{"id":48786,"date":"2026-07-23T13:00:38","date_gmt":"2026-07-23T11:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.destra.it\/home\/?p=48786"},"modified":"2026-07-23T13:01:42","modified_gmt":"2026-07-23T11:01:42","slug":"anniversari-scomodi-la-guerra-civile-spagnola-novantanni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.destra.it\/home\/anniversari-scomodi-la-guerra-civile-spagnola-novantanni-dopo\/","title":{"rendered":"Anniversari scomodi\/ La guerra civile spagnola novant&#8217;anni dopo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mestiere pericoloso quello dello storico<\/strong>, soprattutto perch\u00e9 imprevisti e passi falsi son sempre in agguato. Prendiamo un caso recentissimo, quello di&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/0c20fd92-ed3d-4d55-b6c8-fd08b9dd2ac1?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Javier Rodrigo<\/a>, Miguel Alonso&nbsp;<\/strong>e&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/48813efb-4c1c-470c-9313-a7d167f6ef51?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">David Alegre<\/a><\/strong>, tre studiosi spagnoli che hanno appena consegnato alle stampe una ambiziosa e voluminosa opera:&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/a99928b7-9725-45ba-a1ad-eb01a61a580f?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">La guerra civile spagnola: una storia globale<\/a><\/strong><\/em>&nbsp;(Galaxia Gutenberg, pp. 640, \u20ac 30,00). Uno sforzo non comune anche perch\u00e9 c\u2019era da coordinare il lavoro di una cinquantina di storici che hanno affrontato tutte le possibili (secondo loro) sfaccettature di un conflitto che ha segnato per vari motivi il Novecento e che fa ancora sentire la sua influenza, non solo in Spagna. Tra le difficolt\u00e0 da affrontare c\u2019era anche quella di arrivare in tempo per l\u2019immancabile anniversario: infatti, il 18 luglio 2026 ricorrono i novant\u2019anni dalla sollevazione militare guidata dal generale&nbsp;<strong>Francisco Franco<\/strong>, sollevazione che ha dato ufficialmente inizio alla guerra civile spagnola che si sarebbe poi conclusa nell\u2019aprile 1939 con la vittoria franchista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a class=\"image-link\" href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/72af221c-1c1a-422d-a455-1a40168df65f?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/$s_!3mtw!,w_1100,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0b3f64a8-9b0f-4016-8582-f43f33ff63fd_970x300.jpeg\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong>L\u2019ultimo Speciale di Storia In Rete \u00e8 disponibile&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/dbb9d8cc-2bb0-44ac-be5a-e58b21946006?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">in pdf su Libreria di Stori<\/a>a e in&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/577da646-d219-481d-bffc-8bbdcf242e7b?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">formato kindle su Amazon<\/a><\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Neanche il tempo di godersi il libro&nbsp;<\/strong>sui banconi delle librerie, di leggere le prime recensioni e di organizzare le immancabili presentazioni, ed ecco che ti arriva il guastafeste: si chiama&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/330d7f9a-a700-4f05-a11d-6fee2cd48754?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Gustavo Mart\u00edn Asensio<\/a><\/strong>&nbsp;e da poche settimane ha pubblicato&nbsp;<em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/dac19436-2d39-4eb5-a8e2-ba83bd126eb7?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Marea Rossa: La strategia rivoluzionaria sovietica in Spagna durante la Seconda Repubblica<\/a><\/strong>&nbsp;<\/em>(Espasa, pp. 400, \u20ac 23,65). Cosa ha fatto, in breve, Asensio? Ha smontato una volta di pi\u00f9 la lettura propagandistica e prevalente che vuole la Guerra Civile spagnola come una lotta, sfortunata, degli alfieri della democrazia contro la barbarie fascista. Una tesi fortunata, alimentata per decenni dalla propaganda e che ora Asensio ribalta grazie ad una valanga di documenti sovietici, recuperati in quelle miniere ancora in gran parte inesplorate che sono gli archivi russi. In pratica, Asensio ha analizzato l\u2019influenza e le strategie del&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/ee19d8d0-4348-4d1e-a37a-7adff33bde22?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Comintern<\/a><\/strong>, l\u2019organizzazione creata nel 1919 da Lenin per promuovere la rivoluzione comunista mondiale, durante la guerra civile spagnola. Da subito, agenti sovietici presero il controllo del Commissariato di Guerra della&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/774d16f0-0836-4bba-92e7-d6f6b80334aa?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Seconda repubblica spagnola<\/a><\/strong>&nbsp;sotto attacco e cos\u00ec fu anche per il servizio radiofonico estero del governo repubblicano di Madrid: lo scopo era quello di elaborare e diffondere un\u2019interpretazione del conflitto che servisse agli interessi della politica estera sovietica. Tra le novit\u00e0 che porta Asensio c\u2019\u00e8 la dimostrazione che l\u2019infiltrazione sovietica nei gangli della Spagna repubblicana, contrariamente a quanto sostenuto ancora oggi da una parte consistente della storiografia, non fu un effetto collaterale e accidentale ma il risultato di un\u2019attenta pianificazione ed esecuzione che era iniziata molti anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Difficile trovare tracce di tutto questo<\/strong>&nbsp;nella&nbsp;<em><strong>Storia globale<\/strong><\/em>&nbsp;della guerra scoppiata giusto novant\u2019anni fa che hanno coordinato<strong>&nbsp;Rodrigo, Alonso e Alegre<\/strong>&nbsp;e la spiegazione \u00e8 semplice e ci riporta dritto dritto al cuore del problema: dietro, e al di l\u00e0, del dibattito storiografico l\u2019interpretazione sulla Guerra civile spagnola \u00e8, ieri come oggi, una questione eminentemente politica. Lo dimostrano&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/9943fe75-1e33-4c42-b137-d98b0ee26bb3?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">le infami politiche sulla memoria<\/a><\/strong>&nbsp;dell\u2019attuale governo di sinistra guidato da&nbsp;<strong>Pedro S\u00e1nchez&nbsp;<\/strong>(diretta conseguenza di quelle del suo predecessore&nbsp;<strong>Jos\u00e9 Luis Rodr\u00edguez Zapatero<\/strong>, al potere dal 2004 al 2011), politiche che non si fermano davanti a nulla neanche davanti ai morti. Una determinazione che molto spesso non poggia su una solida base parlamentare ma su una maggioranza risicata e composita. Un atteggiamento estremista che ricorda quello di altri governi di sinistra dalle basi d\u2019argilla eppur decisi comunque a \u201cfare la rivoluzione\u201d. Si potrebbe fare l\u2019esempio del governo di&nbsp;<strong>Salvador Allende<\/strong>&nbsp;in Cile (poi rovesciato dal golpe militare del generale Augusto Pinochet) ma anche, per restare in Spagna, all\u2019 esecutivo che si insedi\u00f2 nel febbraio 1936 e che, a causa delle sue politiche rivoluzionarie e oltranziste, dovette fare i conti ben presto con la sollevazione militare di luglio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a class=\"image-link\" href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/e7cec39b-1da3-4a66-a1ed-e961747eba44?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/$s_!7Bjw!,w_1100,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fbd4f32e3-c919-48f2-8fcb-3d4cf4220c52_970x300.jpeg\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/a6ca77a7-ea1a-4cca-9050-e9f9982969cf?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Per saperne di pi\u00f9 clicca qui<\/a><\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A salvaguardia dell\u2019interpretazione \u201cclassica\u201d<\/strong>&nbsp;della guerra civile spagnola, che come dimostra Asensio \u00e8 \u201cfiglia\u201d di precise direttive sovietiche, operano ancora oggi strutture ben organizzate, perfettamente funzionali al potere politico e scarsamente contrastate dal fronte liberal-conservatore. Anche qui, niente di nuovo, n\u00e9 in Spagna n\u00e9 altrove. Eppure, come dimostra il lavoro di Asensio, penne e cervelli non mancherebbero. Ma, in assenza di un coordinamento cultural-editoriale-accademico, sono costrette a marciare in ordine sparso come dimostra, tra gli altri,&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/9b28bd98-a798-4d2e-899b-bee9b8c837a9?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">il caso clamoroso di Pio Moa<\/a><\/strong>, lo storico che sta alla Spagna e alla sua Guerra civile come&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/01af3f15-0a2f-4751-93b5-f5e943d40276?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Giampaolo Pansa<\/a><\/strong>sta alla Guerra civile italiana del 1943-45: entrambi provenienti da sinistra (Moa addirittura dal terrorismo\u2026), entrambi baciati da uno strepitoso successo editoriale, entrambi messi all\u2019Indice dal sistema giornalistico-editoriale-accademico egemonizzato da una sinistra intollerante perch\u00e9 dogmatica, \u201ccondannata\u201d di buon grado ad essere dogmatica perch\u00e9 senza quei \u201cdogmi\u201d tutto crolla: il potere culturale e quello politico. E invece, tutto sommato, la baracca ancora regge soprattutto grazie alla cecit\u00e0 congenita del fronte opposto \u2013 in Spagna e altrove\u2026 &#8211; che sembra incapace di qualsiasi azione\/reazione non estemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Eppure basterebbe guardare<\/strong>&nbsp;cosa fanno gli altri. Senza andare troppo lontano, restiamo con il solito trio<strong>&nbsp;Rodrigo-Alonso-Alegre,&nbsp;<\/strong>\u201cguarda caso\u201d animatori del \u201c<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/0a1113f8-e130-413f-8440-66abfe80f5f8?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">gruppo di ricerca\u201d PERPETRATE<\/a><\/strong>, costituitosi in seno all\u2019Universit\u00e0 autonoma di Barcellona per studiare&nbsp; \u00able figure degli autori delle violenze franchiste durante la Guerra Civile Spagnola e il dopoguerra. Con l\u2019obiettivo di ampliare la nostra comprensione della formazione e dell\u2019evoluzione delle forme e degli obiettivi della violenza franchista, adotter\u00e0 un approccio multidimensionale nei confronti degli attori intermedi che hanno svolto i compiti delle principali agenzie repressive del regime, nonch\u00e9 dei beneficiari di tali processi.&nbsp;<strong>PERPETRATE<\/strong>&nbsp;si propone di approfondire la nostra comprensione delle logiche, delle forme e della tempistica della violenza perpetrata dalla dittatura franchista\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un approccio monodimensionale \u2013 condito dall\u2019immancabile supercazzola \u2013 che tende a fissare il solito principio secondo il quale violenza, prevaricazione e torti stavano e stanno da una sola parte, quella del MALE, alla quale si \u00e8 contrapposto il fronte del BENE sul quale non vale la pena di indagare troppo. Anche per non doversi attardare su certe ardite inversioni logiche, la pi\u00f9 clamorosa delle quali \u00e8 quella che vede le teste pensanti di&nbsp;<strong>PERPETRATE<\/strong>&nbsp;sostenere che la \u201crivoluzione\u201d portata avanti dalle sinistre consorziate nel&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/dc950b88-7032-4382-bbd6-002ec298cbda?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Fronte Popolare<\/a><\/strong>&nbsp;spagnolo (ben sei partiti, altro che il nostro ipotetico \u201ccampo largo\u201d\u2026) che aveva vinto le elezioni del 16 febbraio 1936 era stata la \u201creazione\u201d alla \u201ccontrorivoluzione fascista\u201d. Insomma, nel tradizionale scontro tra Rivoluzione e Reazione in Spagna ci sarebbe stata prima la Reazione e poi la Rivoluzione che Francisco Franco si incaric\u00f2 di stroncare. Ad una interpretazione \u201cclassica\u201d che vede negli eccessi rivoluzionari del fronte repubblicano spagnolo (gi\u00e0 prima dell\u2019alzamiento militare) il primo passo verso quel processo rivoluzionario che si ispirava al bolscevismo del \u201917 e che si scontr\u00f2 con la \u201ccontrorivoluzione\u201d (il colpo di stato militare appoggiato-tollerato da settori conservatori di diversa estrazione e il cui denominatore comune non sarebbe stato il solito fascismo, bens\u00ec proprio l\u2019opposizione ai rivoluzionari) per gli storici di&nbsp;<strong>PERPETRATE<\/strong>&nbsp;il rapporto causa-effetto va semplicemente invertito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma tutto il bel castello interpretativo<\/strong>&nbsp;\u2013 che gi\u00e0 non faceva i conti con i libri e le argomentazioni di vari storici (oltre a Moa, ad esempio&nbsp;<em><strong>\u00c8 la Storia Bellezza&nbsp;<\/strong><\/em>si \u00e8 occupata recentemente anche delle sorprendenti ricerche di&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/b7202102-6eed-4e75-acb7-61f74f8549e3?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Miguel Plat\u00f3n<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/b7202102-6eed-4e75-acb7-61f74f8549e3?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">&nbsp;<\/a><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/b7202102-6eed-4e75-acb7-61f74f8549e3?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">sulle effettive proporzioni della repressione franchista<\/a><\/strong>) \u2013 crolla di fronte alle ricerche d\u2019archivio come quella di&nbsp;<strong>Gustavo Mart\u00edn Asensio&nbsp;<\/strong>che ha il merito non tanto di aver retrodatato l\u2019inizio della crisi che port\u00f2 alla Guerra civile spagnola ma di aver fornito nuove e decisivi riscontri a quello che altri, prima di lui, hanno sostenuto basandosi oltre che su documenti non provenienti dagli archivi russi anche sulla cronologia. Che pu\u00f2 essere utile rivedere a partire dal 1898 quando, di fatto, la Spagna smette di avere un impero nelle Americhe con la perdita di Cuba in seguito alla&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/8c1df2ea-18d5-41b0-98f9-5a85d77a3860?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">sconfitta nella guerra con gli Stati Uniti<\/a><\/strong>. La divisione tra gli spagnoli si acu\u00ec in quel momento: da una parte i&nbsp;democratici auspicavano riforme, dall\u2019altro le destre e i conservatori invocavano un \u201cuomo forte\u201d per curare i mali della nazione. Come spesso accade, servivano probabilmente entrambe le cose, ma non ne arriv\u00f2 nessuna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel 1917, l\u2019eco della Rivoluzione russa<\/strong>&nbsp;giunge anche nella penisola iberica e uno sciopero generale viene brutalmente represso dall\u2019esercito. L\u2019instabilit\u00e0 politica, anche se la Spagna \u00e8 fuori dalla Prima guerra mondiale, \u00e8 paragonabile a quella di altre nazioni europee: il primo ministro&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/2a348fd2-c488-4034-a92c-d03578094eae?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Eduardo Dato Iradier<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/2a348fd2-c488-4034-a92c-d03578094eae?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">&nbsp;<\/a>viene assassinato nel 1921; ebbe cinque successori in due anni finch\u00e9 nel 1923 il generale&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/531c82bc-8977-46b1-946f-4f54227be6d9?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Miguel Primo de Rivera<\/a><\/strong>&nbsp;rovesci\u00f2 l\u2019ultimo di loro. Per il re&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/f1dbca76-a266-4c34-9a60-a4d121a37a9b?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Alfonso XIII di Borbone<\/a><\/strong>&nbsp;de Rivera era \u201cIl suo Mussolini\u201d ma sei anni dopo arriva la terribile crisi finanziaria del 1929 che rivela, tra le altre cose, che tra de Rivera e il dittatore italiano qualche differenza in effetti c\u2019era. Infatti, il \u201cduce\u201d spagnolo perde rapidamente l\u2019appoggio dell\u2019esercito mentre il fronte repubblicano prende forza e nelle elezioni del 1931 dimostra di essere maggioranza nel Paese. Nell\u2019aprile 1931&nbsp;<strong>Alfondo XIII<\/strong>&nbsp;abdic\u00f2 anche per scongiurare una guerra civile. Inizio cos\u00ec il cosiddetto \u201cbiennio socialista\u201d con il solito corredo di intemperanze contro le istituzioni cattoliche e militari oltre che contro la propriet\u00e0 privata e le classi borghesi. Nel 1933 gli spagnoli ne avevano gi\u00e0 abbastanza e alle elezioni diedero la maggioranza al raggruppamento di destra&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/51194c28-61bd-426f-bf85-0cdc93f692d7?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">CEDA<\/a><\/strong>, guidato da&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/4da57464-7eda-45c8-8e31-8f8244bc8e06?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Jos\u00e9 Mar\u00eda Gil-Robles<\/a><\/strong>. Il nuovo governo si ritrov\u00f2 a dover fare i conti con i sindacati e i partiti di sinistra la cui mobilitazione culmin\u00f2 nel 1934 con la&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/cd9d15fb-d3fc-4b8b-987d-ff1f440cb503?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">sollevazione delle Asturie<\/a><\/strong>, repressa duramente dall\u2019esercito e dove si distinse un certo generale&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/2f3589b1-ca3c-451f-b5aa-edc9e6a2ec22?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Francisco Franco<\/a><\/strong>, veterano della guerra coloniale in Marocco, che affront\u00f2 gli scioperi dei minatori nelle Asturie con bombardamenti e artiglieria (oltre mille morti). Era convinto di essere in guerra e si comport\u00f2 di conseguenza: \u00abQuesta guerra \u00e8 una guerra di frontiera e i suoi fronti sono il socialismo, il comunismo e tutto ci\u00f2 che attacca la civilt\u00e0\u00bb, disse.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a class=\"image-link\" href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/0ebbd675-4f35-4695-a9d9-f9306c81897c?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/$s_!DIJz!,w_1100,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0029de2a-581e-41c0-8149-294806c5d008_1394x480.jpeg\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/f83ed438-404a-45c5-9124-958c3a85645f?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Ascolta la nuova serie di podcast di Storia In Rete cliccando qui<\/a><\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le successive elezioni portarono al potere<\/strong>, all\u2019inizio del 1936, il Fronte Popolare, un\u2019alleanza di partiti di sinistra il maggiore dei quali, il Partito socialista operaio spagnolo (PSOE) aveva come leader&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/cc6a44c6-7a0d-421b-8715-027458291601?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Francisco Largo Caballero<\/a><\/strong>&nbsp;che annunci\u00f2 senza mezzi termini \u00abla dittatura del proletariato [e] la repressione delle classi capitaliste e borghesi\u00bb. Questo a febbraio: a luglio, come sappiamo, l\u2019esercito intervenne ancora una volta sotto la guida di un pugno di generali tra i quali, ancora, Francisco Franco (che ci avrebbe messo qualche settimana ad assumere un ruolo guida). In risposta, i democratici, veri e presunti, si mobilitarono per difendere la Repubblica. Iniziava cos\u00ec la Guerra civile spagnola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le diverse interpretazioni<\/strong>&nbsp;alle quali abbiamo accennato si innestano su questi avvenimenti ma, evidentemente, offrono letture diverse. In particolare, la documentazione pubblicata da Asensio nel suo&nbsp;<em><strong>Marea Rossa<\/strong><\/em>&nbsp;rivela che, dietro le quinte, a soffiare sul fuoco dell\u2019oltranzismo repubblicano, prima e soprattutto dopo il 1936, c\u2019era la&nbsp;<em>longa manus<\/em>&nbsp;del Comintern di Mosca, decisa non tanto a combattere il fascismo e a \u201cdifendere la repubblica democratica\u201d quanto a creare una spaccatura tra le potenze capitaliste e quelle \u201cimperialiste\u201d, ostacolando cos\u00ec la formazione della temuta alleanza militare \u201cinteramente imperialista e interamente capitalista\u201d contro l\u2019URSS. In altri termini, Stalin e il Cremlino temevano un\u2019alleanza tra dittature (Germania, Italia) e democrazie (Gran Bretagna e Francia) in chiave antisovietica. La Guerra di Spagna le vide invece contrapposte e questo serv\u00ec a scongiurare il pericolo per un po\u2019. Infatti, nel 1939 le paure di Stalin ripresero corpo e aprirono la strada al sorprendente accordo con la Germania di Hitler (<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/2558b49c-5350-40fc-8bc4-7920a15f88d4?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Patto Ribbentrop-Molotov<\/a><\/strong>&nbsp;del 23 agosto 1939).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A sostenere il progetto sovietico<\/strong>&nbsp;\u2013 nel suo libro Asensio dedica alcuni capitoli su come venne organizzata la manipolazione delle narrazioni pubbliche, l\u2019impiego strategico della propaganda, la costruzione della memoria \u2013 c\u2019era in Spagna una classe dirigente social comunista che non vedeva l\u2019ora di scatenare una rivoluzione sul modello di quella bolscevica del \u201917: \u00abAbbiamo un partito, la giovent\u00f9 (socialista) unificata, l\u2019UGT e la CGTU&nbsp;<em>(due importanti sindacati spagnoli, NdR)<\/em>&nbsp;fuse, la reale prospettiva di creare un unico partito rivoluzionario del proletariato, abbiamo la possibilit\u00e0 di un grande sviluppo delle Alleanze dei Lavoratori e del consolidamento del Fronte Popolare\u00bb. Cos\u00ec il leader del Partito Comunista<strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/3a1858f8-dbd0-4d29-90f1-339ee5a16c3f?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Jes\u00fas Hern\u00e1ndez<\/a><\/strong>spieg\u00f2 a Mosca il piano rivoluzionario della sinistra per porre fine alla \u00abdemocrazia borghese\u00bb della Seconda Repubblica. Il rapporto che Hern\u00e1ndez present\u00f2 al Presidium dell\u2019Internazionale Comunista \u00e8 datato&nbsp;<strong>22 maggio 1936,<\/strong>&nbsp;cio\u00e8 due mesi prima del colpo di stato militare contro quella stessa democrazia che, dal febbraio 1936, era governata da chi in realt\u00e0 sognava di imitare i Soviet russi: \u00abAbbiamo una linea chiara e una chiara comprensione dei nostri obiettivi; ci ispiriamo alla traiettoria del grande partito di Stalin; abbiamo il sostegno positivo della nostra grande Internazionale Comunista \u2013 continuava&nbsp;<strong>Hern\u00e1ndez<\/strong>&nbsp;&#8211; La lotta \u00e8 attualmente tra fascismo e antifascismo, tra rivoluzione e controrivoluzione, una lotta che non \u00e8 n\u00e9 finita n\u00e9 ancora decisa\u00bb. Ripetiamolo: questo veniva detto e scritto ben prima della sollevazione militare. La spiegazione secondo Asensio \u00e8 semplice: nella primavera 1936 la Spagna era nel pieno sviluppo di un piano di ingerenza del Comintern avviato per lo meno nel 1931.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il rapporto di Hern\u00e1ndez non \u00e8 certo l\u2019unico<\/strong>&nbsp;documento compromettente e sconcertante per la sinistra spagnola che ancora oggi si presenta come l\u2019irriducibile baluardo democratico contro la \u201cdestra golpista\u201d. Secondo Asensio negli archivi russi sono conservati centinaia di migliaia di documenti relativi all\u2019ex URSS e alla sua strategia in Spagna. Tra i pi\u00f9 interessanti c\u2019\u00e8 una lettera riservata di quattro pagine inviata al Comitato Esecutivo del Comintern<strong>,<\/strong>&nbsp;questa volta da un socialista,&nbsp;<strong>Graciano Antu\u00f1a<\/strong>&nbsp;\u2013 segretario generale della SOMA (i minatori asturiani) e della federazione regionale del PSOE \u2013 che ebbe un ruolo di primo piano nei preparativi, nel finanziamento e nell\u2019attuazione del tentativo di colpo di stato del 1934. Antu\u00f1a, nell\u2019ottobre 1934, spiegava al Comintern: \u00abUna volta accettata la necessit\u00e0 della violenza per la rivoluzione attraverso l\u2019insurrezione armata al fine di instaurare la Dittatura del Proletariato, come ha fatto per il Partito Socialista Operaio Spagnolo, non sar\u00e0 facile scalzarlo dalla sua posizione attuale\u00bb. Hern\u00e1ndez e Antu\u00f1a erano solo due dei leader della sinistra spagnola completamente organici al progetto del Comintern che Asensio delinea chiaramente: la strategia consisteva nel mantenere la facciata di una difesa democratica, addestrando, preparando e pianificando al contempo gli elementi necessari ad assorbire i poteri della Seconda Repubblica attraverso il Fronte Popolare. La Spagna sarebbe stata, di fatto, il primo esperimento in Europa (dopo i fallimenti di analoghi progetti negli anni Venti in Germania, Italia e Polonia) di una \u201cRepubblica Democratica\u201d in stile sovietico. Uno scenario sventato solo dal colpo di stato militare del 18 luglio 1936.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La chiave di volta del piano di Mosca<\/strong>&nbsp;per la Spagna ha un nome e un cognome: dal 1932 in poi, fu l\u2019agente del Comintern in Spagna, l\u2019italo-argentino<strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/964fd8a7-aaec-4b22-b554-4c8d8f904699?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Vittorio Codovilla<\/a>,<\/strong>&nbsp;a coordinare l\u2019opera di infiltrazione secondo i dettami della cosiddetta&nbsp;<em><strong>\u201cstrategia delle costellazioni\u201d<\/strong><\/em>&nbsp;sviluppata nel 1926 dal finlandese&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/0d8cd8aa-e01e-40c9-9b17-7a1740a1fcd5?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Otto Kuusinen<\/a><\/strong>, segretario del Comintern: \u00abL\u2019errore sta nel credere che il comunismo sovietico<strong>&nbsp;<\/strong>abbia mai agito in modo trasparente \u2013 ha detto Asensio al quotidiano spagnolo<strong>&nbsp;<\/strong><em><strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/79939b67-9024-44fd-941c-73ac9f5fc731?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">El Confidencial<\/a><\/strong><\/em>&nbsp;&#8211; C\u2019\u00e8 la propaganda pubblica del Comintern e poi c\u2019\u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di vedere che il suo&nbsp;<em>modus operandi<\/em>, fin dall\u2019inizio, consisteva nel creare tutta una serie di reti e organizzazioni di facciata. Kuusinen aveva stabilito che, per conquistare i compagni di viaggio \u2013 in russo venivano chiamati&nbsp;<em><strong>poputchiki<\/strong><\/em>, coloro che percorrono la strada con noi senza avere la tessera del partito \u2013 bisognava creare tutta una serie di \u201csistemi solari\u201d\u00bb. Una serie di pianeti che ruotano attorno al sole; il sole, ovviamente, \u00e8 Mosca. Questi pianeti sembrano indipendenti, ma ruotano attorno a Mosca<strong>,<\/strong>&nbsp;dipendono da Mosca e sono finanziati e diretti da Mosca in modo assolutamente chiaro. E la chiave per il successo di tutto ci\u00f2 \u00e8 la grande flessibilit\u00e0: in ogni paese bisogna trovare il modo culturalmente appropriato per implementarlo, con volti locali e utilizzando slogan accattivanti<strong>:<\/strong>&nbsp;la fratellanza dei popoli, la pace, ecc. Una strategia che \u00e8 stata messa in pratica fino agli Ottanta come sappiamo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La nascita della Seconda Repubblica nel 1931<\/strong>&nbsp;forn\u00ec quindi un quadro ideale per questo duplice approccio<strong>:<\/strong>&nbsp;la facciata democratica e liberale dei partiti politici per il consumo pubblico, affiancata al vero obiettivo della rivoluzione operaia tramite anche l\u2019eliminazione (legale, politica e se necessario anche fisica) di tutti gli avversari. Ci\u00f2 port\u00f2 alla creazione di una costellazione di organizzazioni di stampo sovietico che si estendevano ben oltre il Partito Comunista stesso. Questo rende necessaria una correzione al vecchio mantra del basso numero di iscritti al PCE (Partito Comunista di Spagna) prima del 18 luglio 1936. La penetrazione ispirata da Mosca fu molto maggiore ma attuata soprattutto attraverso organizzazioni fiancheggiatrici come il&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/e6460cb6-d8bc-4fd5-882a-dfa91eed5be4?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Soccorso Rosso Internazionale<\/a><\/strong>, gli<strong>&nbsp;Amici dell\u2019Unione Sovietica<\/strong>(che in Spagna divenne la seconda organizzazione pi\u00f9 grande d\u2019Europa, dopo la Francia, con oltre ventimila membri) e la<strong>&nbsp;Federazione Operaia Culturale e Sportiva<\/strong>. Ovviamente poi ci furono anche infiltrazioni in settori come i sindacati, le organizzazioni giovanili e l\u2019esercito stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tuttavia, l\u2019aspetto pi\u00f9 significativo<\/strong>&nbsp;dell\u2019azione di Codovilla e del Comintern in Spagna fu il pieno controllo del PSOE<strong>&nbsp;<\/strong>di Francisco Largo Caballero: un\u2019operazione non difficilissima visto che, come abbiamo gi\u00e0 visto, Caballero era un estremista di suo e i socialisti spagnoli avevano gi\u00e0 un proprio \u201cslancio rivoluzionario\u201d come ha dimostrato l\u2019insurrezione armata del 1934, organizzata in risposta alla schiacciante vittoria della destra alle elezioni generali del 1933. Ricorda Asensio che \u00abnel PSOE c\u2019era tutta una serie di leader che, dopo l\u2019insurrezione armata, finirono a Mosca finanziati dal Soccorso Rosso Internazionale\u00bb. In<strong>&nbsp;<\/strong><em><strong>Marea Rossa<\/strong><\/em>, lo storico spagnolo pubblica, tra le altre cose, anche un rapporto che prova il sostegno finanziario del Comintern al PSOE diventato cos\u00ec il perno dell\u2019azione sovietica in Spagna. Nel 1935, dietro diretta ispirazione di Mosca, il PSOE organizz\u00f2 nelle Asturie una grande manifestazione per commemorare le vittime della repressione dell\u2019anno precedente. In quell\u2019occasione, proprio il Comintern consigli\u00f2 l\u2019us\u00f2 dell\u2019espressione di \u201cFronte Popolare di Spagna\u201d, la stessa denominazione usata l\u2019anno dopo per il cartello delle sinistre alle elezioni. Era una delle applicazioni pratiche della strategia staliniana fissata dal Settimo congresso del Comintern, tenutosi a Mosca dal 25 luglio al 20 agosto 1935: ufficialmente l\u2019Unione Sovietica abbandonava la promozione della rivoluzione internazionale e \u201cripiegava\u201d sulla politica dei \u201cfronti popolari\u201d (alleanza di tutti i progressisti e social comunisti contro \u201cfascisti\u201d, conservatori e reazionari) in ogni nazione. A che cosa avrebbero, comunque, potuto portare quei \u201cfronti popolari\u201d poi si \u00e8 visto, in Spagna e altrove\u2026 Ma, conclude Asensio, quella strategia rappresentava in realt\u00e0 solo un cambio di tattica<strong>.&nbsp;<\/strong>Tra i documenti che pubblica ci sono infatti anche le prove che allo stesso VII Congresso del Comintern furono distribuite istruzioni militari segrete che ordinavano di proseguire l\u2019infiltrazione degli eserciti borghesi \u201cal duecento per cento\u201d, mentre ufficialmente il segretario del Comintern, il bulgaro&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/substack.com\/redirect\/f443b975-a614-4fa0-b273-84da29d6e889?j=eyJ1IjoiNWR2NWhoIn0.TvkvVCUgCiLHzPumkmYvZMUmxKTvv1rkJHLDS_1EJYE\">Georgi Dimitrov<\/a><\/strong>, continuava a predicare il frontismo popolare nei suoi discorsi pubblici. La tradizionale doppiezza leninista che avrebbe gettato la maschera pochi mesi dopo. Giusto novant\u2019anni fa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonte: <strong>\u201cE\u2019 la Storia bellezza\u201d,\u00a0la newsletter di storia e attualit\u00e0 di Fabio Andriola<\/strong>, <a href=\"https:\/\/storiainrete.substack.com\/\">https:\/\/storiainrete.substack.com\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mestiere pericoloso quello dello storico, soprattutto perch\u00e9 imprevisti e passi falsi son sempre in agguato. Prendiamo un caso recentissimo, quello di&nbsp;Javier Rodrigo, Miguel Alonso&nbsp;e&nbsp;David Alegre, tre studiosi spagnoli che hanno appena consegnato alle stampe una ambiziosa e voluminosa opera:&nbsp;La guerra civile spagnola: una storia globale&nbsp;(Galaxia Gutenberg, pp. 640, \u20ac 30,00). 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