{"id":48515,"date":"2026-06-28T13:49:00","date_gmt":"2026-06-28T11:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.destra.it\/home\/?p=48515"},"modified":"2026-06-28T13:50:06","modified_gmt":"2026-06-28T11:50:06","slug":"tra-polonia-e-ucraina-si-riaccende-la-guerra-delle-memorie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.destra.it\/home\/tra-polonia-e-ucraina-si-riaccende-la-guerra-delle-memorie\/","title":{"rendered":"Tra Polonia e Ucraina si riaccende la guerra delle memorie"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ormai una bella crisi diplomatica<\/strong>&nbsp;non se la nega pi\u00f9 nessuno. Ma quella in atto tra Polonia e Ucraina in questi giorni ha davvero un sapere tutto suo, un sapore \u201cantico\u201d. Un sapore di quelli che sembran fatti apposta per questa newsletter che ha scelto di raccontare i mille modi con i quali la Storia irrompe nel nostro Presente, condizionandolo. La baruffa diplomatica del momento \u00e8 ovviamente quella tra Italia e Stati Uniti sull\u2019uso delle basi Usa nell\u2019ambito delle operazioni collegate alla guerra con l\u2019Iran. E cos\u00ec sulla stampa nazionale \u00e8 finita nell\u2019angolo (eufemismo) la crisi tra Kiev e Varsavia che riguarda, tanto per cambiare, fatti e personaggi di oltre ottant\u2019anni fa. Una crisi evitabilissima: sarebbe bastato infatti che il presidente ucraino&nbsp;<strong>Volodymyr Zelensky<\/strong>&nbsp;avesse accantonato l\u2019idea di intitolare un centro d\u2019addestramento delle forze speciali del suo esercito agli&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/a1d3693c-2ccf-454e-b6f2-dbc2c376228e?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">\u201ceroi dell\u2019UPA\u201d<\/a><\/strong>(Esercito Insurrezionale Ucraino), una formazione partigiana che durante la Seconda Guerra Mondiale combatt\u00e9 per l\u2019indipendenza ucraina sia contro i sovietici che contro i tedeschi ma soprattutto si rese responsabile di massacri di circa 100 mila civili polacchi. Una scelta, quella di Zelensky, che andrebbe quindi studiata nei corsi di diplomazia come esempio perfetto di quanto non si dovrebbe mai fare in politica estera, specialmente se si \u00e8 in guerra da pi\u00f9 di quattro anni contro un nemico potente e si sta resistendo a fatica solo grazie all\u2019aiuto di alcuni paesi alleati. Invece, come vedremo, Zelensky ha fatto tutto il possibile per sbagliare clamorosamente tempi e modi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a class=\"image-link\" href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/57a5768d-524b-4d56-9161-e21e551adc13?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/$s_!Q5_Q!,w_1100,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fd9e818f9-6c1e-47c5-80c8-cd8bb8c12cb9_1394x480.jpeg\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/2354dddf-b4b4-42b4-9a00-259d53f03099?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Ascolta la nuova serie di podcast di Storia In Rete cliccando qui<\/a><\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Era da maggio scorso che girava la notizia<\/strong>&nbsp;che la presidenza ucraina si apprestava ad&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/2a79e0b1-9153-4332-bf58-7fe3dc3886ac?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">emanare un decreto<\/a><\/strong>&nbsp;con il quale, come poi \u00e8 regolarmente avvenuto marted\u00ec 26 maggio, Zelensky ha deciso di \u00abassegnare al Centro Operativo Speciale Separato \u201cNord\u201d delle Forze per le Operazioni Speciali delle Forze Armate dell\u2019Ucraina il titolo onorifico \u201cintitolato agli Eroi dell\u2019UPA\u201d e denominarlo d\u2019ora in poi &#8211; Centro Operativo Speciale Separato \u201cNord\u201d intitolato agli Eroi dell\u2019UPA delle Forze per le Operazioni Speciali delle Forze Armate dell\u2019Ucraina\u00bb. E questo per \u00abripristinare le tradizioni storiche dell\u2019esercito nazionale, tenendo conto dell\u2019esemplare svolgimento dei compiti assegnati durante la protezione dell\u2019integrit\u00e0 territoriale e dell\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina\u00bb. Forse bisognerebbe chiedere allo psichiatra di Zelensky il perch\u00e9 di questa decisione visto che, senza andare troppo in l\u00e0, ci sarebbero molti motivi per evitare di tirare troppo la corda con la Polonia (tra i principali \u201calleati\u201d di Kiev nella resistenza all\u2019invasione russa). Alle orecchie di qualunque polacco gli \u201ceroi dell\u2019UPA\u201d richiamano infatti una delle grandi tragedie della Seconda guerra mondiale: i cosiddetti&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/330ee853-62e5-461b-8ad6-031ec2da1f05?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">massacri della Volinia<\/a><\/strong><\/em>avvenuti tra il 1943 e il 1945. Si \u00e8 trattato di una vera e propria operazione di pulizia etnica condotta dall\u2019<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/a1d3693c-2ccf-454e-b6f2-dbc2c376228e?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Esercito Insurrezionale Ucraino<\/a><\/strong>&nbsp;(UPA) nei territori della Volinia e della Galizia orientale che, prima della guerra facevano parte della Polonia ma che all\u2019epoca erano sotto occupazione nazista tedesca (oggi, quelle regioni si trovano in Ucraina, a seguito degli spostamenti di confine del dopoguerra). Obiettivo dell\u2019UPA era quello di creare un territorio ucraino etnicamente omogeneo e per raggiungere lo scopo non si esit\u00f2 a sterminare, con una brutalit\u00e0 eccezionale, circa 100 mila polacchi (secondo altre stime si sarebbe arrivati a 120 mila vittime), per lo pi\u00f9 donne, anziani e bambini. A peggiorare, se possibile, la situazione bisogna anche ricordare che alcune fonti associano i reparti della Polizia Ausiliaria Ucraina anche ad alcuni massacri di ebrei compiuti dai nazisti tra il 1941 e il 1942: ad esempio i 33.771 ebrei assassinati a Babi Yar, nei pressi di Kiev, il 30 settembre 1941 e altri 1.700 ebrei eliminati a Mizocz il 13 ottobre 1942.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Messa sotto silenzio negli anni del blocco sovietico<\/strong>&nbsp;(quando l\u2019Ucraina era inglobata nell\u2019Urss e la Polonia era tra i principali attori del Patto di Varsavia) la questione dei rapporti tra ucraini e nazisti \u00e8 ovviamente esplosa dopo il crollo del muro di Berlino facendo s\u00ec che le relazioni Kiev-Varsavia seguissero un andamento da montagne russe. Non c\u2019\u00e8 mai stato accordo su nulla se non sul fatto che le stragi ci sono state. Ma come classificarle? La Polonia considera il massacro come un genocidio mentre l\u2019Ucraina respinge tale definizione, considera quegli eventi un fatto doloroso ma circoscritto e continua a onorare molti dei leader e dei gruppi responsabili dei massacri per il loro ruolo nella lotta contro il dominio sovietico. E lo fa in modo ostentato, incurante del fatto che, stante la situazione politica, economica e militare in cui si trova dopo quattro anni di guerra con la Russia, forse sarebbe consigliabile qualche cautela con gli alleati vicini. E invece, tanto per dire, il giorno prima del discusso decreto che ha scatenato le ire polacche, Zelensky aveva presenziato ai solenni funerali durante i quali sono state inumate nel&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/3b4d9130-ac86-426a-af19-09cacf3519f8?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Memoriale militare nazionale<\/a><\/strong><\/em><strong>&nbsp;le&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/49abb1fe-3806-442e-a1af-365d4f5d215a?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">ceneri&nbsp;<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/49abb1fe-3806-442e-a1af-365d4f5d215a?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">di&nbsp;<\/a><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/49abb1fe-3806-442e-a1af-365d4f5d215a?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Andrii Melnyk<\/a><\/strong>, capo dell\u2019<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/6ce92c7d-a958-462d-8645-2741ad901e23?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Organizzazione dei nazionalisti ucraini<\/a><\/strong><\/em>, movimento indipendentista che sfid\u00f2 il dominio sovietico collaborando con la Germania nazista nella Seconda guerra mondiale ma che fin\u00ec deportato dai nazisti \u2013 che non volevano nessuno stato indipendente ucraino &#8211; come l\u2019altro leader\/eroe nazionale&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/febd6c49-2854-4911-8674-08576adec1c2?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Stepan Bandera<\/a><\/strong>. Per non lasciare dubbi, dentro e fuori il suo paese, Zelensky a favore di telecamere e fotografi si \u00e8 anche inginocchiato davanti alla tomba di Melnyk, che tornava in patria dopo molti anni, essendo morto in esilio in Lussemburgo nel 1964.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il sospetto che i polacchi non apprezzino<\/strong>&nbsp;questi gesti Zelensky dovrebbe averlo da tempo visto che ancora nel dicembre scorso, in occasione della sua visita di stato a Varsavia, il presidente polacco&nbsp;<strong>Karol Nawrocki<\/strong>&nbsp;lo ha accolto regalandogli, guarda un po\u2019, un libro sui massacri della Volinia. Eletto un anno fa, Nawrocki \u2013 che \u00e8&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/9541e9d2-c070-4386-8de3-cd8a841df45e?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">uno storico vicino alla destra nazionalista<\/a><\/strong>&nbsp;\u2013 aveva dichiarato in campagna elettorale di non immaginare l\u2019Ucraina n\u00e9 nella Unione Europa n\u00e9 nella NATO finch\u00e9 non saranno risolte le importanti questioni del passato: \u00abUn Paese che non \u00e8 in grado di rispondere di un crimine cos\u00ec brutale contro 120 mila dei suoi vicini non pu\u00f2 far parte delle alleanze internazionali\u00bb. Ma a fare la parte del&nbsp;<em>punching ball<\/em>&nbsp;l\u2019Ucraina non ci sta proprio e, anzi, periodicamente rilancia: lo scorso anno il governo Zelensky ha criticato la decisione della Polonia di istituire una giornata commemorativa per le \u201cvittime del genocidio\u201d, affermando che l\u2019iniziativa era in contrasto \u00abcon i principi di buon vicinato\u00bb. Toni anche pi\u00f9 duri sono stati usati quando \u00e8 arrivata la notizia che il solito Nawrocki aveva proposto una legge che puniva la promozione di ideologie associate ai gruppi nazionalisti ucraini della Seconda Guerra Mondiale: Kiev in quell\u2019occasione ha avvertito che, qualora la legge fosse stata introdotta, avrebbe adottato \u201cmisure di ritorsione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il confronto non \u00e8 per\u00f2 solo \u201cstorico-politico\u201d<\/strong>&nbsp;ma anche \u201cstorico-storico\u201d perch\u00e9 entrambe le posizioni hanno radici nelle rispettive narrazioni nazionali profondamente contrastanti. La conferma definitiva si \u00e8 avuta a inizio 2026 quando alle schermaglie politiche si \u00e8 affiancata anche una disputa tra gli organi storici statali di Polonia e Ucraina. A febbraio, il direttore dell\u2019Istituto ucraino per la memoria nazionale (UINR),&nbsp;<strong>Oleksandr Alfyorov<\/strong>, ha definito \u00abla tragedia della Volinia uno dei miti di stato polacchi\u00bb. In seguito si \u00e8 parzialmente corretto, affermando che non si trattava di \u00abun mito, ma di uno degli elementi chiave della grande narrazione polacca\u00bb mentre \u00abper la maggior parte degli ucraini, si tratta semplicemente di un episodio locale della storia\u00bb. Ma l\u2019armamentario polemico ucraino va ben oltre: storici e giornalisti hanno richiamato, ad esempio, le dure politiche anti ucraine intraprese dallo stato polacco (di fatto una dittatura sotto la guida del maresciallo&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/231f3f6a-7a88-45e7-af4a-e71ee4869509?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">J\u00f3zef Pi\u0142sudski<\/a><\/strong>, 1867 \u2013 1935) nel periodo tra le due guerre. Azioni anche gravi ma che certo non possono essere paragonabili ai massacri del 1943-45 e neanche possono giustificarli. Gli ucraini poi ricordano che anche unit\u00e0 partigiane polacche uccisero migliaia di ucraini durante la guerra ma anche qui \u00e8 difficile accettare un qualunque parallelo: non solo quegli eccidi furono su scala molto pi\u00f9 ridotta ed erano in gran parte rappresaglie proprio in risposta al massacro dei polacchi, ma soprattutto non rientravano in un progetto di pulizia etnica deliberata e pianificata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019Istituto polacco per la Memoria Nazionale<\/strong>&nbsp;(IPN) ha definito le dichiarazioni di Alfyorov \u201coltraggiose\u201d, ricordando che \u00abil genocidio della Volinia \u00e8 un fatto documentato\u00bb e che \u00abl\u2019uccisione di oltre 100 mila cittadini polacchi \u2013 per lo pi\u00f9 donne, bambini e anziani \u2013 non \u00e8 stato un \u2018episodio\u2019\u00bb. I polacchi hanno poi sottolineato il fatto che \u00ablo Stato ucraino contemporaneo costruisce elementi della propria identit\u00e0 sul culto di individui e organizzazioni responsabili di questi crimini\u00bb. E per aiutare gli ucraini a ricordare i crimini passati, lo scorso marzo il Ministero della Difesa polacco e la citt\u00e0 di Che\u0142m hanno firmato un accordo per la creazione del primo museo dedicato ai massacri di polacchi perpetrati dai nazionalisti ucraini durante la Seconda Guerra Mondiale. In quell\u2019occasione il ministro della Difesa polacco&nbsp;<strong>W\u0142adys\u0142aw Kosiniak-Kamysz<\/strong>&nbsp;ha dichiarato: \u00abQuesto \u00e8 un momento incredibilmente importante per tutti coloro per i quali la memoria e l\u2019identit\u00e0 sono fondamentali. Per la prima volta, abbiamo l\u2019opportunit\u00e0 di commemorare con dignit\u00e0 i nostri compatrioti brutalmente assassinati per mano dei nazionalisti ucraini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una iniziativa e una dichiarazione importanti<\/strong>&nbsp;perch\u00e9 Kosiniak-Kamysz \u00e8 membro di un governo che ha posizioni meno radicali del presidente Nawrocki. Anzi, nelle scorse settimane il premier filo occidentale e liberale Donald Tusk, spesso in aperta polemica col presidente, ha cercato di minimizzare lo scontro con Kiev: pur criticando le azioni di Zelensky, lui e il suo governo si sono invano opposti alla revoca da parte di Nawrocki dell\u2019<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/913fb872-d4d8-4026-b258-9aab246f1f12?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">onorificenza dell\u2019Aquila Bianca<\/a>&nbsp;<\/strong><\/em>\u2013 la pi\u00f9 importante onorificenza polacca \u2013 concessa a suo tempo al presidente ucraino. Una revoca che ha del clamoroso perch\u00e9 ha contribuito ad aggravare ulteriormente la crisi a met\u00e0 giugno, crisi sancita dal fallimento dei colloqui avviati tra le due nazioni per cercare di comporre la situazione. Come ha subito osservato Zelesky l\u2019Aquila Bianca non \u00e8 mai stata revocata a nessuna delle 1500 personalit\u00e0 che l\u2019hanno ricevuta nel tempo e ha citato i casi di&nbsp;<strong>Benito Mussolini<\/strong>, dell\u2019imperatrice russa&nbsp;<strong>Caterina la Grande<\/strong>&nbsp;(1729 \u2013 1796) o all\u2019ex cancelliere tedesco&nbsp;<strong>Gerhard Schr\u00f6der<\/strong>, notoriamente vicino alla Russia di Putin. Si \u00e8 arrivati cos\u00ec ad uno dei livelli pi\u00f9 bassi di sempre nelle relazioni tra Ucraina e Polonia al punto che Zelensky ha annullato la sua partecipazione al previsto importante summit&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/5fa5e91a-2f29-4338-829f-fedd44a9acb5?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Ukraine Recovery Conference<\/a><\/strong><\/em>, organizzato dai polacchi a Gda\u0144sk il 25 e 26 giugno scorsi. Ad aggiungere un po\u2019 di pepe ci ha poi pensato, ancora una volta,&nbsp;<strong>Dmitry Medvedev<\/strong>, ex presidente russo e attuale presidente del partito&nbsp;<em><strong>Russia Unita<\/strong><\/em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Vladimir Putin<\/strong>. Toccandola piano, come sua abitudine, Medvedev si \u00e8 rallegrato pubblicamente del fatto che \u00abil presidente polacco ha finalmente privato il degenerato di Kiev, adoratore dei nazisti, dell\u2019Ordine dell\u2019Aquila Bianca\u00bb. Ovvio che Mosca stia osservando con grande interesse \u2013 e divertimento\u2026 &#8211; la querelle tra due nazioni che non ama<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019aspetto paradossale di tutta questa storia<\/strong>&nbsp;sta anche nel fatto che uno dei motivi propagandistici principali dei russi contro gli ucraini (il sostanziale filo-nazismo della loro classe dirigente) viene di fatto sposato dal paese europeo forse pi\u00f9 russofobo di tutti (insieme alla Gran Bretagna) e cio\u00e8 proprio la Polonia. La quale, oltretutto, ambisce a svolgere un ruolo di primo piano nella politica europea per la soluzione della guerra russo-ucraina: nelle scorse settimane il premier Tusk non ha nascosto la sua irritazione per essere stato escluso dal solito, inconcludente vertice tra Francia, Regno Unito e Germania per studiare le possibili uscite dalla crisi. Una posizione, quella di Varsavia, che potrebbe farsi ancora pi\u00f9 difficile se dovesse prendere corpo l\u2019allarme lanciato dal&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/8a7d88c8-b712-4591-aa41-03041736254e?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Centro ucraino per la lotta alla disinformazione<\/a><\/strong><\/em>&nbsp;il quale ha avvertito che la Russia potrebbe cercare di sfruttare ed esasperare le attuali tensioni tra Polonia e Ucraina \u00abpreparando&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/b8a594f7-6a1b-4b72-a2d3-4d156b46da3b?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">provocazioni sul territorio ucraino che utilizzino simboli polacchi<\/a><\/strong>\u00bb, azioni affidate al servizio segreto militare GRU. In realt\u00e0, le azioni \u201ctemute\u201d dagli ucraini potrebbero essere anche di pura e semplice disinformazione giornalistica: tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbero false affermazioni secondo cui il direttore del&nbsp;<strong>Museo di Auschwitz<\/strong>, un\u2019istituzione statale polacca, avrebbe chiesto che Zelensky non fosse invitato alle future commemorazioni a causa della sua \u201cglorificazione dei nazisti\u201d, e che Zelensky avrebbe in animo di intitolare altre unit\u00e0 militari all\u2019<strong>UPA<\/strong>&nbsp;\u201cper dispetto alla Polonia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma, come abbiamo visto,<\/strong>&nbsp;in fondo, Polonia e Ucraina non hanno bisogno di aiuti esterni per litigare sul passato. Anche perch\u00e9, lungi dall\u2019essere un semplice scontro tra storici o politici, il confronto investe le opinioni pubbliche che si rivelano non meno radicalizzate di chi \u00e8 chiamato a rappresentarle. Se sul fronte ucraino abbondano le ostentazioni (di molti reparti militari ma anche di attivisti civili) di simboli che rimandano, pi\u00f9 o meno direttamente, ai passati rapporti tra nazionalisti locali e nazisti, in Polonia, un sondaggio pubblicato il giorno stesso in cui Nawroski ha annunciato la decisione di togliere l\u2019onorificenza al leader ucraino ha mostrato che il 51% dei polacchi \u00e8 favorevole alla revoca mentre solo il 36% era contrario. Tra gli elettori dell\u2019opposizione (ovvero la base di sostenitori di Nawrocki), addirittura l\u201980% si \u00e8 dichiarato favorevole al ritiro dell\u2019onorificenza. Un altro sondaggio ha poi mostrato che, dopo le ultime sortite di Zelensky, la maggioranza dei polacchi non vuole pi\u00f9 l\u2019Ucraina nell\u2019Unione Europea<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A onor del vero, va anche detto che tra tante schermaglie<\/strong>, negli anni c\u2019\u00e8 stato anche qualche tentativo di riconciliazione. Ad esempio nel luglio 2023, Zelensky e il predecessore di Nawrocki,&nbsp;<strong>Andrzej Duda<\/strong>, hanno partecipato insieme ad una commemorazione dell\u2019anniversario dei massacri della Volinia: un momento che \u00e8 stato considerato di grande impatto simbolico. Un\u2019altra svolta si \u00e8 avuta l\u2019anno scorso, quando Kiev ha permesso la ripresa delle esumazioni dei resti delle vittime del massacro sul suo territorio. Ma il&nbsp;<em>placet&nbsp;<\/em>\u00e8 arrivato comunque dopo un divieto durato ben otto anni. Tra chi spinge per un abbassamento dei toni ci sono anche le imprese polacche che aspirano ad un ruolo importante nella sempre pi\u00f9 lontana fase della ricostruzione postbellica dell\u2019Ucraina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma gli scenari presenti e futuri<\/strong>&nbsp;non sono molto incoraggianti e, ancora una volta, un pesante passato storico pu\u00f2 influire tanto sulle scelte economiche che su quelle politiche. Come&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/bb659805-7241-4601-a72f-e3ae9ce0f1b2?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">ha osservato&nbsp;<\/a><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/bb659805-7241-4601-a72f-e3ae9ce0f1b2?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Daniel Tilles<\/a><\/strong>, caporedattore del sito&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/77ae3b0e-2d6a-4e16-baf4-caf798b163f0?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Notes from Poland<\/a><\/strong><\/em>: \u00abA lungo termine, la controversia potrebbe avere ripercussioni sull\u2019adesione dell\u2019Ucraina all\u2019UE, un obiettivo che non pu\u00f2 essere perseguito senza il consenso di tutti gli altri Stati membri. Entrambi gli schieramenti della politica polacca, bench\u00e9 molto divisi e radicalmente contrapposti tra loro, hanno dichiarato che non permetteranno che ci\u00f2 accada finch\u00e9 Kiev non avr\u00e0 \u201crisolto\u201d le questioni storiche. Sembra probabile che la Polonia voglia dall\u2019Ucraina un riconoscimento esplicito e al pi\u00f9 alto livello in Ucraina della portata e della natura dei massacri, nonch\u00e9 di chi li ha perpetrati. Raggiungere un tale obiettivo sarebbe stato comunque stata una sfida ardua. Ma ora, la riluttanza di Zelensky persino a rimuovere il nome UPA da un\u2019unit\u00e0 militare, aggravata dall\u2019escalation della disputa da parte di Nawrocki, rende ancora pi\u00f9 difficile immaginare come si possa trovare un compromesso accettabile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonte: <strong>\u201cE\u2019 la Storia bellezza\u201d,\u00a0la newsletter di storia e attualit\u00e0 di Fabio Andriola<\/strong>, <a href=\"https:\/\/storiainrete.substack.com\/\">https:\/\/storiainrete.substack.com\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai una bella crisi diplomatica&nbsp;non se la nega pi\u00f9 nessuno. Ma quella in atto tra Polonia e Ucraina in questi giorni ha davvero un sapere tutto suo, un sapore \u201cantico\u201d. 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