L’Enac, ossia l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha interrotto quest’estate la concessione che era stata riservata alla compagnia aerea Air Italy (licenza Coa: Certificato di Operatore Aeronautico). L’azione è giunta dietro richiesta avanzata dalla stessa azienda in fase di liquidazione. I rappresentanti sindacali e i dipendenti erano consapevoli che sarebbe arrivata questa triste notizia, ma non così presto.

Air Italy S.p.A. con sede presso l’aeroscalo di Olbia-Costa Smeralda e base operativa principale Malpensa era controllata direttamente da AQA Holding, a sua volta controllata da Alisarda S.p.A. per il 51% e da Qatar Airways Company per il restante 49%. L’11 febbraio 2020 era già stata stabilita la liquidazione in bonis per la compagnia e l’interruzione definitiva delle proprie operazioni di volo. La compagnia aerea ha però garantito la possibilità di volare negli stessi orari e giorni da e per l’aeroscalo di Malpensa sino al 26 febbraio 2020, e le tratte in continuità territoriale da e per l’aeroscalo di Olbia-Costa Smeralda sino al 16 aprile dello stesso anno.

La compagnia, nata nel 1963 come Alisarda e con la missione di promuovere il turismo dell’isola, nel 1991 assunse il nome di Meridiana. Nel 2017 Qatar Airways acquistò il 49% di AQA Holding, l’azienda che controllava il 100% di Meridiana. Nel novembre 2017 si stabilì che Meridiana avrebbe incorporato Air Italy.

Per la stagione estiva 2018 Meridiana aveva iniziato a coprire varie rotte per i principali aeroscali del centro-sud Italia così da alimentare le nuove rotte a lungo raggio come New York e Miami. Nel febbraio 2018 nell’ambito di un progetto di rilancio fu annunciata la creazione di Air Italy, con relativo restyling diventando operativa un mese dopo. Nel 2019 Air Italy aprì rotte estive e invernali; sennonché nel febbraio 2020 l’Assemblea degli Azionisti stabilì la chiusura dell’azienda e la liquidazione volontaria. Dal 25 febbraio l’intera flotta sarebbe stata messa a terra. Il 19 febbraio 2020 la compagnia riaprì alle vendite i voli operati in regime di continuità territoriale dall’Aeroscalo di Olbia-Costa Smeralda a quelli di Fiumicino e Linate. Tuttavia nessuno di tali voli fu effettuato perché l’aeroscalo di Olbia fu chiuso in occasione dell’emergenza Covid-19.

 

Non resta che attendere il prossimo incontro con la direzione aziendale, le istituzioni e le amministrazioni di Lombardia e Sardegna. L’auspicio è che una compagnia come Alitalia possa sopperire al vuoto creatosi in Sardegna in continuità territoriale. Con ciò si potrebbe mantenere la speranza che i lavoratori di Air Italy possano essere riassorbiti nella compagnia di bandiera italiana. Con la sospensione della concessione, diventa sempre più problematica la conduzione delle negoziazioni sul destino dei lavoratori che restano concentrati sull’accordo per dieci mesi di cassintegrazione senza alcun vincolo sul mancato preavviso in caso di licenziamento. Secondo fonti Enac, la sospensione del Coa è sarebbe avvenuta per mancanza dei presupposti, dato che la compagnia ha restituito i vettori aerei all’azienda che li aveva forniti in leasing. Air Italy non può più né vendere biglietti né volare.

Frattanto il ministero del Lavoro ha convocato una riunione per esaminare le condizioni occupazionali nella compagnia aerea. La gravità di una sospensione dei trasporti di questa entità non è sempre facilmente comprensibile nell’immediato, nelle conseguenze che ha sul sistema Paese nelle sue complesse ramificazioni in tutti i settori del sistema produttivo e lavorativo. Occorre difendere le libertà di movimento di cittadini, imprese e istituzioni in generale. Senza libertà di movimento non può esservi vera libertà. I sussidi statali, nelle forme e modalità più consone, hanno una ragion d’essere se servono per esempio a garantire la continuità di trasporti e di infrastrutture in generale, ma non sussiste una ragion d’essere di sussidi destinati esclusivamente a una unica compagnia, come Alitalia, creando situazioni di abuso di posizione dominante.

L’attuale governo, sulla stessa linea del precedente, persiste nel fornire aiuti statali in particolar modo a una unica compagnia, sebbene ultimamente abbia stanziato, nel D.L. Rilancio, 50 milioni anche ad altre compagnie italiane (es. Air Dolomiti, Blu Panorama e Neos). Una leva di importanza cruciale per aiutare tale comparto è l’abbassamento di costi e tasse inutili. Una compagnia di volo non può prescindere da un piano industriale e nel caso di Air Italy negli ultimi quindici anni si è assistito a troppi passaggi di proprietà, una girandola di cambiamenti continui che ha portato solo confusione finendo con l’abbassare la competitività. A impedire questo, forse, avrebbe dovuto intervenire maggiormente lo Stato offrendo soluzioni appropriate e favorendo una visione futura e una pianificazione adatta al sistema nazionale. Ormai però è troppo tardi, anche perché nello scenario attuale la Commissione Europea non farà sconti a nessuno neanche alla luce della crisi Covid-19.