{"id":48397,"date":"2026-06-21T13:39:48","date_gmt":"2026-06-21T11:39:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.destra.it\/home\/?p=48397"},"modified":"2026-06-21T13:41:32","modified_gmt":"2026-06-21T11:41:32","slug":"enigmi-storici-le-tre-morti-di-vincent-van-gogh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.destra.it\/home\/enigmi-storici-le-tre-morti-di-vincent-van-gogh\/","title":{"rendered":"Enigmi storici. Le tre morti di Vincent Van Gogh"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vincent Van Gogh<\/strong>&nbsp;\u00e8 stato sicuramente uno dei pittori pi\u00f9 ammirati e influenti della storia della pittura anche se ha vissuto solo 37 anni, tutti spesi nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento. E\u2019 l\u2019autore dei<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/7e4f9e95-60c6-472f-81a7-0bfca9937588?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">&nbsp;Girasoli<\/a><\/strong><\/em>, della&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/22fad549-dc39-4000-8be7-50c73e1584a1?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Notte Stellata<\/a><\/strong><\/em>, della&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/711edfa2-630e-4005-be2e-87aead61e185?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">famosa sedia<\/a><\/strong>&nbsp;e di un meno famoso&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/6dc65585-2e47-4bc3-a97a-0936c98431ae?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">autoritratto<\/a><\/strong><\/em>: e sono solo alcune delle tantissime opere che Vincent ha prodotto nonostante una malattia mentale che, secondo la storia ufficiale, lo avrebbe condotto al suicidio nell\u2019estate 1890. Ma il grande pittore \u00e8 morto davvero suicida?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a class=\"image-link\" href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/8a9f5782-cc1c-4e9a-be30-e8070b60d510?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/$s_!rvf2!,w_1100,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F741374d0-cfbf-45f1-a5ea-d2ca6f05ae5b_1394x480.jpeg\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/09ce8cfa-1a33-40b5-b7da-b71b20170567?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Ascolta la nuova serie di podcast di Storia In Rete cliccando qui<\/a><\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Capita che per sentire urlare \u201cIl Re \u00e8 nudo\u201d<\/strong>&nbsp;si debba attendere l\u2019arrivo di qualche storico non accademico. E\u2019 quello che sta accadendo, a cavallo tra storia dell\u2019arte e criminologia, per \u00abil pi\u00f9 grande caso di omicidio irrisolto e la pi\u00f9 grande operazione di insabbiamento del mondo dell\u2019arte\u00bb. Parole forti che, dall\u2019alto dei suoi 85 anni, il dottor&nbsp;<strong>Irv Arenberg<\/strong>, medico in pensione (specializzazione in otorinolaringoiatria, fatto non secondario come si vedr\u00e0) non ha paura di ribadire ogni volta che gliene si presenta l\u2019occasione. Arenberg vive in Arizona, negli Stati Uniti, ma da quasi tutta la vita cuore e testa stanno in Olanda, terra d\u2019origine dell\u2019uomo a cui questo anziano medico si \u00e8 dedicato fin dalla giovinezza: Vincent van Gogh, appunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Arenberg si \u00e8 imbattuto in van Gogh<\/strong>&nbsp;quando era ragazzo, negli anni Cinquanta, e da allora non si sono pi\u00f9 lasciati. Si potrebbe dire che da sessant\u2019anni Vincent \u00e8 il suo migliore amico oltre che il pi\u00f9 affezionato dei suoi pazienti. Sicuramente \u00e8 la pi\u00f9 ossessionante tra le sue ossessioni al punto che questo medico statunitense che si \u00e8 trasformato in un piccolo Poirot, convinto che la fine del suo idolo nasconda un grande mistero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/e4013bb1-6f31-41eb-8178-2d134fcf9dfb?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Arenberg ha scritto due libri<\/a><\/strong>&nbsp;sugli ultimi giorni di van Gogh senza per\u00f2 trascurare gli anni precedenti. Prima di arrivare al giorno della morte, Arenberg ha infatti \u201cvisitato a distanza\u201d il suo paziente preferito. E non si \u00e8 trattato di due operazioni indipendenti perch\u00e9 si \u00e8 sempre ritenuto che il suicidio di van Gogh abbia avuto come premessa i vari disturbi di salute del pittore che avevano finito per comprometterne l\u2019equilibrio psicologico. Arenberg pensa invece che l\u2019artista non soffrisse di epilessia, come affermato all\u2019epoca dal suo medico, ma piuttosto era affetto dalla&nbsp;<em><strong>sindrome di M\u00e9ni\u00e8re<\/strong><\/em>, una malattia dell\u2019orecchio interno che pu\u00f2 causare vertigini (sintomo in effetti denunciato a pi\u00f9 riprese da van Gogh) e acufene, cio\u00e9 un ronzio persistente nelle orecchie. La sindrome di M\u00e9ni\u00e8re, per Arenberg, pu\u00f2 spiegare ad esempio il famoso gesto di autolesionismo messo in atto dal pittore il 23 dicembre 1888, quando con un rasoio si amput\u00f2 il lobo dell\u2019orecchio sinistro. Un episodio chiave della sua biografia perch\u00e9, nell\u2019opinione corrente, viene considerato come un\u2019anticipazione del suicidio di un anno e mezzo dopo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.destra.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/b7698831-5879-46ba-9502-e4c34791ba71_570x291.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"570\" height=\"291\" src=\"https:\/\/www.destra.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/b7698831-5879-46ba-9502-e4c34791ba71_570x291.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-48400\" srcset=\"https:\/\/www.destra.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/b7698831-5879-46ba-9502-e4c34791ba71_570x291.jpg 570w, https:\/\/www.destra.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/b7698831-5879-46ba-9502-e4c34791ba71_570x291-300x153.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al suo ultimo giorno, Vincent era arrivato<\/strong>&nbsp;dopo vari ricoveri in ospedali psichiatri preceduti da altrettante gravi crisi durante le quali perdeva conoscenza, aveva allucinazioni, mangiava vernice e altro ancora. Del resto, alla fine del XIX secolo l\u2019epilessia poteva talvolta essere una diagnosi onnicomprensiva. Ogni specialista moderno ritiene che l\u2019artista abbia sofferto di una malattia nel proprio ambito. Gli psichiatri sono convinti che fosse bipolare. Il chimico ipotizza che avesse avuto un avvelenamento da piombo dovuto ai pigmenti dei suoi dipinti. Il chirurgo otorinolaringoiatra ritiene che avesse la sindrome di M\u00e9ni\u00e8re. Sia come sia, dopo l\u2019ultima dimissione dal manicomio nella primavera 1890, van Gogh si ritir\u00f2 in un piccolo villaggio non lontano da Parigi:&nbsp;<strong>Auvers-sur-Oise<\/strong>. Nonostante l\u2019assistenza e l\u2019amicizia del dottor&nbsp;<strong>Paul-Ferdinand Gachet<\/strong>, medico e pittore dilettante oltre che amico di molti artisti, van Gogh nei suoi ultimi mesi non era comunque del tutto sereno anche se lavorava in modo frenetico, realizzando quasi un quadro al giorno. Poi, il 27 luglio 1890, secondo la storia ufficiale, mentre era in un campo di grano, decise di spararsi un colpo di pistola all\u2019addome. Si fer\u00ec solamente e riusc\u00ec a tornare alla locanda dove alloggiava: si butt\u00f2 sul letto e l\u00ec trascorse le sue ultime 30 ore. Una lunga agonia che Arenberg ha studiato nei dettagli anche se non \u00e8 il primo a sospettare che dietro la morte del grande pittore olandese si nasconda un mistero: i dubbi circolano almeno dagli anni Cinquanta ma \u00e8 soprattutto dal 2011 che hanno preso sostanza grazie alle ricerche di due Premi Pulitzer americani&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/a06c14df-7022-4c66-b175-6666a0529795?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Steven Naifeh<\/a><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/059573a8-e431-42f6-a240-fdef9dbc45af?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Gregory White Smith<\/a><\/strong>, autori di una&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/82e9057d-46d4-4738-a898-140de0932415?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">biografia di van Gogh<\/a><\/strong>&nbsp;in cui hanno apertamente sostenuto che l\u2019artista fu ucciso accidentalmente da un ragazzo che giocava col fratello con una pistola in quello stesso campo. Secondo questi due autori, Vincent \u2013 che era depresso e consapevole dei guai in cui sarebbero incorsi i ragazzi &#8211; non avrebbe rivelato a nessuno la circostanza, lasciando credere di essersi sparato da solo. Arenberg sostiene per\u00f2 che Naifeh e White Smith hanno seguito una pista sbagliata e propone la \u201csua verit\u00e0\u201d che, prevede una complicit\u00e0 finale di van Gogh, deciso comunque a non far emergere la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Su un punto le tesi dei sostenitori della pista alternativa concordano<\/strong>: siamo proprio sicuri sicuri che van Gogh volesse suicidarsi? Arenberg pensa che sia strano il fatto che van Gogh, prolifico scrittore di lettere, non abbia lasciato neanche un biglietto d\u2019addio. E nessuno dei testimoni della sua morte not\u00f2 una bruciatura da polvere da sparo sulla pelle del pittore, cosa che dovrebbe essere evidente in caso di colpi esplosi a bruciapelo. Anche la possibile traiettoria della pallottola risulta poco credibile se messa in relazione ad un colpo d\u2019arma da fuoco autoinflitto. Inoltre, non ci sono segnali evidenti di uno stato psichico incline all\u2019autolesionismo: depresso s\u00ec, aspirante suicida forse no. Anche perch\u00e9, fa notare Arenberg, in quei giorni di fine agosto van Gogh stava lavorando intensamente e aveva appena ordinato nuovi colori. Segno che pensava di dipingere ancora\u2026 Ma allora cosa pu\u00f2 essere accaduto?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Arenberg sospetta<\/strong>&nbsp;che l\u2019artista fosse stato coinvolto in una relazione amorosa con&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/b27f1712-ec14-46d7-a0cd-1c5aa677f681?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Marguerite&nbsp;<\/a><\/strong>la figlia ventenne del Dr. Gachet. Non a caso sono noti almeno&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/d1df1cda-7366-4482-8684-2de7f027142d?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">due ritratti della ragazza<\/a><\/strong>&nbsp;fatti da Vincent anche se, secondo Arenberg, anche altri tre ritratti di donna fatti dal pittore sarebbero da mettere in relazione con Marguerite. L\u2019amore tra la giovane e van Gogh non sarebbe stato ben visto n\u00e9 dal padre di lei, il dottor Gachet, n\u00e9 dal fratello della ragazza. Ad aggravare la situazione c\u2019era che, oltre ad una scontata gelosia, i due Gachet erano, sempre secondo Arenberg, dei \u00absociopatici malvagi, depressi e mentalmente instabili\u00bb oltre che fortemente sospettati di essersi impossessati di varie opere di van Gogh. In particolare, dice Arenberg, il dottor Gachet era molto eccentrico: membro della Mutual Autopsy Society, collezionava maschere mortuarie di assassini ghigliottinati e raccoglieva le ossa umane che emergevano, grazie all\u2019erosione del terreno, da un cimitero vicino. Non \u00e8 un caso quindi che Gachet abbia fatto un ritratto, molto rozzo, di van Gogh sul letto di morte: \u00ab\u00c8 pi\u00f9 malato di me\u00bb, avrebbe confidato il pittore al fratello Theo in una lettera mai spedita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quindi come sarebbero andate le cose?<\/strong>&nbsp;Arenberg ha pochi dubbi: dopo che van Gogh aveva comunicato a Gachet i suoi piani di matrimonio con Marguerite, il medico e suo figlio lo affrontarono fuori da un fienile vicino a un campo di grano. I tre uomini litigarono, poi uno dei due Gachet estrasse una pistola e spar\u00f2 all\u2019artista. Il Dr. Gachet, che fu poi chiamato a curare il ferito, riusc\u00ec a far passare la teoria del tentato suicidio con l\u2019appoggio dello stesso van Gogh che volle cos\u00ec proteggere Marguerite. \u201cFu un delitto d\u2019onore\u201d, dice Arenberg il quale per\u00f2 non trova molti sostenitori nel mondo dei critici d\u2019arte e degli appassionati di van Gogh. Praticamente nessuno storico dell\u2019arte da credito all\u2019ipotesi dell\u2019omicidio, ipotesi che gli studiosi hanno variamente liquidato come \u201cfolle\u201d, \u201cteoria del complotto\u201d e \u201cal limite della frode\u201d, ma che ha catturato l\u2019immaginazione del pubblico.&nbsp;<strong>Wouter van der Veen<\/strong>, fondatore della&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/6f08c077-f0d1-432e-ad16-3c2cf9eaa2d4?j=eyJ1IjoiNTd4ZGQxIn0.TAiuPwdElvSX69voLXtv0Deo5Pe5iYJAPqApaNqzWDc\">Van Gogh Academy<\/a><\/strong><\/em>, ha dichiarato che \u00abogni giorno devo avere a che fare con persone che vengono dopo le lezioni o che scrivono e-mail a me e ai miei colleghi accusandoci di aver nascosto la verit\u00e0, come se volessimo insabbiare l\u2019omicidio\u00bb. Secondo van der Veen in realt\u00e0 \u00abnon c\u2019\u00e8 una sola ragione per credere che Van Gogh non si sia suicidato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come per ogni enigma che si rispetti<\/strong>&nbsp;c\u2019\u00e8 sempre chi \u00e8 pronto a giurare che non c\u2019\u00e8 mai stato nessun mistero da svelare: la stragrande maggioranza degli storici dell\u2019arte infatti accusa i teorici dell\u2019omicidio di van Gogh di aver selezionato le prove con cura e di non aver verificato le proprie fonti. Ad esempio, l\u2019adolescente che Naifeh e White Smith indicano come l\u2019involontario assassino di van Gogh, ha affermato di aver lasciato Auvers pochi giorni prima della morte del pittore. E Marguerite poi non era certo il tipo di van Gogh, dicono gli esperti: aveva 17 anni meno di lui, mentre van Gogh aveva una storia di relazioni con donne di quasi dieci anni pi\u00f9 grandi; non a caso aveva scritto a un amico che gli piacevano le donne \u201cconsumate dalla vita\u201d. Non basta: Gachet padre e figlio, lungi dal prendere le distanze dalla famiglia van Gogh dopo la morte dell\u2019artista, come ci si sarebbe aspettato se l\u2019avessero ucciso, si mostrarono molto affezionati alla memoria di Vincent. Il Dr. Gachet fu visto singhiozzare cos\u00ec tanto durante il suo elogio funebre che riusc\u00ec a dargli solo un addio molto confuso e trascorse il resto della sua vita lavorando a un libro mai realizzato sull\u2019artista. Suo figlio invece lasci\u00f2 in eredit\u00e0 del denaro alla citt\u00e0 di Auvers perch\u00e9 ci si prendesse cura in perpetuo della tomba di van Gogh.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.destra.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/OIP-1-4.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"320\" height=\"180\" src=\"https:\/\/www.destra.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/OIP-1-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-48401\" style=\"width:613px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.destra.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/OIP-1-4.jpg 320w, https:\/\/www.destra.it\/home\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/OIP-1-4-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come sempre per\u00f2<\/strong>, lo scontro tra ortodossi e revisionisti ha un effetto comunque positivo perch\u00e9 costringe entrambi i fronti a riconsiderare le prove e a portare alla luce aspetti della personalit\u00e0 di van Gogh che aggiungono sfumature alla sua vita, complicando il ritratto stereotipato del pittore: insomma non solo un disperato, misantropo instabile e asociale, che stendeva colori su una tela escludendo tutto il resto. Invece oggi sappiamo che van Gogh amava ridere, stringeva subito amicizia con tutti, si mostrava protettivo nei confronti del fratello Theo e della sua famiglia ed era dolce con i bambini. Detto questo, sui due fronti contrapposti, ognuno resta della propria opinione, senza reali possibilit\u00e0 di trovare un punto di incontro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonte: <strong>\u201cE\u2019 la Storia bellezza\u201d,\u00a0la newsletter di storia e attualit\u00e0 di Fabio Andriola<\/strong>, <a href=\"https:\/\/storiainrete.substack.com\/\">https:\/\/storiainrete.substack.com\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincent Van Gogh&nbsp;\u00e8 stato sicuramente uno dei pittori pi\u00f9 ammirati e influenti della storia della pittura anche se ha vissuto solo 37 anni, tutti spesi nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento. 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