br \/>Al povero Luciani, sbigottito e frastornato, volle offrire un sigaro per dimostrare la sua generosit\u00e0 di vincitore. Poi mi invit\u00f2 ad aprire il corteo delle truppe che si avviavano verso il paese. Prima di incamminarmi, mi voltai a guardare il ragazzo travestito : intimorito e sgomento pi\u00f9 che mai sembrava proprio il simbolo del tedesco perdente. Gli sorrisi impercettibilmente . In quel momento cominciarono a suonare a stormo le campane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tratto da \u201cil quarantatre\u201d di Guido Pasquinucci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una delle ultime puntate di Freedom su Rete 4, Roberto Giacobbo, il brillante artefice della trasmissione, raccontava una vicenda del 1944 in Italia, quando le truppe alleate risalivano verso la Linea Gotica, costringendo i tedeschi a ripiegare sempre pi\u00f9 a nord.L\u2019avanzata inesorabile fu tutta dovuta allo spiegamento di forze alleate, in gran parte anglo-americane, 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