Tripoli. Mentre le truppe del Governo di Accordo Nazionale e quelle di Haftar (LNA) combattono a Sirte e al-Jufra, la National Oil Corporation, compagnia petrolifera statale libica, indica negli Emirati Arabi Uniti i responsabili del blocco delle esportazioni di petrolio.  É dal 18 gennaio che l’LNA ha fermato le attività di export sia presso al-Sharara sia in altri giacimenti, tra cui al-Feel provocando un crollo della produzione petrolifera libica, passata da 1.2 milioni di barili al giorno ad appena 72.000, con perdite pari a quasi sette miliardi di dollari.

La NOC ha stigmatizzato l’ingerenza degli Emirati e denunciato la presenza di mercenari russi della Compagnia Wagner  nel porto petrolifero di Es Sider e nelle vicinanze del giacimento petrolifero di Sharara. Parallelamente, il sito South Front, sulla base di immagini e video, ha riferito che un convoglio militare del LNA, composto da diversi carri e almeno un sistema di difesa aerea di tipo Pantsir- S1 sta viaggiando in direzione Sirte. Il portavoce delle forze del GNA ha confermato che sistemi Pantsir e altre armi sono giunte all’aeroporto di Sirte l’11 luglio a sostegno delle forze di Haftar. Tuttavia, specifica South Front, il sistema di difesa mostrato nel video e nelle fotografie era posizionato su un carro 8×8 di tipo KAMAZ-6560, quindi non fornito dagli Emirati Arabi Uniti. Il Pantsir-S1 giunto a Sirte è infatti “giallo deserto” equipaggiato con un vetusto radar di tipo PESA (passive electronically scanned array) e l’unico Paese in Medio Oriente che dispone di sistemi simili è la Siria.
Quanto sopra evidenzierebbe il rafforzamento dell’alleanza Damasco- LNA. Probabilmente la partita, sulla scacchiera libica, si potrebbe risolvere entro il prossimo autunno-inverno.