Quel che sto per raccontare riguarda una piccola storia ambientata negli anni 80, ma che spiega come siamo combinati oggi: ve la narro così come l’ho sentita, in un simposio medico.
Siamo in un paesino del sud, in un giorno qualsiasi degli anni 80. La signora Maria ha adocchiato delle belle fette di carne dal macellaio, e vorrebbe tanto preparare una buona cena per la sua famiglia. Si reca quindi dal medico del paese, giù nella piazzetta e chiede una ricetta per i suoi dolori alla schiena che tanto la affliggono. Il dottore capisce e prescrive, facciamo per esempio, una ricetta per un medicinale che allora era tra i più venduti e costosi, il Cronassial: il medico ritiene che sia un buon farmaco, è consigliato nientepopodimeno che da un nostro recente premio Nobel, la dottoressa Rita Levi Montalcini. La ricetta contiene la prescrizione di numerose scatole, un’intera cura, sufficiente per due mesi.

La signora Maria ringrazia il dottore e ritira la ricetta. Attraversa la piazzetta e subito si infila nella farmacia lì vicino. Il farmacista legge la ricetta, vergata a mano e con un numero importante di scatole come si poteva allora, allega le fustelle delle scatole alla ricetta, poi prende le confezioni del farmaco e le accantona per gettarle successivamente nel contenitore dei rifiuti speciali. Infine consegna alla signora Maria un bigliettino con scritto:”cinquantamila lire” ; la donna non fa una piega e riattraversa la piazzetta per raggiungere il negozio del macellaio di fiducia. Qui ordina delle belle bistecche e consegna il bigliettino che il macellaio ritira senza profferir parola. Mentre la signora torna a casa entra in scena il vero regista di tutta l’operazione, don Vito, che provvede ad incontrare il medico a cui versa una cifra in percentuale rispetto al farmaco, che poteva essere anche diverso da quello citato come esempio, poi ripete la stessa scena nel negozio del macellaio, pagandogli le bistecche.

Alla fine sono tutti contenti, la casalinga, il farmacista, il medico, don Vito e la casa farmaceutica per cui lavora, ed infine il macellaio. A chi osa chiedere a don Vito se ritenga che il suo modo di fare sia corretto, egli risponde di sì, perché “muove l’economia”. Chi ha realmente pagato è unicamente lo Stato ma così funzionava allora da quelle parti.
E questo sistema funzionava in alcune realtà del sud, ma non solo, perché il pesce puzza dalla testa. Infatti il ministro di allora, De Lorenzo, venne coinvolto in Tangentopoli e sempre in quegli anni il Direttore generale del servizio farmaceutico,tal Duilio Poggiolini, trafficava per consentire aumenti di prezzi ad alcuni farmaci su gentile richiesta delle case farmaceutiche, con tale beneficio che nascondeva lingotti d’oro nei divani di casa: quando l’avidità si sposa con la stupidità.

Se vogliamo capire cosa accade oggi, dobbiamo risalire ad episodi di quegli anni. Se non comprendiamo perché abbiamo un debito pubblico mostruoso, la spiegazione ce la danno le situazioni di allora, dove per esempio l’assegno di accompagnamento veniva rilasciato con grande generosità nei territori controllati dai ras della Democrazia Cristiana, alcuni ancora oggi al comando di realtà locali. Si arrivava al punto che in una famiglia c’era il marito che “accompagnava” la moglie che a sua volta era “accompagnata” dal coniuge. L’invalidità di accompagnamento era ciò che oggi è il reddito di cittadinanza , ciò che non è cambiata è la mentalità assistenziale dovuta e clientelare.

Ho citato come esempio il farmaco Cronassial che veniva prescritto per tutte le forme di lombosciatalgie o dolori in generale. Pochi medici controllavano le modalità d’azione di un farmaco, ci si fidava di ciò che diceva la propaganda farmaceutica; la stessa Rita Levi Montalcini sponsorizzava il farmaco, sorvolando su legittime domande sui possibili effetti collaterali, pur di avere finanziamenti per la sua attività di ricerca; in seguito si scoprì che il Cronassial poteva provocare malattie come la sindrome della mucca pazza e venne ritirato . Ci sono personaggi pubblici che essendo collocati perfettamente nel politically correct, in Italia diventano inattaccabili: c’erano negli anni 80, ci sono anche oggi. Rita Levi Montalcini venne solo sfiorata dallo scandalo.

Scandali sull’uso scorretto dei farmaci sono ormai alle spalle, grazie anche all’introduzione dei generici ed ai controlli sistematici di tipo informatico ma i danni di allora li paghiamo noi oggi e le future generazioni successivamente.
Ogni spreco di pubblico denaro presenta sempre il conto così come gli errori da incapacità amministrativa .
Che siano farmaci, autostrade, banchi di scuole, mascherine e quant’altro, in Italia chi paga è sempre chi non partecipa al banchetto.