Ebbi modo di conoscere Marcello Veneziani e il suo pensiero, sulle pagine de La Nazione, insieme con altri intellettuali scomodi e anticonformisti, come Massimo Fini o Franco Cardini: erano gli anni Novanta e la Seconda Repubblica fondata sull’alternanza bipolare era appena nata con tutte le sue speranze e illusioni.

Da sempre Veneziani scrive articoli, libri e da tempo, interviene anche sui social. Tra i suoi numerosi saggi, possiamo citare: “La rivoluzione conservatrice in Italia”, “La cultura della destra”, “La sconfitta delle idee”, “I vinti”, “Contro i barbari”, “Rovesciare il ’68”, “Alla luce del mito”, solo per citarne alcuni. Ultimamente però si è distinto con due libri che sono praticamente usciti in contemporanea: il bellissimo “Imperdonabili”, dedicato a cento firme della cultura mondiale del Novecento che hanno fatto la storia; e “Tramonti”.

Quest’ultimo libro riflette sulla deriva nichilistica della società contemporanea, e sul collasso della modernità, analizzando storicamente il tramonto di cinque mondi: comunismo, occidente, cristianità, destra e democrazia. Il capitolo dedicato al comunismo, analizza a cento anni dalla Rivoluzione d’ottobre, la metamorfosi dell’estrema sinistra, dall’ideologia marxista-leninista a dottrina radical-chic fondata sul politically correct, mantenendo tuttavia la sua egemonia culturale imperante, che dal gramscismo si è evoluta (o involuto) in “sinistra pop” tramite il Sessantotto e il suo profeta precursore: Umberto Eco. In questa mutazione, la sinistra “ha perso per strada” il popolo (che si è spostato verso i populismi) e si è fatta oligarchica e snob.

Il capitolo dedicato all’Occidente, descrive invece a un secolo dalla Grande Guerra gli ideali e le illusioni che animarono l’interventismo; come la guerra fu vissuta da certi ambienti culturali, come un processo formativo necessario per le nazioni, e di come curiosamente, l’Europa fosse molto più viva e prospera quando le nazioni che la componevano erano in guerra tra loro, di quanto interscambio culturale vi fosse anche tra le trincee, rispetto all’odierna Unione Europea che ha invece annichilito le differenze e omologato tutto in un processo tecnocrate. La Prima guerra mondiale, segnò la fine dell’Europa, mentre l’Occidente, con gli Usa, trionfò, per cominciare a declinare con la globalizzazione, quando “sconfinando” oltre se stesso, collassa.

Il capitolo sulla cristianità, sentenzia invece il declino della fede e della civiltà cristiana, e di come ciò rovesci completamente i valori di riferimento facendo apparire anormale, immorale e incivile ciò che era consolidato da millenni; di come ne muta completamente l’antropologia sociale ed etica, e descrivendo la Chiesa, nel passaggio da benedetto XVI a Papa Francesco, come un passaggio dal Sacro al Santo, compiendo una svolta populista che anziché guidare il mondo, ne insegue i cambiamenti.

Il capitolo dedicato alla destra, narra la parabola di un mondo politico-culturale che da una visione verticale e aristocratica, degenera in una prospettiva orizzontale e populistica; riflette sulla crisi della cultura della destra e sul fallimento della destra politica al governo e proponendo di ripartire dall’idea nazionalpopulista, individuandone però anche i limiti intrinseci.

Infine, Veneziani ci descrive la democrazia come compressa tra due pericolose derive: l’individualismo e l’omologazione globalista, tra oligarchia e democrazie dirette, “volgarmente plebiscitarie”, arriva ad azzardare una critica all’eccesso di libertà dell’Occidente che si sta paradossalmente rovesciando in una nuova tirannide che ci imprigiona anziché liberarci, dove l’individuo finisce schiavo dei suoi istinti e delle pulsioni irrazionali.

Il bellissimo libro di Veneziani, come in tutte le sue opere, si caratterizza per la capacità di unire la profondità dei concetti, a una forma ineccepibile, uno scrivere che lo accosta quasi alla prosa, eppure rimanendo sempre accessibile anche al lettore “occasionale”. Un aspetto importante: il libro è edito Giubilei Regnani del giovane editore Francesco Giubilei che è anche animatore del movimento culturale Nazione Futura, nonché, presidente della Fondazione Tatarella, ed è a Giubilei che Veneziani dedica nella prefazione del libro, un post-scriptum nel quale precisa di aver scelto questa proposta editoriale declinandone altre. Un libro che consiglio vivamente.

 

Marcello Veneziani

TRAMONTI

Giubilei Regnani, Roma 2017

Ppgg. 304, euro 18.00