{"id":46590,"date":"2026-02-03T14:30:31","date_gmt":"2026-02-03T13:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.destra.it\/home\/?p=46590"},"modified":"2026-02-03T14:31:59","modified_gmt":"2026-02-03T13:31:59","slug":"eredita-coloniali-linterminabile-guerra-franco-algerina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.destra.it\/home\/eredita-coloniali-linterminabile-guerra-franco-algerina\/","title":{"rendered":"Eredit\u00e0 coloniali\/ L&#8217;interminabile guerra franco-algerina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In un mondo dominato dall\u2019assurdo<\/strong>&nbsp;accade anche che dei tifosi dell\u2019Algeria, subito dopo una partita giocata in Marocco e vinta dalla loro nazionale contro il Burkina Faso nella prima fase della Coppa d\u2019Africa, festeggino rumorosamente in Francia \u2013 poich\u00e9 \u00e8 li che vivono in buon numero \u2013 e inveiscano non contro i rivali sportivi ma contro i francesi.&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/daa5b8a8-fa59-4433-bb84-4769bba001f3?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Un filmato disponibile sul web<\/a>&nbsp;mostra un gruppo di algerini di stanza a Lione che urlano: \u00abCi avete colonizzato&#8230; ora siete nella merda fino al collo\u00bb. Ad incitare \u2013 e a diffondere il video sul web \u2013 \u00e8 stata&nbsp;<strong>Sofia Benlemmane<\/strong>, franco-algerina sulla cinquantina, seguita su TikTok e Facebook da oltre 300 mila persone, e gi\u00e0 finita nei guai pi\u00f9 volte per aver diffuso messaggi d\u2019odio e minacce contro gli oppositori delle autorit\u00e0 algerine, oltre a dichiarazioni offensive nei confronti della Francia. L\u2019ultima condanna \u2013 un anno di reclusione &#8211; l\u2019ha rimediata meno di un anno fa (marzo 2025) senza che questo l\u2019abbia dissuasa dalla sua vera vocazione: istigare \u2013 stando alle accuse della Giustizia francese \u2013 a commettere reati, fare minacce di morte e pubblicare \u00abinsulti pubblici basati su origine, etnia, nazione, razza o religione\u00bb. Sofia Benlemmane non \u00e8 un caso isolato ma solo una delle molte facce di un fenomeno virale che i francesi stentano a contenere: sono molti infatti gli influencer di origine algerina che quotidianamente riversano sui vari social il loro odio per il paese che li ospita. Poich\u00e9, come vedremo, il governo di Algeri non \u00e8 un esempio di democrazia e tolleranza, esistono per\u00f2 anche dissidenti e rifugiati politici come&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/daa5b8a8-fa59-4433-bb84-4769bba001f3?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Chawki Benzehra<\/a><\/strong>&nbsp;il quale, denunciando le sparate di Benlemmane &amp; C., ha osservato su X: \u00abil regime algerino ha ora a disposizione dei \u201cmujaheddin 2.0\u201d per condurre la sua guerra ibrida contro la Francia, riecheggiando la legge che criminalizza il colonialismo adottata dal parlamento algerino\u00bb. Il problema c\u2019\u00e8 e non da oggi visto che gi\u00e0 l\u2019ex primo ministro francese&nbsp;<strong>Gabriel Attal<\/strong>&nbsp;aveva affermato poco pi\u00f9 di un anno fa che la Francia avrebbe dovuto annullare l\u2019accordo del 1968 con l\u2019Algeria, che garantisce agli algerini diritti speciali di vivere e lavorare in Francia, a causa del numero e della virulenza dei tanti influencer e predicatori da Attal definiti \u201cpredicatori dell\u2019odio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a class=\"image-link\" href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/c4389303-47d5-4a9c-8d94-ec21cffbe8cc?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/$s_!d25m!,w_1100,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2802d357-4a45-40b7-ae34-38797ae68f58_1394x480.jpeg\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/8ecc06eb-9ef9-4693-9e8b-5e0d977a22b6?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Ascolta la nuova serie di podcast di Storia In Rete cliccando qui<\/a><\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un paio di date possono a questo punto aiutare<\/strong>: il match Algeria-Burkina Faso con relativi \u201cfesteggiamenti\u201d \u00e8 del 28 dicembre scorso cio\u00e9 solo quattro giorni dopo la storica votazione del Parlamento di Algeri che, all\u2019unanimit\u00e0, ha approvato una legge che criminalizza&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/a66f820f-fef2-4f23-98ac-854090316dce?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">la colonizzazione francese (1830-1962) e chiede&nbsp;<\/a>\u201c<em>scuse ufficiali\u201d<\/em>&nbsp;alla Francia. In piedi, i parlamentari, con sciarpe coi colori della bandiera algerina al collo, hanno applaudito il passaggio del testo che considera lo Stato francese \u00ablegalmente responsabile del&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/d6b3ad1b-addc-488f-889e-79fdf6a74fc1?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">suo passato coloniale in Algeria<\/a>&nbsp;e delle tragedie che ha generato\u00bb. In particolare, la nuova legge elenca i \u201ccrimini della colonizzazione francese\u201d, considerati imprescrittibili: si va dai&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/7f1531b7-fe89-48e0-a8fa-563b75f722d5?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">test nucleari&nbsp;<\/a>alle esecuzioni extragiudiziali, dalla&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/124993c8-fb72-4222-adf2-0c2007e8a163?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">pratica della tortura fisica e psicologica su larga scala<\/a>&nbsp;al saccheggio sistematico delle risorse. Il nuovo provvedimento stabilisce inoltre che \u00abil pieno ed equo risarcimento per tutti i danni materiali e morali causati dalla colonizzazione francese \u00e8 un diritto inalienabile dello Stato e del popolo algerino\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 interessante osservare l\u2019infinita querelle<\/strong>&nbsp;che coinvolge la politica, le diplomazie e i media di Francia e Algeria da molti anni. \u00c8 un vero e proprio \u201ccaso di scuola\u201d, si pu\u00f2 dire, dei rapporti che possono intercorrere tra Paesi ex colonialisti e Paesi un tempo colonizzati. Rapporti che come sappiamo continuano a&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/d6b835ac-40ab-4e12-b4c8-d8a9a3ab8ec7?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">condizionare pesantemente le relazioni internazionali<\/a><\/strong>&nbsp;e le societ\u00e0 di molte nazioni in varie parti del mondo. \u00c8 uno dei tanti modi con i quali il Passato riesce perfettamente a condizionare il Presente perch\u00e9 in pochi altri casi la Storia si fa strumento politico come quando si tratta di trovare un equilibrio tra ex colonizzatori ed ex colonizzati. E tra Parigi e Algeri l\u2019equilibrio sembra irraggiungibile. Come pu\u00f2 dimostrare, oltre ad un veloce excursus storico che dal 1830 ci riporti all\u2019oggi, qualche ulteriore informazione tratta dalla cronaca delle ultime settimane e degli ultimi giorni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A novembre 2025 \u00e8 stato liberato<\/strong>&nbsp;dalle autorit\u00e0 algerine lo scrittore franco-algerino&nbsp;<strong>Boualem Sansal<\/strong>, condannato nel 2024 a cinque anni di carcere per \u201cattentato all\u2019unit\u00e0 nazionale\u201d. La sua colpa? Aver dichiarato in un\u2019intervista che i territori orientali del Marocco furono annessi all\u2019Algeria dalla Francia, ai tempi dell\u2019occupazione coloniale. In pi\u00f9, aver detto che il Fronte Polisario, il movimento di autodeterminazione del popolo sahrawi, \u00e8 un\u2019invenzione dell\u2019Algeria per destabilizzare il Marocco. Purtroppo, la dichiarazione di Sansal \u2013 gi\u00e0 nel mirino del governo algerino per le sue posizioni libertarie, anti islamiste e critiche verso il regime pseudo-democratico di Algeri \u2013 sono arrivate poco dopo il riconoscimento da parte della Francia, nell\u2019estate del 2024, di&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/cafc4c69-a401-4583-898b-e936f4f0234f?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">un piano di autonomia&nbsp;<\/a><em><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/cafc4c69-a401-4583-898b-e936f4f0234f?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">\u201csotto sovranit\u00e0 marocchina\u201d<\/a><\/em><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/cafc4c69-a401-4583-898b-e936f4f0234f?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">&nbsp;per il Sahara occidentale<\/a>. Questa posizione ha profondamente irritato Algeri, da tempo sostenitrice del Fronte Polisario. Liberato dietro varie pressioni internazionali, anche in considerazione delle sue condizioni di salute, Sansal nei giorni scorsi \u00e8 stato&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/eb84a94d-f53a-48a5-9905-eebcfe2be6d9?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">cooptato nella prestigiosa Acad\u00e9mie fran\u00e7aise<\/a><\/strong>. Cosa che certo non \u00e8 piaciuta al presidente algerino&nbsp;<strong>Abdelmadjid Tebboune<\/strong>&nbsp;(che tiene in carcere anche un giornalista sportivo francese,&nbsp;<strong>Christophe Gleizes<\/strong>, accusato di \u201capologia di terrorismo\u201d e \u201cpossesso di pubblicazioni a scopo di propaganda lesiva dell\u2019interesse nazionale\u201d) che ormai colleziona un\u2019incazzatura al giorno o quasi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il 24 gennaio scorso il Ministero degli Affari Esteri algerino<\/strong>&nbsp;ha convocato l\u2019incaricato d\u2019affari dell\u2019ambasciata francese ad Algeri (l\u2019ambasciatore \u00e8 stato richiamato a Parigi da molto tempo) in seguito alla trasmissione su&nbsp;<strong>France 2<\/strong>di una puntata del&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/c5f49dd0-0713-4d09-a3f0-b30098f97448?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">programma&nbsp;<\/a><em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/c5f49dd0-0713-4d09-a3f0-b30098f97448?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Compl\u00e9ment d\u2019enqu\u00eate<\/a><\/strong><\/em>&nbsp;dedicata alla&nbsp;<em>\u201cguerra segreta tra Francia e Algeria\u201d<\/em>&nbsp;e ritenuta offensiva dalle autorit\u00e0 algerine. L\u2019inchiesta era stata preceduta gioved\u00ec 22 da un commento feroce dell\u2019agenzia di stampa algerina che aveva denunciato il programma ancor prima della sua messa in onda. Basandosi su un semplice trailer, l\u2019agenzia criticava la&nbsp;<em>\u201cderiva\u201d<\/em>&nbsp;di un organo di stampa pubblico francese che avrebbe \u00ab<em>scambiato gli standard giornalistici con i principi pi\u00f9 rancidi dell\u2019estrema destra francese<\/em>\u00bb. Da parte sua, il Ministero degli Esteri algerino ha descritto il programma come&nbsp;<em>\u00abuna rete di falsit\u00e0 profondamente offensive e inutilmente provocatorie\u00bb<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>\u00abun vero e proprio atto di aggressione contro lo Stato algerino, le sue istituzioni e i suoi simboli<\/em>\u00bb. Algeri sostiene che il governo francese \u00e8 responsabile: France 2&nbsp;<em>\u00abnon avrebbe mai autorizzato un simile attacco senza la complicit\u00e0, o quantomeno l\u2019approvazione, delle sue autorit\u00e0 pubbliche<\/em>\u00bb. Pochi giorni dopo, il governo algerino ha anche&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/dc065121-7863-4cbe-95cc-196afe942a6e?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">dichiarato l\u2019ambasciatore francese \u201cpersona non grata\u201d<\/a><\/strong>&nbsp;trascurando il fatto che&nbsp;<strong>St\u00e9phane Romatet<\/strong>&nbsp;non \u00e8 in ambasciata da parecchio e non \u00e8 alle viste che ci torni a breve<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel suo ultimo numero&nbsp;<\/strong>\u2013 chiuso prima che alcuni dei fatti qui sopra raccontati avvenissero \u2013 la rivista&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/4981dd52-fe9c-4ed9-994b-1b2eb095a5c5?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Figaro Histoire<\/a><\/strong><\/em>&nbsp;ha dedicato ai rapporti Francia-Algeria un lungo articolo di&nbsp;<strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Pons<\/strong>&nbsp;che ricostruisce la lunga storia che unisce e divide le due sponde del Mediterraneo. Da parte francese si tende sicuramente a sorvolare o ridimensionare gli impatti negativi di una lunga dominazione culminata in&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/1fcbe402-7541-4e38-8bb2-6c50fbe4b236?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">una sanguinosa e brutale guerra<\/a>&nbsp;e, al contrario, sottolineare meriti e aspetti positivi cercando di non arrivare ad un punto di rottura sia per motivi economici e geostrategici che di politica interna vista la grande comunit\u00e0 algerina presente in Francia. Sul fronte algerino dominano invece le tinte fosche: \u00abQuando Parigi invoca \u201cla riconciliazione delle memorie\u201d &#8211; scrive Pons &#8211; Algeri traduce automaticamente in \u201cpentimento\u201d e \u201cindennizzi\u201d, interpretando ogni offerta francese come un segno di debolezza, in una ammissione di colpevolezza\u00bb. La chiave di lettura suggerita da&nbsp;<em><strong>Figaro Histoire<\/strong><\/em>&nbsp;\u00e8 semplice e abbastanza evidente: tenere alta la tensione con la Francia \u00e8 essenziale per la dirigenza algerina vista la situazione socio-economica del paese che, pur vantando importanti giacimenti di petrolio e gas naturale (che anche l\u2019Italia acquista in gran quantit\u00e0), versa in uno stato di crisi strutturale: \u00abI 47 milioni di algerini \u2013 osserva Pons \u2013 avrebbero il diritto di chiedere dove sono finiti i 10 mila miliardi di dollari prodotti in trent\u2019anni dagli idrocarburi del Sahara che la Francia ha lasciato a disposizione dei suoi governanti (\u2026) Un malessere esistenziale regna ai vertici del potere ad Algeri di fronte al cocente fallimento che contraddistingue i 63 anni di storia dell\u2019Algeria indipendente e che si traduce in un\u2019ossessione anti-francese\u00bb. Da qui la necessit\u00e0 di fare della \u00abmanipolazione della Storia una strategia d\u2019esercizio del potere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Del resto, manipolare la Storia non \u00e8 poi cos\u00ec difficile<\/strong>: gli algerini sono riusciti ad autoimporsi una narrazione ufficiale secondo la quale una \u201cGrande Algeria\u201d esisteva ben prima dell\u2019arrivo dei francesi nella primavera 1830. Eppure, fin dal Cinquecento quelle terre (dai confini labili sia ad est che ad ovest) erano tutt\u2019altro che indipendenti ma sottoposte all\u2019incerto dominio dell\u2019Impero Ottomano. I francesi intervennero anche per stroncare le incursioni e le razzie dei pirati barbareschi che partivano proprio dalle coste algerine, libiche e tunisine, per attaccare le coste dei paesi europei e disturbare i traffici marini. Quindi terra di pirati piuttosto che stato sovrano. E terra povera, che ha conosciuto un grande sviluppo proprio durante i 132 anni di dominazione francese. Scrive ancora Pons: \u00abLa conquista coloniale fu certo brutale, sanguinosa, secondo le leggi di guerra dell\u2019epoca. Diede luogo a volte a massacri e sfoci\u00f2 nella discriminazione sociale degli indigeni. Ma ebbe anche le sue luci: fine della schiavit\u00f9, eliminazione delle epidemie, costruzione di ospedali, scolarizzazione dell\u2019infanzia, sviluppo di una agricoltura moderna e scoperta del petrolio e del gas\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante le vittime delle guerre e l\u2019emigrazione, gli algerini sono passati dai tre milioni circa del 1830 ai 12 milioni del 1962. Nel 2020 l\u2019Universit\u00e0 di Seddik Lark\u00e8che ha stimato in 100 miliardi di euro l\u2019entit\u00e0 dei danni coloniali da risarcire da parte della Francia. La cosa ha irritato il ben noto orgoglio transalpino per cui, specie sul web, da allora fioccano elenchi di opere e infrastrutture realizzate dai francesi nella loro colonia. Quegli elenchi trovano riscontro nell\u2019articolo di Pons che ricorda 4.300 km. di ferrovie, una decina di aeroporti, quattro porti commerciali di livello internazionale, 70 mila km. di strade e piste, 31 centrali termiche o idroelettriche, 16 dighe, 34 fari, un numero enorme di tunnel, viadotti, ponti, edifici pubblici, scuole e tre grandi ospedali ad Algeri, Orano e Costantina: \u00abSi pu\u00f2 passare sotto silenzio la dilapidazione di questo patrimonio da parte del regime che si insediato nel 1962?\u00bb chiede Pons.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al netto delle ombre<\/strong>&nbsp;che ogni dominazione coloniale porta con s\u00e9, un dato in particolare colpisce e cio\u00e8 che per chiudere velocemente la partita con una guerra che non si voleva vincere anche perch\u00e9 anacronistica (la Francia aveva da poco perso anche l\u2019Indocina, cio\u00e8 il Vietnam, il Laos e la Cambogia) e costosa, il generale&nbsp;<strong>De Gaulle<\/strong>, presidente della Repubblica francese, concesse molto agli algerini con il celebre&nbsp;<strong>trattato di Evian<\/strong>&nbsp;del 18 marzo 1962. L\u2019origine dell\u2019attuale presenza in massa di algerini sul suolo francese nasce anche da quegli accordi che attribuivano agli ex coloniali di poter entrare e circolare liberamente in Francia e di poter portare con s\u00e9 le proprie famiglie. Ma De Gaulle concesse anche altro: due milioni di chilometri quadrati di deserto del Sahara francese ricchi di petrolio e gas. Di colpo il neonato stato algerino si trov\u00f2 con una superficie aumentata dell\u201980%. E da questa insperata ed enorme acquisizione nascono anche le tensioni col Marocco per il Sahara occidentale con la differenza che il Marocco ha una storia plurisecolare e qualche diritto in pi\u00f9 su quelle zone che l\u2019Algeria, senza alcun merito o diritto particolare, si \u00e8 vista finire tra le braccia poco pi\u00f9 di sessant\u2019anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non \u00e8 certo possibile ricostruire qui,<\/strong>&nbsp;dettagliatamente, i vari passaggi della storia dei rapporti tra Algeria e Francia. Ma un\u2019ultima cosa va detta a proposito della lunga guerra che, iniziata nel 1954, port\u00f2 alla fine del dominio coloniale francese nel 1962. E quello che va detto \u00e8 che la sconfitta francese fu dettata pi\u00f9 dalla politica interna transalpina che dalla forza dei \u201cpartigiani\u201d algerini del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) che la dura guerra di controguerriglia condotta dal generale&nbsp;<strong>Maurice Challe<\/strong>&nbsp;aveva messo alle corde tra il 1959 e il 1961. Alla fine delle ostilit\u00e0, infatti, i militanti del FLN e dell\u2019alleata Armata di Liberazione Nazionale (ALN) erano circa 10 mila: negli anni precedenti il fronte antifrancese aveva perso la bellezza di 26 mila uomini mentre altri 10.800 erano stati catturati. Sul fronte opposto c\u2019erano invece ben 220 mila algerini di religione musulmana schierati con le forze armate e con l\u2019amministrazione francese: erano i cosiddetti \u201charkis\u201d che, quando sfuggirono alla morte e alle persecuzioni dei \u201cvincitori\u201d, dovettero emigrare in massa in Francia con le loro famiglie. La propaganda di Stato ha in seguito indicato in almeno un milione e mezzo le vittime della guerra di liberazione algerina mentre una stima pi\u00f9 realistica riduce la cifra di due terzi: 500 mila morti, un numero &#8211; comunque enorme \u2013 che include i caduti di entrambe le parti (incluse alcune migliaia di civili europei) anche dopo la fine delle ostilit\u00e0 e l\u2019inizio delle inevitabili rappresaglie e vendette.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per quanti siano stati<\/strong>, quei morti algerini non sono stati gli ultimi. Tra gli anni Ottanta e i Novanta l\u2019ex colonia francese ha conosciuto rivolgimenti e guerre civili che hanno prodotto una lunga scia di sangue: lo scontro tra gli eredi del FLN (che nasce con un impronta \u201csovietica\u201d per il sostegno avuto dal KGB nel quadro della Guerra Fredda) alleati con i militari in opposizione alle formazioni islamiste ha causato, tra il 1992 e il 2002 tra le 150 mila e le 200 mila vittime. Uscito vincente dalla guerra civile, l\u2019attuale regime ha unito ad un giro di vite sulle libert\u00e0 civili il rilancio della polemica anti francese, utile come si \u00e8 detto a compattare il fronte interno e ottenere vantaggi economici per puntellare i bilanci statali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due gli strumenti principali, interconnessi tra loro, usati dal governo di Algeri: la manipolazione della Storia e l\u2019uso spregiudicato dei propri connazionali in Francia. L\u2019inchiesta del programma&nbsp;<em><strong>Compl\u00e9ment d\u2019enqu\u00eate<\/strong><\/em>&nbsp;di pochi giorni fa ha suscitato le ire di Algeri anche perch\u00e9 ha ricordato quanto i servizi di sicurezza francesi hanno rilevato pi\u00f9 volte e cio\u00e9 l\u2019intensa attivit\u00e0 dei servizi segreti algerini sul suolo transalpino, il peso della diaspora, l\u2019attivismo di influencer algerini sul web e la complicit\u00e0 di alcuni settori intellettuali e politici francesi che tradizionalmente si schierano apertamente con Algeri. Un esempio lo si \u00e8 avuto con le conclusioni della commissione storica mista franco-algerina istituita dal presidente francese&nbsp;<strong>Macron<\/strong>&nbsp;nel 2020 e affidata allo storico di origini algerine&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/5a7a2f83-eea2-4489-80a0-cbcc6144942e?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Benjamin Stora<\/a><\/strong>. Le conclusioni della commissione \u2013 con varie proposte pratiche che impegnavano, in modo diseguale ovviamente, entrambi i governi \u2013 sono rimaste lettera morta anche per le successive crisi politiche. Il caso pi\u00f9 recente di quella che Pons definisce&nbsp;<em>\u201calgerofilia benpensante\u201d<\/em>&nbsp;ha per protagonista&nbsp;<strong>Segolene Royal<\/strong>, ex candidata socialista all\u2019Eliseo, ex moglie dell\u2019ex presidente socialista&nbsp;<strong>Fran\u00e7ois Hollande<\/strong>, dallo scorso dicembre a capo dell\u2019Associazione Francia \u2013 Algeria. In questa veste&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/f0c18e61-e9c1-401e-83e7-4d6cc8125d05?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">si \u00e8 recata nei giorni scorsi ad Algeri<\/a><\/strong>&nbsp;\u2013 senza concordare il viaggio con il ministero degli Esteri di Parigi \u2013 per appianare le divergenze tra i due Stati. Una \u201cnormalizzazione\u201d che, secondo Royal, richiede&nbsp;<em>more solito<\/em>&nbsp;molti sforzi da parte della Francia: \u00abDobbiamo porre fine alle impuntature politiche, alle provocazioni e alla retorica divisiva di coloro che non vogliono che l\u2019Algeria vada avanti e che si rifiutano di riconoscere la sovranit\u00e0 nazionale algerina\u00bb. Parole dolci come il miele per il presidente Tebboune che ha ovviamente accolto cordialmente la Royal, felice di aver trovato un\u2019altra alleata nella infinita \u201cguerra dell\u2019informazione\u201d che \u00e8 anche \u201cguerra della memoria\u201d. Non a caso, tra le poche proposte pratiche avanzate dalla Royal c\u2019\u00e8 l\u2019immancabile richiesta alla Francia di restituire all\u2019Algeria \u201cbeni culturali e archivi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonte: <strong>\u201cE\u2019 la Storia bellezza\u201d,\u00a0la newsletter di storia e attualit\u00e0 di Fabio Andriola<\/strong>, <a href=\"https:\/\/storiainrete.substack.com\/\">https:\/\/storiainrete.substack.com\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un mondo dominato dall\u2019assurdo&nbsp;accade anche che dei tifosi dell\u2019Algeria, subito dopo una partita giocata in Marocco e vinta dalla loro nazionale contro il Burkina Faso nella prima fase della Coppa d\u2019Africa, festeggino rumorosamente in Francia \u2013 poich\u00e9 \u00e8 li che vivono in buon numero \u2013 e inveiscano non contro i rivali sportivi ma contro 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