Marzo 2020: panico mondiale. Sono passati 5 anni. Molti di noi vogliono solo dimenticare quei mesi in cui, improvvisamente, perdemmo tutte le nostre libertà costituzionali ed il mondo intorno a noi diventò quasi una prigione. Ne abbiamo già parlato qui ed anche qui. E invece no. Non si deve dimenticare, specialmente dopo le recenti rivelazioni e notizie su errori e menzogne che hanno provocato caos e isteria e – guarda caso – permesso enormi, e spesso inutili, stanziamenti di pubblico denaro.
Un osservatore in USA è tentato a interpretare la crisi del COVID in funzione politica. L’isterismo COVID fu subito usato per mettere in difficoltà il Presidente Trump dicendo che “non faceva abbastanza”. La pasionaria Jane Fonda fu uno dei pochi esponenti della Sinistra USA ad essere sincera dichiarando che il COVID era un regalo per la Sinistra, ed infatti molti dei finanziamenti speciali durante la pandemia finirono nelle casse di Organizzazioni Non Governative e gruppi ben schierati politicamente. La Borsa (SP500) crollò nel Marzo 2020, passando da 3400 a 2200, ma si riprese quasi subito. Trump finanziò e mobilitò le ricerche per un vaccino, che fu prodotto in un tempo record di pochi mesi. Molti (specialmente a Sinistra) erano scettici sul “vaccino di Trump”, ma quando Trump “perse” le elezioni nel Novembre 2000, il vaccino (ora di Biden) divenne istantaneamente ottimo e sicuro per tutti, dai neonati ai vecchietti, e si criminalizzò come un untore chi esitava a farsi iniettare quella che tutto sommato era una sostanza nuova e poco testata.
Ma un osservatore globale non vede solo la speculazione politica. Furono i paesi orientali – paesi anche molto avanzati quali Corea del Sud e Taiwan – che si lasciarono trasportare, senza vere agende politiche, verso l’applicazione delle misure più estreme ed irrazionali. I leader di questi paesi erano terrorizzati da potenziali accuse di non fare abbastanza, e così fecero tante follie, molto peggio dei nostri banchi a rotelle. Una possibile interpretazione delle follie asiatiche – una interpretazione molto personale, ma basata su una discreta conoscenza del loro mondo – può essere fatta ricordando che in questi paesi molte persone, anche di cultura, sono influenzate da superstizioni, astrologia, numerologia, e via dicendo. Queste debolezze emotive possono aver creato emozioni e paure che spiegano le loro enormi misure protettive. Per carità, anche noi italiani non siamo indenni da queste debolezze. Basti pensare ad un cattolico come Romano Prodi che si dilettava in sedute spiritiche. Ma forse lo avevano tirato per i capelli per partecipare alla seduta…
Ebbene, passati 5 anni cosa abbiamo scoperto? Anche le testate di Sinistra, tipo il Guardian in UK, danno ora spazio a chi descrive le misure COVID come un monumento di isterismo collettivo, una applicazione coercitiva senza il dovuto controllo parlamentare, una follia, una illegalità, una azione da Stato di polizia.
Siamo migliori oggi, 5 anni dopo? Non sembra. La maleducazione – nel traffico, negli aerei, nei contatti sociali, e sull’internet – è aumentata, e molti pensano che questo fenomeno sia una conseguenza delle chiusure e dei coprifuochi del COVID.
Dopo aver accusato di razzismo chi faceva notare che il COVID era scappato fuori dal laboratorio cinese di Wuhan, oggi si riconosce che questa è l’interpretazione più probabile. Ma la Cina non ci pagherà una lira per colpe che non ammetterà mai. Perfino il New York Times – una testata che per anni aveva cavalcato la tigre dell’allarmismo COVID – oggi pubblica articoli intitolati “Siamo stati gravemente ingannati riguardo all’evento che ha cambiato le nostre vite”.
Forse la menzogna più grave fu quella di spacciare il vaccino COVID come indispensabile per fermare i contagi. Questa fu la scusa per fare inutili vaccinazioni a giovani e bambini: appunto per evitare il contagio dei nonni. Ma si sapeva fin dall’inizio che anche i vaccinati potevano contagiare.
Qui in USA molti furono fortunati, vivendo in stati tipo Florida e South Dakota che non si lasciarono trascinare dall’isteria collettiva e salvaguardarono le libertà costituzionali ed un discreto funzionamento delle strutture scolastiche e sanitarie, salvando molti – specialmente i ragazzi – dalle depressioni causate dall’isolamento. Anche in Europa nazioni come la Svezia mantennero la testa a posto e non si lasciarono prendere dal panico delle inutili mascherine e dei coprifuochi. Alcune università (per esempio Hillsdale) decisero di correre il rischio di rimanere aperte. Molti gridarono allo scandalo annunciando drammatiche conseguenze. Invece nulla di grave accadde. Anzi, per esempio nella permissiva Florida, la mortalità COVID fu inferiore ad altri stati USA.
Gli effetti della pandemia COVID non sono finiti. Molti impiegati ancora approfittano della passata pandemia per abbandonare l’ufficio e lavorare a casa. Per molti lavori tecnologici la cosa è fattibile, ma per altri no. Il dipartimento DOGE di Elon Musk, creato poche settimane fa dal presidente Trump, ha già identificato centinaia di edifici e di uffici governativi praticamente vuoti, con tutti gli impiegati che dicono di lavorare a casa.
I più pessimisti pensano che le azioni anticostituzionali applicate durante la pandemia COVID (schedature della popolazione, controlli della mobilità personale, coprifuochi, ecc.) siano state una “prova generale” per future misure per nuove emergenze, vere o fasulle. In verità, tutte le popolazioni si sono comportate in maniera molto sottomessa, accettando anche le misure più assurde in quasi completo silenzio. Questo nostro comportamento passivo ed obbediente si potrà rivelare un incentivo per i governi a creare nuove future emergenze – sanitarie, climatiche, o di ridistribuzione della ricchezza. Speriamo che i pessimisti non abbiano ragione.





