{"id":47989,"date":"2026-05-28T16:32:20","date_gmt":"2026-05-28T14:32:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.destra.it\/home\/?p=47989"},"modified":"2026-05-28T16:32:22","modified_gmt":"2026-05-28T14:32:22","slug":"alain-de-benoist-riflessioni-sul-trumpismo-e-sul-declino-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.destra.it\/home\/alain-de-benoist-riflessioni-sul-trumpismo-e-sul-declino-americano\/","title":{"rendered":"Alain de Benoist\/ Riflessioni sul trumpismo (e sul declino americano)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andiamo subito all\u2019essenziale. L\u2019arrivo al potere di Donald Trump non \u00e8 uno dei tanti episodi della storia degli <strong>Stati Uniti<\/strong> e non \u00e8 soltanto una svolta. \u00c8 una rivoluzione di cui non tutti hanno ancora misurato l\u2019ampiezza e che ha gi\u00e0 comportato il disaccoppiamento tra l\u2019Europa e l\u2019America, l\u2019esplosione dell\u2019Alleanza Atlantica, la probabile fine della Nato, la messa in discussione del libero scambio, il crollo di un <strong>ordine internazionale<\/strong> fondato sulla democrazia liberale, sul diritto internazionale \u2013 questa \u201cinutile finzione\u201d evocata a Davos dal canadese <strong>Marc Carney<\/strong> \u2013 e sull\u2019ideologia dei diritti dell\u2019uomo, il che \u00e8 non poca cosa. Tanto pi\u00f9 che a tutto ci\u00f2 si \u00e8 accompagnata una vera e propria trasformazione dottrinaria. Non si tratta neanche di una parentesi destinata a richiudersi quando Trump lascer\u00e0 il potere. Ci vorr\u00e0 molto tempo per rincollare i pezzi rotti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le particolarit\u00e0 del trumpismo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trump \u00e8 un esempio notevole del <strong>carattere cesaristico<\/strong> delle forme di potere che Spengler considerava tipiche delle civilt\u00e0 in fase terminale. Questo cesarismo si \u00e8 messo sulla via del populismo, di cui tuttavia non \u00e8 un sinonimo. Il <strong>trumpismo <\/strong>non \u00e8 per\u00f2 un populismo come gli altri. Prima di tutto a causa della personalit\u00e0 caratteriale di <strong>Donald Trump<\/strong>, il cui narcisismo megalomane oggi non sfugge a nessuno. Manon bisogna cadere nell\u2019errore: il grizzly di Mar-a-Lago (126 stanze, 10.000 m<sup>2<\/sup>) \u00e8 spesso sorprendente, ma non \u00e8 affatto imprevedibile. Le sue intenzioni sono chiare, ed \u00e8 tanto pi\u00f9 facile conoscerle in quanto non perde un\u2019occasione per proclamarle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grande amante del <strong>golf<\/strong>, Trump \u00e8 anche un <strong>giocatore di Monopoli<\/strong>(\u201ccompro tre alberghi in via della Pace!\u201d) e un giocatore di poker. L\u2019<strong>arte del <em>deal<\/em><\/strong> alla quale fa appello \u00e8 prima di tutto un <strong>bluff<\/strong>. A partire dal vecchio metodo che consiste, per ottenere 500, nell\u2019iniziare a chiedere 1.000 minacciando nel contempo di esigere 5.000 (\u00e8 il principio stesso della sua guerra dei dazi doganali).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trump \u00e8 soprattutto convinto che nella vita tutto \u00e8 questione di <strong>rapporti di forza<\/strong>, il che non \u00e8 falso, ma anche che, purch\u00e9 ci si metta il prezzo, tutto \u00e8 in vendita (dalla striscia di Gaza alla Groenlandia), il che lo \u00e8 molto meno. Certo, molte cose sono in vendita, ma in talune circostanze ci sono, per il popolo, cose <em>non negoziabili<\/em>, perch\u00e9 sono cose dal valore esistenziale. L\u2019arricchimento non \u00e8 la risposta a tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si aggiunga che, in un momento in cui c\u2019\u00e8 chi sostiene che gli Stati Uniti non sono lontani dalla <strong>guerra civile<\/strong> (\u00e8 stato il tema di un film recente), \u00e8 importante constatare che Trump non tratta gli <strong>oppositori <\/strong>da avversari, ma da <strong>nemici<\/strong>. \u00c8 vero che lui stesso \u00e8 trattato da nemico da coloro che lo detestano. Risorge il vecchio concetto di \u00abnemico interno\u00bb, con tutto ci\u00f2 che implica in termini di brutalit\u00e0 e malafede (sostituire un\u2019intolleranza di sinistra con un\u2019intolleranza di destra e risuscitare il maccartismo non significa sicuramente difendere la \u00ablibert\u00e0 di espressione\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte alla multipolarit\u00e0 che si sta gradualmente imponendo nell\u2019ordine internazionale, Trump ha un atteggiamento ambiguo. Da una parte riconosce che gli Stati Uniti devono rinunciare ad atteggiarsi a gendarmi del mondo e non devono pi\u00f9 cercare di imporre le loro concezioni ideologiche al <em>rest of the world<\/em>, il che \u00e8 un punto essenziale, ma vuole anche continuare ad intervenire ovunque lo desidera ogni volta che i suoi interessi sono minacciati o semplicemente in gioco (sembra evidente, ad esempio, che intende porre il <strong>Medio Oriente<\/strong> sotto tutela americana). D\u2019altra parte, anche se condivide l\u2019idea che ovunque stiano imponendosi dei \u201cgrandi spazi\u201d sovranazionali, ne trae la convinzione di poter fare quello che vuole \u2013 ad esempio organizzare il rapimento del presidente in esercizio di uno Stato teoricamente sovrano (<strong>Nicolas Maduro<\/strong>) \u2013 in quello che chiama \u201c<strong>emisfero occidentale<\/strong>\u201c, vale a dire il continente americano. Ci\u00f2 significa che, anche se rinuncia a battere il mondo per cercarvi dei \u201cmostri da distruggere\u201d \u2013 per riprendere l\u2019espressione utilizzata nel luglio 1821 da <strong>John Quincy Adams<\/strong>, segretario di Stato di James Monroe \u2013, egli concepisce il ruolo di egemone regionale come un mezzo per sottrarre qualunque margine di autonomia alle diverse componenti del \u201cgrande spazio\u201d americano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come sta oggi il trumpismo?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019elettorato di base di Donald Trump \u00e8, come altrove, costituito da membri delle <strong>classi popolari<\/strong> e delle <strong>classi medie<\/strong> in rivolta contro una classe politica che li disprezza e li ignora: \u201cLa stessa collera sociale e identitaria, la stessa reazione alla deindustrializzazione e alla durezza della vita quotidiana, la stessa povert\u00e0, la stessa sensazione di emarginazione, la stessa esasperazione nei confronti dell\u2019ideologia <em>woke<\/em>, la stessa inquietudine nazionale, la stessa attesa delusa di considerazione e di rispetto da parte di coloro la cui vocazione politica \u00e8 di rappresentare e difendere queste classi popolari: la sinistra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I <strong>militanti Maga<\/strong> sono in maggior parte isolazionisti (accettano solo un \u201cinterventismo di sicurezza\u201d, cio\u00e8 interventi militari brevi, che non sfociano in un logoramento). Il grosso della truppa si richiama ad un nazionalismo di tipo jacksoniano. Vi si trovano paleoconservatori dell\u2019<em><strong>America First<\/strong><\/em>, vicini nel recente passato a Pat Buchanan, Rusch Limbaugh o Samuel T. Francis. Quest\u2019ultimo parlava in nome delle \u201cclassi medie bianche post-borghesi\u00bb, che subiscono disprezzo e continua proletarizzazione da parte delle \u00e9lites economiche e culturali, e consigliava loro di adottare una posizione di rottura: \u201cNoi non ci battiamo per la conservazione\u201d, diceva, \u00abma per il rovesciamento\u201d. Soltanto una frangia radicale, attivistica, spesso complottista e maschilista (gli \u201copliti sotto steroidi\u201d di cui parla Eug\u00e9nie Bastie) si richiama apertamente al razzismo o al suprematismo. Ci\u00f2 che si trova di pi\u00f9 specificamente americano in questo ambiente \u00e8 la venerazione del capitalismo (vero punto cieco), l\u2019attaccamento ad un \u201cgoverno limitato\u201d e la forte presa dei culti religiosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019 <strong>atmosfera religiosa<\/strong> \u2013 pi\u00f9 esattamente biblica \u2013 del populismo trumpiano \u00e8 in effetti uno dei tratti che lo distinguono dalla maggior parte degli altri populisti. Oltreoceano i nazionalisti cristiani (ai quali bisogna aggiungere i \u201csionisti cristiani\u201d) si suddividono in tre correnti principali: gli<strong> evangelici \u201cdominionisti\u201d<\/strong>, i <strong>pentecostali della Riforma apostolica<\/strong> e i <strong>cattolici integralisti<\/strong>, tutti egualmente convinti che la societ\u00e0 debba essere governata da persone elette da Dio. I due primi gruppi, inoltre, ritengono che l\u2019intera vita culturale e sociale degli Stati Uniti debba essere conforme alle prescrizioni della Bibbia, cos\u00ec come loro la interpretano (\u201c<em>All of Christ for All of Life<\/em>\u201c).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la fedelt\u00e0 incondizionata che i suoi elettori tributano a Donald Trump, che va molto al di l\u00e0 dei limiti abituali del sostegno politico, ha una <strong>coloritura religiosa<\/strong>, se non <strong>settaria<\/strong>. Essa \u00e8 stata confermata da due notevoli studi empirici, il primo concepito nel 2021, il secondo che si \u00e8 avvalso dei dati dell\u2019American National Election Study, i cui risultati sono stati pubblicati su \u201c<em>Political Psychology<\/em>\u201d nel gennaio 2026. Queste inchieste mostrano che l\u2019attaccamento personale a Trump, che pu\u00f2 giungere fino ad un vero e proprio culto della personalit\u00e0, non dipende praticamente da nessun atto oggettivo ma poggia su un\u2019adesione quasi religiosa (ripulsa spontanea di qualunque critica, credenza nell\u2019infallibilit\u00e0 del leader, visto come l\u2019unico salvatore possibile). Contrariamente a quanto si sarebbe potuto pensare, n\u00e9 l\u2019ansia n\u00e9 la chiusura alle idee nuove consentono di spiegarlo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cattolici e tecno-futuristi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano intellettuale, Trump gode inoltre del sostegno pi\u00f9 o meno pronunciato di due alleati, comodi o scomodi, che non hanno granch\u00e9 in comune: da un lato i cattolici \u00abpost-liberali\u00bb, dall\u2019altro i tecno-futuristi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ha detto Gene Zubovich, ricercatore dell\u2019Universait\u00e0 di Toronto, <strong>nel mondo trumpiano \u00abgli evangelici forniscono i voti, i cattolici la materia grigia\u00bb.<\/strong> I cattolici post-liberali si caratterizzano per la loro ripulsa delle idee illuministe e per l\u2019accento che mettono sul concetto di bene comune. Essi hanno molto influenzato il vicepresidente <strong>J.D. Vance.<\/strong> I due loro principali esponenti sono il costituzionalista Adrian Vermeire, professore a Harvard, e Patric Deneen, professore all\u2019Universit\u00e0 Notre-Dame, autore di <em>Perch\u00e9 il liberalismo \u00e8 fallito <\/em>(2020), ma si possono citare anche Sohrab Ahmari, Edwin Aponte e Matthew Schmitz, fondatore della webzine \u00abCompact\u00bb. Il loro merito principale \u00e8 di criticare il liberalismo, cosa che non \u00e8 frequente negli Stati Uniti, e di non limitarsi ad una critica meramente difensiva. Vermeire, capovolgendo la tradizione americana su questo punto, non esista a perorare l\u2019intervento dello Stato per rimodellare la societ\u00e0 e a contrapporre all\u2019individualismo un \u00abcostituzionalismo del bene comune\u00bb. Il loro principale limite \u00e8 di non apportare granch\u00e9 a questa critica, cos\u00ec come \u00e8 stata da molto tempo teorizzata in Europa (Vermeire si basa molto sulla tradizione giuridica ereditata dall\u2019Antichit\u00e0 e cita anche Carl Schmitt) e di astenersi dall\u2019estenderla al sistema capitalista, che pure gli \u00e8 consustanzialmente legato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I tecno-futuristi della Silicon Valley, la cui dottrina \u00e8 una miscela di escatologia messianica e di tecnologia vicina alla fantascienza, costituiscono ovviamente un ambiente del tutto diverso. Sognando l\u2019immortalit\u00e0, la post-umanit\u00e0 e un folle prometeismo, sono per molti versi in totale rottura con l\u2019elettorato MAGA, che non ama l\u2019eccesso. Eleon Musk ne fa parte, ma i suoi esponenti pi\u00f9 conosciuti sono Curtis Yavin, Peter Thiel, Nick Land, Mark Andreessen e Vivek Ramaswamy.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Costoro non credono ai diritti dell\u2019uomo, ma non sono interessati nemmeno al popolo. Profondamente influenzati dal pensiero libertario (o anarcocapitalista), <strong>vogliono farla finita con la democrazia affidandosi alla tecnologia. <\/strong>Significativamente, negano per ci\u00f2 la specificit\u00e0 (e il primato) del politico. La grande idea di Curtis Yarvin \u00e8 che, per aver ragione della religione progressista (la \u00abCattedrale\u00bb), occorre sostituire la democrazia con una tecno-monarchia, diretta da un re Amministratore delegato, accordando nel contempo a ciascuno il diritto di rompere con lo Stato cos\u00ec come un consumatore si distacca da una marca o da un servizio. Secondo lui, \u00abgli Stati Uniti sono solo un\u2019impresa. Non \u00e8 un contratto mistico trasmesso di generazione in generazione [\u2026] Il regno \u00e8 una propriet\u00e0 dell\u2019impresa e l\u2019insieme \u00e8 una sorta di progetto immobiliare su larga scala\u00bb (<em>sic<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un\u2019ottica simile, il britannico Nick Land, inventore dell\u2019espressione <em>Dark Enlightenment <\/em>(Illuminismo oscuro), si fa teorico dell\u2019 \u00abaccelerazionismo\u00bb, ovvero dell\u2019idea che occorre spingere a fondo tutti i cursori del capitalismo e dell\u2019innovazione tecnologico, anche a costo di correre il rischio di arrivare alla distruzione dell\u2019umanit\u00e0<sup>5<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Peter Thiel,<\/strong> che Chantal Delsol ha invitato a prendere la parola a Parigi lo scorso 26 gennaio, sotto l\u2019egida dell\u2019Accademia delle scienze morali e politiche, \u00e8 invece ossessionato dall\u2019Apocalisse. Anche questo miliardario, cofondatore del sistema Paypal, che \u00e8 stato uno dei primi boss della tech a schierarsi con Donald Trump nel 2016, \u00e8 un libertario dichiarato che colloca i diritti individuali al di sopra di tutto e <strong>predica un capitalismo totalmente deregolato<\/strong>. Teme di veder emergere dalla rivoluzione tecnologica in corso l\u2019Anticristo, ma pensa anche che una nuova religione, anch\u2019essa fondata sulla tecnologia, consentir\u00e0 di porvi rimedio<sup>6<\/sup>. Nel luglio 2018 ha dichiarato: \u00abSiamo impegnati in una corsa all\u2019ultimo respiro tra la politica e la tecnologia. La sorte del nostro mondo dipende da un solo individuo, da una persona, che sar\u00e0 capace di costruire e diffondere strumenti tecnologici che favoriscano la libert\u00e0 [<em>sic<\/em>] e consentano un mondo pi\u00f9 sicuro per l\u2019espansione del capitalismo\u00bb. \u00abEviteremo l\u2019Armageddon instaurando uno Stato mondiale dotato di un vero potere, abbastanza forte da sottrarci alle grinfie dell\u2019Anticristo\u00bb, dichiara oggi. Soltanto l\u2019intelligenza artificiale sarebbe in grado di salvare l\u2019umanit\u00e0. Inoltre, Peter Thiel si dichiara \u00abcontrario all\u2019ideologia dell\u2019inevitabilit\u00e0 della morte\u00bb (<em>sic<\/em>). \u00abNoi pensiamo che non esista alcun problema materiale che non possa essere risolto con pi\u00f9 tecnologia\u00bb, scrive Marc Andreessen nel suo <em>Manifesto tecno-ottimista<\/em>. Siamo piuttosto lontani dal populismo trumpiano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come comportarsi con Trump?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che atteggiamento va adottato nei confronti di Donald Trump? Per le destre trumpiste europee, ovviamente, grande \u00e8 la tentazione di celebrare i successi di Trump immaginando che siamo i loro (cos\u00ec come si sono identificati con i soldati di Tsahal impegnati nella pulizia etnica della striscia di Gaza perch\u00e9 avrebbero voluto assistere allo stesso spettacolo nelle <em>banlieues<\/em>). La loro convinzione \u00e8 che Trump mostra l\u2019esempio: realizza negli Stati Uniti quel che si deve fare anche in Europa, il che fa di lui contemporaneamente un mentore, un esempio e un alleato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una visione tanto miope quanto ingenua. I <strong>trumpisti europei<\/strong>, a quanto pare, non hanno capito che lo slogan <em>Make America Great Again<\/em> riguarda esclusivamente l\u2019America e non il resto del mondo. Non hanno compreso che l\u2019America non \u00e8 necessariamente interessata a che l\u2019Europa ritrovi la sua grandezza, e che neanche l\u2019Europa \u00e8 necessariamente interessa a che l\u2019America ritrovi la sua, per il buon motivo che i loro interessi sono strutturalmente diversi, se non opposti \u2013 e perch\u00e9 l\u2019Europa pu\u00f2 ridiventare una potenza solo a condizione di cessare di essere vassalla degli americani. Americani ed europei possono pure vantarsi, sia gli uni che gli altri, di \u201cdifendere il proprio Paese\u201d; ma devono anche rendersi conto che non si tratta dello stesso paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se le <strong>destre <\/strong>che oggi lo sostengono giungessero al potere in Europa, \u00e8 assai probabile che Trump non ne sarebbe affatto contento. Oggi pu\u00f2 anche vantare i meriti di Giorgia Meloni, dell\u2019AfD, di Vox o di Marine Le Pen, ma pi\u00f9 di ogni altra cosa teme l\u2019ascesa di un\u2019Europa-potenza che per lui sarebbe inevitabilmente una rivale. Se l\u2019Europa riuscisse a porre fine alla \u00abcancellazione come civilt\u00e0\u00bb che oggi egli denuncia con gran strepito, si pu\u00f2 scommettere che non ne sarebbe altrettanto affascinato. Perch\u00e9 \u00e8 nell\u2019interesse degli Stati Uniti vedere l\u2019Europa impotente e divisa. Al limite, \u00abc\u2019\u00e8 un reale pericolo che attori americani tentino di utilizzare il populismo di destra europeo come vettore di una rinnovata vassallizzazione\u00bb (Bruno Wolters). \u00abIl pericolo di vedere Donald Trump seppellire la destra europea invece di spingerla sul proscenio \u00e8 ben reale\u00bb, aggiunge David Engels<sup>7<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contro l\u2019Europa, con o senza Trump<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con o senza Trump, gli americani cercheranno sempre di emarginare un\u2019Europa che in fondo detestano, perch\u00e9 \u00e8 in un certo senso il padre che hanno ripudiato e incarna il loro senso di colpa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo progetto di sicurezza nazionale (<em><strong>National Security Strategy<\/strong>)<\/em>pubblicato lo scorso 4 dicembre dalla Casa Bianca, documento storico in cui l\u2019amministrazione Trump espone senza fronzoli l\u2019intenzione di regnare grazie alla forza (e non con il pretesto di far avanzare \u201cla libert\u00e0 e la democrazia\u201d), occupa solo 33 pagine. L\u2019Europa vi \u00e8 relegata a pagina 29. Vi si legge che l\u2019Europa \u00e8 \u201cstrategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti\u201d, il che significa che deve essere mantenuta in stato di dipendenza, perch\u00e9 per loro \u00e8 un ostacolo economico, ideologico e politico. I paesi europei, agli occhi di Trump, sono solo \u201cgiocattoli gettabili\u201d (Stephen Holmes).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, \u00e8 assolutamente vero che l\u2019Europa, bench\u00e9 sia ancora la prima potenza commerciale mondiale, \u00e8 oggi la grande malata della scena internazionale. Gli europei non hanno la bench\u00e9 minima idea di quale potrebbe essere il destino dell\u2019Europa: la parola \u201cdestino\u201d per loro non ha senso. Ma come potrebbero riscoprire la loro sovranit\u00e0 continuando ad essere dipendenti dagli Stati Uniti in tutti gli ambiti? Non \u00e8 andando a prendere ordini a Washington che comprenderanno che, come afferma John Mearsheimer, \u201csullo scenario internazionale \u00e8 meglio essere Godzilla che Bambi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019analista Christian Saint-Etienne ricorda che \u201cle principali offensive condotte contro la Francia nel corso degli ultimi cinquant\u2019anni non provengono n\u00e9 dalla Cina n\u00e9 dalla Russia ma dagli Stati Uniti: isolamento diplomatico dopo il rifiuto di partecipare alla guerra in Iraq, spionaggio industriale, multe esorbitanti alle grandi banche francese, acquisizione di Alstom, vicenda dei sottomarini australiani, per citare solo alcuni esempi. Trump agisce in realt\u00e0 come tutte le amministrazioni americane recenti, ma lo fa allo scoperto, contrariamente a Biden o a Obama. <strong>Se i nostri governanti non capiscono che gli americani non sono nostri amici, la loro stupidit\u00e0 \u00e8 illimitata\u201d.<\/strong> Sottolineando \u201cil disdegno mostruoso che Donald Trump manifesta non solo verso le \u00e9lites europee (che se lo sono sicuramente meritate) ma anche verso gli interessi europei\u201d, David Engels scrive: \u201cQuesta umiliazione proviene, in fondo, dal disprezzo totale di Donald Trump per tutto ci\u00f2 che potrebbe limitare l\u2019influenza e la potenza americane: non c\u2019\u00e8 posto per un\u2019Europa fiera e autonoma nel sistema Maga\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non dimentichiamoci, poi, che Donald Trump non \u00e8 il simbolo di un\u2019<strong>America trionfante<\/strong>, ma il rappresentante di un\u2019<strong>America sull\u2019orlo del declino<\/strong>. Nello slogan <em>Make America Great Again<\/em>, la parola pi\u00f9 importa \u00e8 <em>again<\/em>: si tratta di ridare all\u2019America un vigore che non ha pi\u00f9. La percentuale degli Stati Uniti nell\u2019economia mondiale \u00e8 passata dal 40% degli anni Cinquanta al 25% odierno. Gli Stati Uniti continuano ad essere la principale potenza militare del mondo, <strong>ma il loro esercito non ha mai ottenuto una sola vittoria dal 1945.<\/strong> La loro societ\u00e0 \u00e8 al limite dell\u2019implosione e la dedollarizzazione dell\u2019economia mondiale, annunciata da tempo, sembra essere iniziata davvero. Questo declino \u00e8 stato efficacemente descritto da <strong>Emmanuel Todd<\/strong> nel suo libro <em><strong>La sconfitta dell\u2019Occidente<\/strong> <\/em>del 2024. Il saggista J\u00e9r\u00e9mie Gallon, autore di un libro su Henry Kissinger, dichiara oggi: \u201cSiamo stati umiliati e resi vassalli dalla potenza che consideravamo il pi\u00f9 stretto alleato. Il tempo della cecit\u00e0 \u00e8 terminato. Non abbiamo pi\u00f9 altra scelta se non stabilire un rapporto di forza con gli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un sondaggio Ifop, realizzato alla met\u00e0 di gennaio 2026l 51%, risuona da questo punto di vista come un tuono: il 51% dei francesi ritiene ormai che gli Stati Uniti costituiscano una minaccia militare per la Francia, e il 42% considera gli Stati Uniti un \u201cPaese nemico\u201d. Questo ribaltamento \u00e8 spiegato, certo, dall\u2019antitrumpismo, ma \u00e8 prima di tutto la conseguenza della rottura storica intervenuta all\u2019interno dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cChi oggi difende Donald Trump si colloca da solo nel campo del nemico\u201d<\/strong>, ha recentemente dichiarato Alexandre de Galzain sul sito della rivista <em>\u00c9l\u00e9ments<\/em> (3 febbraio 2026). Forse \u00e8 eccessivo, ma \u00e8 anche una reazione salutare agli ingenui deliri delle destre trumpiane in Europa, sempre prigioniere del mito dell\u2019\u201cuomo provvidenziale\u201d. \u201cDa quando\u201d, aggiunge egli peraltro, \u201cgli Stati Uniti in buona salute sono una buona notizia per gli interessi europei e francesi?\u201d. In effetti, questa \u00e8 la vera domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 non significa che non ci sia niente di positivo in Donald Trump. Tutt\u2019altro. Egli ha il merito di mettere le cose a nudo. Spoglia la vita politica e i rapporti internazionali della maschera deformante dell\u2019<strong>ipocrisia<\/strong>. Facendo vedere che i rapporti di forza prevalgono sulle <strong>astratte considerazioni moraleggianti<\/strong>, fa ritorno alla concretezza, fa ritorno alla realt\u00e0. Ricordando che l\u2019essenza dell\u2019azione governativa \u00e8 la decisione, e non la discussione perpetua, si dimostra un realista, il che non \u00e8 poca cosa. Lo si pu\u00f2 approvare quando adotta una politica migratoria imperniata sulla remigrazione, quando reagisce violentemente contro il progressismo woke, quando si dichiara pronto a \u201cprosciugare la palude\u201d e cos\u00ec via. Ci si pu\u00f2 appoggiare a quello che fa per mostrare che alcune cose che si presumevano impossibili in realt\u00e0 sono assolutamente possibili. Ma tutto ci\u00f2 non implica l\u2019accettare di esserne vassalli. Detta con altre parole, non si potr\u00e0 fare \u201ccome Trump\u201d se non facendolo anche <em>contro<\/em> di lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alain de Benoist<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo tratto dal numero 391 (maggio-giugno) di Diorama.&nbsp;<em>Per abbonarsi alla rivista&nbsp;<strong>Diorama Letterario<\/strong>&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro<\/strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506<\/strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;<\/strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506<\/strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com<\/strong>&nbsp;per comunicare l\u2019indirizzo al quale si vorr\u00e0 ricevere la rivista.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andiamo subito all\u2019essenziale. 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