Da sempre innamorato del volo e dagli aerei, John Travolta ci regala Volo notturno per Los Angeles, un film intenso quanto delicato tratto dal libro da lui scritto nel 1997, Propeller One-WayNight Coach. Protagonista è un bambino, Jeff (un eccellente Clark Shotwell) che nel 1962 — il tempo felice di un’America ancora ottimista — sta per trasferirsi da New York a Los Angeles con la madre Helen, giovane donna che sogna la scena di Hollywood. Jeff, alter ego di John bambino, è entusiasta poiché per la prima volta sale su un aereo, un allora modernissimo DC-6. Per il bimbo una grande festa. Per risparmiare sui biglietti Helen ha diviso il lungo viaggio in diverse tratte; una scelta felice. Jeff rimane abbagliato da quel piccolo grande universo volante: i motori, le ali, i venti, le sale di attesa, i finger, le hostess. E proprio una loro, Liz, interpretata dall’attrice Olga Hoffmann, regalerà ai due l’inattesa esperienza della prima classe dove incontreranno l’assistente di volo Doris – Ella Bleu Travolta, figlia di John –, e sarà la prima cotta di Jeff.
Sono sessantun minuti di alchimia e stile, impreziositi dalle musiche di Mancini e Sinatra, che diventano una fiaba per tutte le età. Ma in Volo notturno per Los Angeles vi sono anche tanti segni della storia, tutt’altro che facile, di Travolta. Prima di tutto, il nome del piccolo Jeff ricorda quello di Jett, il figlio 16enne morto nel 2009. Poi la scelta di Kelly Eviston-Quinnett per la parte di Helen. Nella vita la brava Quinnett insegna al dipartimento di arti dello spettacolo presso l’Università dell’Idaho – la madre di Travolta insegnava recitazione – ma soprattutto è una “Doula”, un’accompagnatrice nel fine vita, sostegno certificato per il lutto. E qui un altro doloroso ricordo privato. Oltre alla perdita del figlio, Travolta ha subito, sei anni fa, quella dell’amatissima moglie, Kelly Preston.
Nel film c’è poi tutta la batteria di sorelle e fratelli Travolta: Ellen è la nonna di Jeff, Margaret la passeggera Barbara; in ruoli minori, anche Ann, Sam e Joey. Travolta torna nel mondo dell’infanzia per raccontarsi con levità e dolcezza; non a caso John ha voluto apparire in un cammeo in cui lui, vecchio pilota pronto alla pensione, si inchina al bambino che è stato. Da vedere.





