• Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci
lunedì 19 Ottobre 2026
  • Login
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Newsletter
Destra.it
SOSTIENICI
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
  • Pòlis
  • Il Punto
  • Società & Tendenze
  • Economia
  • Europae
  • Estera
  • Mondi
  • Libri & Liberi
  • Altre
    • Terra Madre
    • Multimedia
    • Arte&Artisti
    • Televisionando
    • Appunti di viaggio
    • Al Muro del Tempo
    • Rassegna Stampa
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Destra.it
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Rassegna Stampa

Marcello Veneziani/ La politica nel labirinto. Un centrodestra senza visione e una sinistra fuori dalla realtà

di Redazione
14 Novembre 2025
in Rassegna Stampa
0
Marcello Veneziani/ La politica nel labirinto. Un centrodestra senza visione e una sinistra fuori dalla realtà
       

Non si fa in tempo ad elogiare la maggioranza, e in particolare la Lega, e il governo, e in particolare il Ministro della pubblica istruzione Giuseppe Valditara, per aver sventato l’entrata nella scuola del cavallo di Troia dell’educazione sessuale (nella cui pancia c’è la teoria transgender e la decostruzione della famiglia) che nasce una nuova versione del disegno di legge a firma del ministro con un contrordine: l’educazione sessuo-affettiva può essere insegnata anche ai ragazzini di undici e dodici anni, nelle medie inferiori. A patto che ci sia, come è già previsto per le superiori, il consenso informato e preventivo dei genitori.
È durato il ciclo di una mestruazione la linea ferma del governo e della maggioranza in materia sessuo-affettiva. Poi sono stati loro stessi ad emendare il provvedimento in commissione cultura alla Camera. Si cerca pietosamente di circoscrivere il tema all’esplorazione anatomica e pato-fisiologica del corpo umano, prescindendo di approfondire gli atti e le relazioni sessuali. Cosa in sé già impossibile anche perché di fatto non sarà mai così. L’obiezione di fondo alla proposta di educazione sessuo-affettiva a scuola che avevamo mosso da queste colonne, era che non si poteva scomporre la vita, il corpo, l’humanitas e ridurla alla sola questione sessuale ma andava inserita nell’educazione al senso umano della realtà e al senso reale dell’umanità, così come le relazioni sessuali e affettive dovevano essere inserite nel più ampio quadro delle relazioni comunitarie e nei rapporti con gli altri, con la storia, la memoria, la cultura popolare, le tradizioni civili e religiose. Invece, l’emendamento rende grottesco il significato dell’educazione sessuale, la riduce a una informativa paramedica, infermieristica, vorrei dire quasi da pronto soccorso: si parla del corpo umano e di come si riproducono gli esseri umani – ma non bastava già l’ora di scienze naturali o simili?- e si prescinde dal loro uso e dal loro valore di relazione e di procreazione, sul ruolo della famiglia e su tutto il resto. Su questo punto specifico, va detto, hanno ragione le opposizioni. Come dire: noi non parliamo di educazione alla famiglia, voi non parlate di educazione al sesso free.
Ma non si può scaricare la patata bollente sui genitori, fingendo di prenderli in considerazione e di lasciare a loro la decisione di schierarsi. Ma vi immaginate questo referendum permanente nelle scuole in cui si dovranno dividere i genitori in conservatori e progressisti, sessuofobi e sessuomani, dividendo continuamente le classi? Non bastava la pletora di insegnanti di sostegno che affollano le classi, le scissioni continue nella scolaresca per riconoscere le diversità di ogni tipo; ora dividiamo pure i ragazzini tra figli di bigotti e figli di permissivi? Non finirà che i genitori si vergogneranno di dire di no e si adegueranno allo “spirito del tempo” per non apparire antiquati o chiusi? O non accadrà più semplicemente che i genitori se ne laveranno le mani, si sfileranno, si diranno indaffarati e lasceranno scivolare la cosa, come spesso succede in Italia, confidando sul suo limitato effetto se non sul suo fallimento pratico? Già un’avvisaglia delle discriminazioni future è stata anticipata in Parlamento quando dalla sinistra già si denunciano le famiglie “condizionate da limiti culturali e pregiudizi religiosi” che negano così “un diritto ai loro figli”; ma non potrebbero essere limiti anticulturali e pregiudizi antireligiosi quelli di chi vorrebbe catechizzare i ragazzi all’ideologia gender-free e antifamilista? Ma già si annuncia cosa accadrà nelle scuole quando il risorto collettivo genitori democratici denuncerà il genitore reazionario e autoritario, nemico della Costituzione e lo additerà al pubblico disprezzo.
Ma il tema di fondo che vorrei proporre è più vasto. Il centro-destra non ha una visione generale della società, non ha una visione culturale e civile, nell’educazione come in molti altri ambiti. Non l’ha mai coltivato e non la fa valere. Si limita, e spesso è la sua ricchezza pratica, a difendere l’esistente, il reale, la consuetudine, quel che già c’è o “così si è sempre fatto”. Quando si oppone a una proposta venuta da sinistra lo fa con spicciolo realismo, più o meno moderato, e con un occhio fisso ai consensi e ai sondaggi. Non ha un’altra idea da opporre, non elabora una sua proposta e un suo progetto che risponda a un’altra visione della vita e delle cose. Di conseguenza si limita a frenare, a tardare, ad annacquare le proposte che possono alterare lo status quo. Posizione conservatrice ma nel senso di inerte, frenante, tardante, se non placebo. Il precedente rassicurante è la Dc, modello di lunga durata al governo; se l’importante è tirare a campare può andar bene… Nei casi più paradossali, come questo, l’eroica resistenza è durata neanche un mese…
Questo vale in tutte le battaglie definite “culturali” o civili in cui si deve cimentare. E in molti ambiti non ha una sua risposta, non ha una passione ideale e civile; dunque si limita a tagliare i fondi, le gambe, il terreno a quelli altrui. O a mandare in differita quel che la sinistra vorrebbe in diretta.
Se invece passiamo dal piano delle idee al piano politico il rapporto s’inverte perfettamente: qui è la sinistra in affanno, non trova la quadra, non riesce ad assumere una posizione efficace, si limita a dire di no, a demonizzare tutto ciò che dice e che fa l’avversario al governo, anche cose che fino al giorno prima condivideva e magari sosteneva. Di conseguenza non riesce a trovare una leadership alternativa alla Meloni, essendo la Schlein l’antagonista ideale per la prima. E oscilla paurosamente, un giorno sogna di tornare a un leader più moderato, più “margherito”, una riproduzione dell’Ulivo, o meglio una riProdizione, tipo Gentiloni e simili. E un altro giorno sogna un giovanotto di colore, migrante o islamico, radicale, socialista, tipo il neo-sindaco di New York Mamdani, comunista di ritorno o da sbarco. Ma non trova la quadra.
Il risultato complessivo è che il Paese non fa passi avanti ma passetti al lato, e talvolta di fianco, ma indietro, sul piano dei valori; non trova energie, idee, leader in grado di guidarlo a governare la “complessità” e l’avanzata tecnologica. L’idea del Paese, resta ancora appannaggio ideologico della sinistra; la realtà del Paese resta invece nelle mani della Meloni. Il compromesso ideale per campare, ma non lo possono sottoscrivere e nemmeno annunciare, è che la Meloni continui a governare la quotidianità e quando c’è da assumere una posizione più di fondo, allora deve indorare e addolcire quel che passa il mainstream.
Il sogno proibito di un paese impossibile è che la “destra” diventi realmente competitiva sul piano delle idee e la sinistra diventi realmente competitiva sul piano del governo. Ma stiamo sognando la primavera in autunno inoltrato.

Marcello Veneziani, La Verità, 12 novembre 2025

Tags: centrodestragoverno MeloniMarcello VenezianiPartito Democratico
Articolo precedente

Religioni/ Il mesto declino della Chiesa anglicana

Prossimo articolo

In Cisgiordania non si fermano le violenze dei coloni contro i civili palestinesi

Redazione

Correlati Articoli

C’è sempre chi vuole morire democristiano….
Il punto

C’è sempre chi vuole morire democristiano….

di Maurizio Bianconi
9 Ottobre 2026
0

Quando c’era un unico canale in tv, si guardava quel che veniva trasmesso senza tante storie: lunedì film, martedì telefilm,...

Leggi tuttoDetails
Dall’Ucraina ad Hormuz c’è chi crepa e chi guadagna

Dall’Ucraina ad Hormuz c’è chi crepa e chi guadagna

6 Settembre 2026
Piccoli appunti per sinistrosi incolti e faziosi (a proposito di Bonaccini e compagni)

Piccoli appunti per sinistrosi incolti e faziosi (a proposito di Bonaccini e compagni)

1 Settembre 2026
L’imbarazzante Bonaccini me lo ricordo così…

L’imbarazzante Bonaccini me lo ricordo così…

30 Agosto 2026
Carica altro
Prossimo articolo
In Cisgiordania non si fermano le violenze dei coloni contro i civili palestinesi

In Cisgiordania non si fermano le violenze dei coloni contro i civili palestinesi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag

Africa antifascismo Berlusconi Chiesa cattolica Cina cinema coronavirus Donald Trump economia elezioni Europa fascismo forze armate Francia Fratelli d'Italia geopolitica Germania Giorgia Meloni Gran Bretagna guerre immigrazione clandestina ISIS Islam lavoro Libia Mare Marine Le Pen Matteo Renzi Matteo Salvini Mediterraneo Milano Partito Democratico petrolio Roma Russia Siria sovranità nazionale storia terrorismo trasporti Turchia Ucraina Unione Europea USA Vladimir Putin
Facebook Twitter

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Destra.it per restare continuamente aggiornato.
Ti segnaleremo novità, eventi ed accadimenti più interessanti!

Menu

  • Home
  • Cos’è Destra.it
  • La redazione
  • Newsletter
  • Contattaci

Destra.it

Un giornale telematico che raccoglie le idee, i contenuti, i confronti della comunità umana e intellettuale della destra europea, moderna, nazionale e sociale. Rappresenta l’accesso alla rete e la piattaforma di dibattito di chiunque, provenendo o aderendo a un lungo percorso storico, si riconosca in quei valori culturali e ideali su cui si è sedimentato nei secoli il pensiero di destra.

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Chi siamo
  • La Redazione di Destra.it
  • Newsletter
  • Contattaci
  • Categorie
    • Pòlis
    • Il punto
    • Europae
    • Mondi
    • Estera
    • Guerre e pace
    • Economia
    • Levante
    • Libri&LIBERI
    • Arte&Artisti
    • Multimedia
    • Facite Ammuina
    • Al Muro del Tempo
    • Appunti di viaggio
    • Rassegna Stampa

© 2021 - Destra.it periodico online indipendente; Registrazione Tribunale di Milano n. 30 del 9/2/2021; Sede: Viale Papiniano, 38 Milano.