Stupisce l’efficiente rapidità con cui, da sempre, i Governi italiani hanno saputo riportare in Patria, a suon di milioni, cooperanti e volontari recatisi in paesi lontani per compiere opere di bene e là rapiti; come se aiutare un bambino o un anziano nel proprio comune di residenza sia cosa meno nobile che farlo in Palestina o ad Aleppo. Tuttavia, nel pluricitato caso dei due Marò, inutile ripercorrerne la stranota vicenda, i Governi fino ad oggi succedutisi (Monti, Letta, Renzi) non sono stati in grado di far granché. È dovuta entrare in gioco un’ischemia per permettere a uno dei due di tornare, a tempo determinato naturalmente, in Patria. Mentre l’altro, che del resto malato non è, salvo qualche permesso speciale gentilmente concesso per le festività, rimarrà là fino a nuovo ordine (degli Indiani, beninteso, non nostro).

I continui rinvii dell’udienza per i due militari, l’ultimo è recentissimo, sono accolti in Italia con una scrollata di spalle, con la stessa serenità con cui di solito si ascoltano le previsioni del tempo, mentre in Europa la notizia neppure filtra più. Un teatrino, quello della magistratura e del governo indiano, che è una presa in giro. Un gioco che è un’offesa continua. Ma per quale motivo l’opinione pubblica nostrana è così tiepida con i due fucilieri? Certo non per il crimine cui sono indagati, bensì per la ben più grave colpa di portar la divisa. Son militari, chissene frega. Poco importa che quella divisa rappresenti l’Italia, un paese in prima linea nell’aiutare i disperati di mezzo mondo ma alquanto tiepido nella solidarietà ai propri militari, né si può dire che l’attuale magico governo Renzi abbia giocato la parte del leone: la pietosa scena del ministro Pinotti che per gli europei di calcio mostra con fierezza le maglie degli Azzurri intitolate a Latorre e Girone ne è un emblema miserevole. Insomma, la dignità della nostra Nazione, importantissima ai tempi delle boutades berlusconiane, ne esce ogni giorno sempre più lorda.

Mi trovassi nei panni dei Marò, maledirei l’ora in cui ho indossato la divisa.