Nel generale disinteresse della comunità internazionale prosegue, tra acuti e momenti di relativa calma, il conflitto civile in Sudan. L’ultima decade di novembre è stata caratterizzata da violenti scontri tra le Forze di Supporto Rapido e l’Esercito, tanto nella capitale che in diverse regioni del Paese, scontri che si sono progressivamente attenuati nel corso delle ultime 48 ore. Attenuazione che, tuttavia, sembra costituire più una pausa necessaria ai due contendenti per rifornire e riarmare le proprie unità che una riduzione della conflittualità. All’orizzonte non si intravede nessuna soluzione politica allo scontro divampato lo scorso aprile in seno al Consiglio di transizione.
Il prolungarsi del conflitto, anzi, sta dando spazio a piccoli e meno piccoli movimenti armati su base locale dalle rivendicazioni non sempre chiare. Senza dimenticare che nel conflitto sudanese è forte il rischio di “infiltrazione” di potenze regionali – e non solo – intenzionate a tutelare i propri interessi. Il tutto lontano dai riflettori della stampa internazionale.





