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Il doctor Fauci e mister Covid

di Paolo Zannetti
11 Giugno 2024
in Il punto
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Il doctor Fauci e mister Covid
       

Il Dott. Antony Fauci, nato nel 1940 a Brooklyn, New York, ha radici etniche italiane – i nonni emigrarono in America verso la fine del 19mo secolo. Ha fatto una carriera splendida nel campo della medicina immunologica, servendo come direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) dal 1984 al 2022, con il salario piu’ alto ($418 mila nel 2019) di tutti gli impiegati del governo federale degli Stati Uniti, presidente compreso. Come direttore del NIAID, ha gestito un budget di miliardi di dollari per finanziare la ricerca medica in tutto il mondo, compresi fondi di ricerca dati al tristemente famoso laboratorio cinese di Wuhan, da dove con molta probabilità il COVID-19 si è originato.

Negli anni più critici dell’emergenza COVID-19, Fauci raggiunse una enorme fama nazionale ed internazionale come propugnatore di misure drastiche per contenere la diffusione della pandemia. Tra le varie e numerose onorificenze, nel 2020 ricevette l’Ordine al merito della Repubblica italiana (OMRI) – il più alto degli ordini della nazione.

Oggigiorno tante delle misure prese dai governi durante l’emergenza COVID sono dibattute e riesaminate. Sia le misure stesse, che la criminalizzazione del dissenso effettuata durante l’emergenza. Ci sono persone, e categorie di persone, che hanno avuto danni enormi – fisici, emotivi, monetari, professionali. Costoro vogliono vederci chiaro in quello che è stato fatto, anche per non ripetere gli stessi errori in futuro.

In America la situazione è ancora più complessa, sia per il fatto che vari stati applicarono differenti misure restrittive permettendo quindi una verifica empirica dell’inutilità’ di tante regolamentazioni allarmistiche (un tema che abbiamo già discusso qui: https://www.destra.it/home/lettera-dagli-usa-pandemia-e-dintorni-i-numeri-non-mentono/), e sia per le implicazioni politiche ed elettorali. Infatti, l’infezione COVID permise, nel 2020, di cambiare le leggi elettorali nell’intero paese, imponendo il voto per posta. Questa imposizione, in alcuni stati attuata con la scusa dell’emergenza senza seguire le corrette procedure legali, non aveva alcun senso perché i contatti fisici per visitare un seggio elettorale sarebbero stati minimi ed inferiori a quelli di una visita ad un supermercato, che era naturalmente permessa e frequente. Ma il voto per posta – assieme a tante altre misure assurde, per esempio permettere di votare senza mostrare un documento di identità – è sempre stato un cavallo di battaglia della Sinistra USA che, con il COVID, trovò l’opportunità giusta per imporlo, naturalmente per “proteggere la salute pubblica”. In realtà, il voto per posta permette al partito con più attivisti di setacciare i punti più nevralgici del paese, le zone elettoralmente più critiche, le persone più scontente e pigre, i classici astensionisti disinteressati alla politica, ed offrire loro un “servizio”, un “aiuto” a compilare i lunghi fogli elettorali ed imbucarli nel sistema. Dicono: firma qui ed al resto pensiamo noi…

Questo attivismo, condotto con metodi legali e illegali dai progressisti USA, e ben finanziato da Soros, Zuckerberg, & Co., produsse la sconfitta di Trump. È logico quindi sottolineare che la Sinistra USA fu in prima fila nel fomentare l’allarmismo COVID, perché fin dai primi giorni, identificò forti vantaggi politici associati alla pandemia. È anche logico vedere oggi il Centro e la Destra USA in prima fila nel ridiscutere il passato allarmismo e smascherare passate menzogne ed errori. Naturalmente, Fauci è – giustamente – nell’occhio del ciclone.

Tra i nemici di Fauci emergono il Senatore Rand Paul (già descritto qui: https://www.destra.it/home/follie-usa-tasse-sprechi-debiti-lallegra-gestione-dei-liberals-doltre-atlantico/) ed Elon Musk. Senza mezze misure, ci dicono Fauci dovrebbe essere processato per crimini contro il popolo americano per aver finanziato l’istituto cinese di Wuhan per ricerche mediche pericolose.

E poi, più tempo passa, e più si scoprono menzogne e depistaggi in quello che politici ed “esperti” hanno fatto e detto durante l’emergenza COVID. Per esempio, oggigiorno è chiaro che la regola dei 2 metri di distanza non aveva alcuna base scientifica. Lo stesso Fauci, interrogato da una commissione di inchiesta, ci ha detto che questa regola “apparì tutto ad un tratto” senza nessun studio specifico. Fauci ha anche ammesso che non fu fatto nessun studio di costi-benefici prima di imporre le mascherine ai bambini. Il risultato fu un danno enorme all’istruzione di una intera generazione.

È vero che durante una emergenza si possono fare errori in buona fede. Ma successivamente si deve ammettere gli errori fatti ed imparare a non ripeterli. La violenza esercitata contro chi voleva semplicemente discutere in termini scientifici le misure che venivano adottate rimane imperdonabile. Così come i licenziamenti in tronco di persone che rifiutavano di farsi vaccinare. Ci convinsero alla vaccinazione dicendo che i vaccinati non si sarebbero ammalati e non avrebbero contagiato gli altri. Era falso. Molti politici si erano inebriati di potere. Molti scienziati erano diventati famosi – con libri, interviste e fondi addizionali di ricerca – cavalcando la tigre dell’allarmismo. Molti politici ed esperti, compreso Fauci, venivano fotografati mentre violavano apertamente, con amici e colleghi, le regole che ci avevano imposto.

Nell’autunno del 2021, con la popolazione USA vaccinata al 72%, Fauci continuò a raccomandare l’uso di mascherine e di misure estreme, e boicottò eminenti scienziati che esprimevano dubbi, rifiutando il dialogo scientifico con loro (un atteggiamento arrogante ed estremista che purtroppo ritroviamo anche in campo climatico…). In particolare, Fauci discreditò la teoria dell’origine del COVID-19 nel laboratorio cinese da lui finanziato. Oggi, di fronte alla crescente evidenza, ammette che avrebbe potuto essersi sbagliato.

Gli interrogatori di Fauci non sono finiti e, finché la Camera rimarrà a maggioranza repubblicana, continueranno. Lui ed i suoi collaboratori hanno finora tenuti nascosti documenti ed e-mail che prima o poi – speriamo – saranno forniti agli investigatori. Secondo il Senatore Rand Paul, molti documenti sono già stati distrutti dal gruppo di Fauci, cosa che se provata sarebbe un grave reato.

Con attacchi e critiche crescenti, l’arroganza di Fauci è venuta a galla. Ha dichiarato “io rappresento la scienza”. Purtroppo, non è così. Fauci ha operato in maniera politica, non scientifica. Ed infatti è stato santificato in USA dalla Sinistra. All’inizio della pandemia COVID disse che non c’era bisogno di mascherine, per poi suggerire, mesi dopo, di indossarne addirittura due. E naturalmente, le regole contro gli assembramenti ed i contatti pubblici tutto ad un tratto furono ignorate nell’estate del 2020 quando mesi di dimostrazioni violente e criminali di Black Lives Matter furono permesse e perfino celebrate. La scienza è basata sul metodo scientifico, riproducibilità dei risultati, dialogo, coerenza, e rispetto. Fauci non è la Scienza.

Tags: Antony FaucicoronavirusUSA
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