Mentre in Italia le opposizioni di centrodestra hanno sbagliato completamente tattica perdendo un’occasione storica per dare la spallata all’attuale governo Conte, la rivoluzione auspicabile “potrebbe” venire dagli Usa. Se nel nostro Paese Fratelli d’Italia sembra essere l’unica forza politica che cresce nei consensi elettorali, la proposta del partito della Meloni di discutere in Parlamento una nuova legge che consideri in Italia un “reato universale” la barbarica pratica dell’utero in affitto, rendendola punibile anche se commesso all’estero, seppur lodevole, sembra aver scarse possibilità di essere approvata in un Parlamento a maggioranza giallorossa.

A venirci in aiuto potrebbe essere un nuovo vento che sembra destinato a soffiare forte dal Paese a stelle e strisce. Non sappiamo se il Presidente Donald Trump sarà rieletto alla Casa Bianca (i sondaggi sono al momento ballerini); ignoriamo se il Tycoon sarà insignito dal Nobel per la pace (a differenza dei suoi predecessori non ha fatto guerre). È certo che ha sostanzialmente mantenuto le proprie promesse isolazioniste e protezioniste, ma soprattutto ha in questi giorni compiuto una mossa da maestro che potrebbe condizionare pesantemente il futuro non solo degli Usa, ma di tutto il mondo occidentale. Recentemente, infatti, è deceduta Ruth Bader Ginburg, giurista, magistrata e accademica statunitense, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti; una donna indubbiamente di valore e molto influente, che fu nominata nel 1993 – come prevede la legge americana – dall’allora Presidente Usa Democratico Bill Clinton. La Ginburg era femminista, progressista, liberal, abortista e fervente paladina dell’uguaglianza di genere, quindi favorevole alle adozioni gay, cultura gender, e dintorni.

Dopo la sua morte, spettava al nuovo presidente – Trump – di indicare la sua sostituzione. Il Partito Democratico statunitense, furbescamente e disonestamente, è sceso sul piede di guerra, intimando che il rimpiazzo fosse posticipato a dopo le elezioni presidenziali, ma Trump non ha perso tempo e ha scelto la nuova giudice della Corte Suprema Usa, una donna, altrettanto autorevole, Amy Coney Barrett, scatenando le ire dei Democratici, soprattutto tra le fila più liberal. La ragione è semplice; l’orientamento della Barrett è diametralmente opposto a quella della Ginburg: cattolica, repubblicana, conservatrice, antiabortista, fermamente contraria alle adozioni gay, uteri in affitto, all’immigrazione incontrollata.

Per i Democratici, Clinton aveva diritto (dovere) di piazzare un’antiproibizionista radicale, ma Trump è un fascista quando propone per il posto vacante una persona d’idee e valori opposti, ma fortunatamente Trump ha proceduto spedito come un treno.  Adesso la scelta trumpiana dovrà essere confermata da una votazione al Senato prevista per il 29 ottobre, esattamente a 5 giorni dalle elezioni presidenziali americane. Secondo i pronostici, la Barrett dovrebbe ricevere il via libera al Senato. Forse anche per questo e per evitare ad ogni costo un secondo mandato alla Casa Bianca a Trump, che proprio in queste ore è scattata l’ennesima trappola dei Democratici che non sapendo più cosa inventarsi tirano fuori un fantomatico scandalo sulle tasse che riguarderebbe Trump.

Non sappiamo però se quest’accanimento contro il Presidente, unito ai disordini provocati dalle frange estremiste del movimento Black Lives Matter, avvantaggeranno il rivale Joe Biden, o provocheranno invece un autogol. Vedremo. Ma a prescindere da quale sarà il futuro inquilino della Casa Bianca, se la nomina della Barrett alla Corte Suprema fosse confermata al Senato, i rapporti di forza della suddetta Corte, sarebbero di 6 a 3 per i conservatori. A questo punto, dagli Usa potrebbe sul serio esplodere una rivoluzione conservatrice su temi cruciali quali aborto, droghe, sessualità, immigrazione, e nel caso, anche in Italia dovremmo essere pronti a cavalcare finalmente quest’onda.

Ecco perché – forse casualmente – ha fatto bene Fratelli d’Italia a giocare d’anticipo e “rilanciare” su una questione centrale come la condanna universale di una delle forme più orride di sfruttamento del corpo umano, la pratica dell’utero in affitto. Ed ecco perché gli ambienti progressisti – americani e non – sono sinceramente preoccupati.