{"id":48532,"date":"2026-06-29T13:47:33","date_gmt":"2026-06-29T11:47:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.destra.it\/home\/?p=48532"},"modified":"2026-06-29T15:21:23","modified_gmt":"2026-06-29T13:21:23","slug":"il-nemico-principale-delleuropa-e-lunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.destra.it\/home\/il-nemico-principale-delleuropa-e-lunione-europea\/","title":{"rendered":"Il nemico principale dell&#8217;Europa? L&#8217;Unione Europea&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 ben noto, Carl Schmitt fonda la categoria del politico sulla contrapposizione \u201camico\/nemico\u201d. Ne consegue che l\u2019individuazione del \u201cnemico principale\u201d \u00e8 l\u2019atto politico definente e fondante di ogni realt\u00e0 umana che voglia presentarsi nell\u2019agone politico. E questo \u00e8 ancora pi\u00f9 valido nella politica estera, cio\u00e8 nell\u2019espressione pi\u00f9 alta dell\u2019agire politico, per il suo \u201cpresentarsi al mondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se guardiamo alla storia della Destra italiana, intesa in senso estensivo, il \u201cnemico principale\u201d venne individuato dalla componente maggioritaria e \u201cmoderata\u201d del MSI nell\u2019Unione Sovietica, mentre la componente giovanile e quella extraparlamentare, e molti intellettuali d\u2019area, ponevano sullo stesso piano l\u2019URSS e gli USA con slogan quali <em>\u201cN\u00e9 Lenin n\u00e9 Coca Cola\u201d<\/em> o il pi\u00f9 goliardico <em>\u201cRussi e americconi, fuori dai coglioni\u201d.<\/em> Jean Thiriart con la sua <em>Jeune Europe,<\/em> uno degli esperimenti politici europei pi\u00f9 originali del dopoguerra, indicava invece con decisione gli USA, e sugli USA come \u201cnemico principale\u201d concordavano, da noi, realt\u00e0 come la rivista <em>L\u2019Orologio<\/em> e gruppi extraparlamentari come il movimento <em>Lotta di popolo. <\/em>Pi\u00f9 tardi, anche la Nuova Destra di Alain de Benoist in Francia e di Marco Tarchi in Italia propendeva per l\u2019indicazione degli Stati Uniti e di un falso concetto di Occidente come \u201cnemico principale\u201d, che era anche il titolo di un testo di de Benoist, pubblicato in Italia dalla tarchiana <em>Roccia di Erec.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E oggi? Tralasciamo la pseudo-destra che, affetta da isteria atlantista, punta il dito contro la Russia come \u201cnemico principale\u201d, ignorando la storia, la geopolitica e le sue leggi, che dovrebbero vedere in Mosca non solo un partner necessario e obbligato, ma una componente imprescindibile della grande civilt\u00e0 d\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E non siamo certo in disaccordo con chi continua a indicare come nemico principale gli Stati Uniti che, fin dalla loro stessa nascita, si sono considerati come antitesi all\u2019Europa, al suo <em>jus publicum europaeum<\/em> che ne regolava le relazioni tra Stati, alle sue monarchie, considerate \u201ctirannie\u201d. Tutta la storia degli Usa \u00e8 fatta di aggressioni all\u2019Europa, dalla dottrina Monroe al supporto armato ai rivoltosi messicani contro Massimiliano d\u2019Asburgo, dall\u2019aggressione alla Spagna del 1898 agli interventi nelle due guerre mondiali, dalle centinaia di basi militari (vere <em>enclave<\/em> al di fuori delle leggi nazionali) con cui gli USA occupano militarmente il nostro continente al <em>soft power<\/em> (che tanto <em>soft<\/em> non \u00e8) neo-coloniale e all\u2019invasione culturale che condiziona i nostri costumi e i nostri consumi, ma soprattutto il sentire comune e le idee di fondo della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia vi \u00e8 un altro nemico, ben pi\u00f9 insidioso, pericoloso e subdolo, che ci toglie, un pezzo alla volta, sovranit\u00e0 e libert\u00e0, ci impone leggi, politiche industriali, monetarie, energetiche e ambientali assurde e masochiste non approvate dal nostro Parlamento n\u00e9 sottoponibili a referendum, che ci costringe a combattere contro la Russia in una guerra che non \u00e8 la nostra per favorire gli oligarchi illegittimi, liberticidi e corrotti di Kiev (ricordate i \u201ccessi d\u2019oro\u201d?), che si fa imporre dazi ineguali dagli USA, che ci obbliga a introdurre normative abortiste, <em>genderiste<\/em>, omosessualiste, con annessi <em>gay pride,<\/em> in odio alla famiglia e al diritto naturale. Questo nemico \u00e8 l\u2019Unione Europea, ed \u00e8 il vero \u201cnemico principale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 bene sottolineare questo aspetto: mai al popolo italiano \u00e8 stato richiesto di esprimersi sulla pesante sottrazione di sovranit\u00e0 da parte dell\u2019Unione Europea. E\u2019 stato un processo subdolo, silenzioso, durato decenni e manovrato dalle <em>\u00e9lite<\/em> e dagli oligarchi europoidi. Hanno operato come i ladri di notte e come Giuliano Amato che ci sottrasse nottetempo quote dei nostri risparmi, sempre a favore della speculazione finanziaria internazionale. Altri paesi furono portati al voto, con esiti contrastanti, noi no. Lo stesso \u00e8 avvenuto con l\u2019adesione all\u2019euro. Ricordate quello che vaticinava Romano Prodi sull\u2019accettazione della moneta unica? Sosteneva che, grazie all\u2019euro, avremmo guadagnato come se lavorassimo un giorno in pi\u00f9 lavorando per\u00f2 un giorno in meno. La realt\u00e0 \u00e8 ben diversa: dall\u2019avvento dell\u2019euro la nostra economia ha vissuto un rallentamento quasi senza precedenti: salari bloccati, perdita del potere d\u2019acquisto, crisi di molte imprese. Lo dimostra molto bene un economista di vaglia, Gabriele Guzzi, in un testo documentatissimo, e con un apparato critico di tutto rispetto, che dovrebbe trovare posto sugli scafali di tutte le librerie degli italiani: <em>Eurosuicidio. Come l\u2019Unione Europea ha soffocato l\u2019Italia e come possiamo salvarci,<\/em> edito da Fazi Editore: <em>\u201cL\u2019euro ha prodotto un\u2019anchilosi della nostra economia. Da quando il processo di integrazione \u00e8 entrato nel vivo, l\u2019economia italiana si \u00e8 irrigidita.\u201d<\/em> E ancora: <em>\u201cPraticamente l\u2019Italia ha compiuto uno dei pi\u00f9 grandi atti di autolesionismo che l\u2019economia moderna ricordi. Un paese sviluppato, con imprese innovative, con salari in crescita, con tassi di diseguaglianza in calo, con un posizionamento piuttosto solido nelle catene del valore globale, con un dinamismo geopolitico forse superiore alle sue stesse possibilit\u00e0, che smette di crescere a causa di un\u2019adesione acritica a una moneta inefficiente.\u201d<\/em> Ancora nel 1992 scriveva l\u2019economista di Cambridge Wynne Godley: <em>\u201cil potere di emettere la propria moneta \u00e8 l\u2019elemento principale che definisce l\u2019indipendenza nazionale. Se un paese rinuncia o perde questo potere, acquisisce lo status di ente locale o di colonia.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Veniamo quindi all\u2019indipendenza, alla sovranit\u00e0. La potest\u00e0 legislativa, il diritto a emanare leggi vincolanti, \u00e8 l\u2019essenza stessa, costitutiva, della sovranit\u00e0. Ebbene, pochi sanno che la sottrazione all\u2019Italia di questo potere risale molto indietro nel tempo, addirittura al 15 luglio 1964, quando la Corte di giustizia europea (attualmente Corte di giustizia dell\u2019Unione europea) conferm\u00f2 il primato del diritto della Comunit\u00e0 economica europea (ora Unione europea) rispetto alle leggi nazionali. Dopo lunghe e complesse vicende giuridico-politiche, la primazia del diritto comunitario (oggi unionale) in Italia \u00e8 stata definitivamente riconosciuta dalla sentenza della Corte Costituzionale l\u20198 giugno 1984 e da altre sentenze successive. L\u2019alibi costituzionale di questa cessione di sovranit\u00e0 risiede nell\u2019art. 11 della Costituzione italiana che ammette che la Repubblica possa accettare limitazioni alla sovranit\u00e0 per l&#8217;adesione a organismi sovranazionali. Ma la realt\u00e0 finale \u00e8 che l\u2019Italia (in altri paesi, come Germania e Polonia, la questione \u00e8 ancora aperta) non ha pi\u00f9 una piena potest\u00e0 legislativa, cio\u00e8 non \u00e8 pi\u00f9 completamente sovrana. Il popolo, al quale ai sensi dell\u2019art. 1 della Costituzione appartiene la sovranit\u00e0, \u00e8 stato quanto meno interpellato su una questione cos\u00ec importante? E quanto il nuovo Principe seduto a Bruxelles riferisce ai popoli d\u2019Europa? Molto poco. Delle tre istituzioni della <em>governance<\/em> europea, la Commissione e il Consiglio sono nominati attraverso opachi meccanismi politico-burocratici, mentre l\u2019unica istituzione eletta, il Parlamento, \u00e8 tale <em>sui generis<\/em> perch\u00e9 privato della funzione pi\u00f9 importante, quella di presentare autonomamente proposte di legge. In realt\u00e0 chi comanda \u00e8 una casta di burocrati incistati nelle pieghe di un\u2019amministrazione elefantiaca, inefficiente, auto-selezionatasi attraversi i filtri dell\u2019ideologia progressista, <em>liberal<\/em> e decostruzionista dell\u2019etica naturale. Una bolla autoreferenziale e parassitaria di funzionari, lobbisti, ONG sinistrorse, ecologiste, trans-omosessualiste e immigrazioniste, che Luigi Marco Bassani, docente di Storia del pensiero politico definisce: <em>\u201cun clero vastissimo di funzionari, docenti, editorialisti, burocrati\u201d.<\/em> Nel bilancio 2027 il costo di questa burocrazia \u00e8 di ben 14 miliardi di euri. Istituzionalmente, l\u2019Unione Europea non ha, in punta di diritto, un suo <em>ubi consistam:<\/em> non \u00e8 una Federazione, non \u00e8 una Confederazione, tecnicamente non \u00e8 neanche un\u2019Unione. E\u2019 tenuta insieme da una serie di trattati e da rinunce, pi\u00f9 o meno volontarie, di pezzi di sovranit\u00e0 dei singoli Stati membri. Il concetto \u00e8 stato ben espresso da Lucio Caracciolo, direttore di <em>Limes<\/em>: <em>\u201cL\u2019Unione europea non \u00e8 e non pu\u00f2 diventare un soggetto geopolitico. Perch\u00e9 non \u00e8 Stato tantomeno nazione ma oggetto non identificato formato da Stati con storie e culture proprie, che esprimono interessi specifici\u201d.<\/em> Insomma un mostriciattolo inesistente geopoliticamente, ma oppressore al suo interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti l\u2019Unione Europea si sta dimostrando sempre di pi\u00f9 un\u2019entit\u00e0 liberticida, omogenizzante, orientata a un totalitarismo distruttore delle sovranit\u00e0 e delle libert\u00e0 degli Stati e dei popoli. Siamo oppressi dalle sue disposizioni, dalle sue politiche e dai suoi <em>diktat<\/em>, spesso decisi burocraticamente senza neppure l\u2019approvazione di quella assembleare inutilit\u00e0 che \u00e8 il Parlamento europeo e, talvolta, neppure da tutti gli Stati membri. Ecco l\u2019imposizione di un <em>Green Deal<\/em> demenziale e suicida, voluto da una minoranza di fanatici e antiscientifici ambientalisti &#8211; che sono i veri \u201cterrapiattisti\u201d di oggi &#8211; e che ha costretto le aziende al pagamento dei famigerati ETS a fronte di emissioni di CO2 ritenute dannose (e non \u00e8 dimostrato), le ha imprigionate in decine di regolamenti, ambientali e no, ha distrutto un intero settore industriale, quello del <em>automotive,<\/em> che era un gioiello europeo, che ci vuole obbligare ad acquistare solo costosissime e inefficienti auto elettriche, prodotte in maggior parte in Cina, che c\u2019impone di ristrutturare il nostro patrimonio edilizio, anche quello storico, che vuole riportare territori coltivati e salvati dall\u2019inselvatichimento allo \u201cstato naturale\u201d, cio\u00e8 a malsane paludi e foreste inestricabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco la guerra scatenata dall\u2019UE contro gli agricoltori e l\u2019agricoltura, la migliore al mondo per qualit\u00e0 dei prodotti e cura dell\u2019ambiente, con i nostri contadini e allevatori costretti ad assediare con i loro trattori i ciechi e sordi palazzi di Bruxelles per poter ottenere condizioni di sopravvivenza, ecco la guerra alla carne e agli allevamenti (ah, i peti delle vacche!), ecco masochistici accordi come quello con il Canada, con il Mercosur, con l\u2019India e (ultimissimo) con la Tailandia per il riso: verremo invasi da prodotti di scarsissima qualit\u00e0, senza garanzie sanitarie. Gi\u00e0 oggi viene considerato <em>\u201cprodotto in Unione Europea\u201d<\/em> l\u2019olio tunisino. Quale cibo giunger\u00e0 sulle nostre tavole senza che noi si sappia alcunch\u00e9 sulla sua origine? Da non tacere la guerra dell\u2019UE ai pescatori (vuole vietare il piombo delle reti, rendendole galleggianti), al vino (\u00e8 tornata in auge la proposta di avvisi terroristici sulle etichette) e, in generale, alla buona tavola e ai prodotti naturali, a favore dei cibi ultraprocessati delle multinazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco l\u2019imposizione pseudo-liberista della Direttiva dall\u2019inquietante nome <em>Bolkelstein<\/em> e l\u2019urlo belluino degli ottusi amministratori della bolla burocratica di Bruxelles, che nulla sanno della vita reale: <em>\u201cIn nome della libera concorrenza, tutto va messo a gara\u201d.<\/em> Ecco quindi la guerra senza cantiere a tassisti, commercianti ambulanti, ora anche giornalai e naturalmente, quella ormai storica, contro i balneari. Quante famiglie che, sui nostri litoranei, hanno tenuto pulite e sabbiose le nostre spiagge, le hanno migliorate, le hanno dotate di bar, ristorantini, parchi giochi, piscinette, dovranno andarsene perch\u00e9 \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d? Verranno messe a gara e verranno concesse a multinazionali e cooperative rosse colluse con i Comuni. Tutto in nome del \u201clibero mercato\u201d e della cretinissima retorica socialistoide delle invivibili \u201cspiagge libere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi solo alcuni esempi della Grande Oppressione dell\u2019Unione Europea. Ma non possiamo ignorare anche un\u2019altra, che possiamo definire la piccola oppressione quotidiana che colpisce i gesti di tutti i giorni, che ci fa perdere tempo, ci molesta, ci irrita e aumenta i costi. Vi ricordate ad esempio quando, in ossequio a una isterica plasticofobia imposta dai mentitori dell\u2019ambientalismo ci vennero imposti i famigerati, idiotissimi, scomodissimi tappi non staccabili dalle bottiglie? Mezza Europa rise, centinaia di <em>meme<\/em> sarcastici invasero la rete, migliaia e migliaia di maledizioni e d\u2019insulti vennero indirizzati contro gli eco-cretinetti inventori del perverso meccanismo. Come non condividere la sarcastica invettiva dell\u2019autore cattolico e conservatore Rino Cammilleri: <em>\u201cDio stramaledica chi ci ha obbligato al tappo non staccabile\u201d.<\/em> L\u2019Unione Europea, che ci ha complicato la vita con la curvatura delle zucchine, lo standard dei water, le dimensioni dei preservativi, i fari dei trattori, l\u2019esportazione di uova d\u2019anatra, le tipologie di peperoni, la lunghezza dei pomodorini, il calibro dei piselli, ci imporr\u00e0, a breve, un\u2019altra demenziale decisione: da agosto saranno vietate le monoporzioni di salse (ketchup, maionese), latte e simili, le bustine di zucchero, nonch\u00e9 i contenitori di plastica monouso per alimenti e bevande consumati sul posto e le confezioni di plastica monouso per frutta e verdura fresca nonch\u00e9 negli alberghi flaconcini e bottigliette per shampoo, sapone e lozioni che saranno sostituiti da dispenser ricaricabili. Ovviamente questa stupidissima imposizione aumenter\u00e0 i costi di ristoranti, bar e alberghi che verranno ovviamente scaricati sulla clientela. Non solo: aumenter\u00e0 lo spreco. Ancora una volta, questa maledetta Unione Europea sembra godere sadicamente, in nome di una cialtronesca ideologia ecologista, nell\u2019infastidirci, nel molestarci, nell\u2019importunarci in ogni gesto quotidiano. Certo, pu\u00f2 obiettare qualche sciocco, c\u2019\u00e8 di peggio. Ma \u00e8 l\u2019ennesima decisione che si iscrive nel tentativo dei Signori di Bruxelles di imporci un cambiamento di stile di vita: niente carne (i famigerati peti delle vacche sono \u201cclimalteranti\u201d), niente alcool (\u00e8 cancerogeno), obbligo di mangiare insetti (s\u00ec, c\u2019\u00e8 una proposta UE di acquisto obbligatorio di insetti da parte delle mense) e via disgustando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, \u00e8 vero, c\u2019\u00e8 di peggio, molto peggio. Come le pesanti intromissioni, i condizionamenti occulti e palesi dei Signori di Bruxelles nei confronti delle politiche, e delle elezioni, dei singoli paesi. E\u2019 accaduto con la Romania, dove elezioni che avevano dato un risultato sgradito sono state annullate su ordine dell\u2019UE, \u00e8 accaduto in Bulgaria, in Ungheria, in Slovacchia. Riguardo ai famigerati fatti di Romania, colpisce che l\u2019ex commissario europeo Thierry Breton, sia apparso in televisione mostrandosi entusiasta del fatto che il governo rumeno avesse appena annullato un\u2019intera elezione. Ha avvertito che, se le cose non dovessero andare secondo i piani, la stessa cosa potrebbe accadere in Germania. Molti si sono gi\u00e0 dimenticati che, prima delle ultime elezioni, a chi esprimeva i timori sinistri per la possibile vittoria di Giorgia Meloni la von der Leyen rispose con un minaccioso, inquietante <em>\u201cabbiamo gli strumenti\u2026\u201d.<\/em> E\u2019 recentissima l\u2019affermazione di Christine Lagarde riguardo al possibile successo del Rassemblement National: <em>\u201cmi far\u00f2 sentire\u201d.<\/em> &nbsp;Le grinfie dell\u2019Unione si sono allungate addirittura fuori dall\u2019Unione stessa, con pesanti condizionamenti nei confronti della Serbia, della Georgia, dell\u2019Armenia che \u00e8 stata costretta a cedere territori cristianissimi da millenni ai tagliagole dell\u2019Azerbaigian e dove la chiesa ortodossa e quella, millenaria, apostolica sono ora perseguitate dal regime filo-europoide. Non \u00e8 un caso che Kevin D. Roberts, presidente dell\u2019<em>Heritage Foundation,<\/em> ha definito l\u2019UE: <em>\u201cun\u2019organizzazione sovranazionale che calpesta l\u2019autogoverno dei singoli Stati e mina attivamente le elezioni democratiche.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E non si possono ignorare gli attacchi di Bruxelles alla libert\u00e0 d\u2019opinione e di espressione, con strumenti come il famigerato <em>Digital Service Act<\/em> che impone la censura delle idee \u201csbagliate\u201d alle piattaforme social, oppure la messa al bando di media russi come <em>Russia Today<\/em> o <em>Sputnik<\/em> e ancora le sanzioni personali, con annessa \u201cdebancarizzazione\u201d con congelamento dei conti a tutti i membri della famiglia, a giornalisti e analisti portatori di idee sgradite.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi ci sono le frequentissime, irritanti \u201craccomandazioni\u201d (in realt\u00e0 ricatti e minacce mascherati), con toni supponenti e intimidatori della Commissione o di suoi autocrati ai singoli paesi. Recentemente l\u2019Italia \u00e8 stata severamente ammonita: <em>\u201cAvete fatto troppo poco per eolico e solare\u201d.<\/em> Gi\u00e0, in nome delle falsit\u00e0 ecologiste, vorrebbero distruggere ancor di pi\u00f9 i nostri paesaggi, i nostri crinali, le nostre pianure con le orribili pale eoliche e gli immensi campi di fotovoltaico che sottraggono terra preziosa alla nostra agricoltura. E, qualche mese or sono, siamo stati invitati, sempre dagli autocrati dell\u2019Unione, ad aumentare le tasse sulla casa, anche con la riforma del catasto, e quelle sulle successioni. D\u2019altronde \u00e8 ben noto l\u2019odio decostruzionista brussellese per la famiglia, per le case in propriet\u00e0, per tutto ci\u00f2 che rappresenta le nostre radici tradizionali. Non \u00e8 un caso che recentemente Ursula von der Leyen abbia celebrato la cosiddetta <em>\u201cSettimana Lgbtqia+\u201d<\/em> e la Commissione abbia fatto issare sulla sede dell\u2019UE la bandiera trans-omosessualista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi qualcuno tenta una difesa d\u2019ufficio, ricordandoci il \u201cgrande favore\u201d del Pnrr: ebbene, questo grazioso prestito ci coster\u00e0, solo di interessi, decine e decine di miliardi. E ci dimentichiamo sempre che l\u2019Italia \u00e8 un \u201ccontributore netto\u201d dell\u2019UE. Le versiamo, cio\u00e8, molto pi\u00f9 di quanto da questa incassiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo elenco delle malefatte UE potrebbe continuare per pagine e pagine, come ben sa ogni lettore mediamente informato. Ma recentemente negli ambienti ufficiali dell\u2019Unione \u00e8 riemersa una proposta, che gi\u00e0 circolava tempo or sono, che ci pare rappresenti bene, nella sua abbiezione, l\u2019abisso etico di molti degli autocrati del regime di Bruxelles: vi \u00e8 una proposta della Commissione di non fornire pi\u00f9 asilo ai rifugiati ucraini in et\u00e0 di leva e il ministro per le migrazioni svedese ha proposto di rispedire in Ucraina le centinaia di migliaia di uomini rifugiati nei paesi UE per sfuggire ai reclutamenti forzati, anche con feroci rastrellamenti nelle strade, di giovani e meno giovani da inviare al fronte come carne da cannone. Si tratta in maggioranza di persone che sono fuggite non condividendo l\u2019insensata guerra di Kiev. Il ministro svedese ha letteralmente dichiarato che: <em>\u201c\u00e8 essenziale che pi\u00f9 uomini rimangano in Ucraina e combattano\u201d.<\/em> Come definire se non miserabile questa proposta contraria anche alle norme internazionali sul diritto d\u2019asilo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, combattiamo con tutte le forze il tranello di definire \u201cEuropa\u201d l\u2019Unione Europea. Non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 falsificante, ricattatorio e insultante dell\u2019espressione, spesso ripetuta: <em>\u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d.<\/em> No, l\u2019Europa \u00e8 l\u2019eredita greco-romana (e germanica e slava\u2026) e cristiana. L\u2019Europa \u00e8 Poitiers (il cronista Isidoro Pacensis us\u00f2 per la prima volta l&#8217;aggettivo \u201ceuropei\u201d riferendosi ai vincitori della battaglia contro gli arabi), Europa \u00e8 Lepanto, Europa \u00e8 la liberazione di Vienna dall\u2019assedio dei turchi. Europa \u00e8 una civilt\u00e0 millenaria e incivilente. Nulla a che vedere con la congrega stregonesca delle von der Leyen, delle Kallas, delle Metsola di Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Martin Heidegger ha scritto che <em>\u201cIl nemico \u00e8 colui e chiunque da cui si dirami una minaccia essenziale contro l\u2019esserci del popolo e dei suoi membri\u201d.<\/em> Ecco perch\u00e9 l\u2019Unione Europea \u00e8, oggi, il nostro nemico principale.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 ben noto, Carl Schmitt fonda la categoria del politico sulla contrapposizione \u201camico\/nemico\u201d. Ne consegue che l\u2019individuazione del \u201cnemico principale\u201d \u00e8 l\u2019atto politico definente e fondante di ogni realt\u00e0 umana che voglia presentarsi nell\u2019agone politico. 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